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La scoperta di una legge di movimento che governava la materia e si manifestava nella societą PDF Stampa E-mail
ARENDT Hannah, a cura di Simona FORTI, Marx e la tradizione del pensiero occidentale. RAFFAELLO CORTINA EDITORE. MILANO. 2016 pag 162 16°  introduzione di Simona FORTI: 'Hannah Arendt lettrice di Marx', note, saggio critico di Adriana CAVARERO: 'Ombre aristoteliche sulla lettura arendtiana di Marx'; Collana Minima. Hannah Arendt (1906-1975), figura eminente della cultura contemporanea, è autrice di opere di carattere storico e filosofico tra cui 'Le origini del totalitarismo' (1951) e 'La banalità del male' (1963). ['Marx risulta una figura chiave, di rottura e di continuità, nel suo rapporto con la tradizione che va da Platone e Aristotele a Hegel, per la comprensione della catastrofe politica del XX secolo e i ripensamento pensiero occidentale' (dalla 4° di copertina); 'Quando Hegel, in un ultimo grandioso sforzo, riunì in un tutto coerente le diverse direzioni imboccate dalla filosofia partendo dal concetto originario di Platone, si assistette nuovamente a una scissione tra due scuole di pensiero antagonistiche, seppure a un livello più basso. Per un breve periodo, la destra e la sinistra hegeliane poterono dominare la scena del pensiero filosofico. Ma i tre grandi rivolgimenti che dovevano porre termine, almeno fino ai nostri giorni, alla grande tradizione della filosofia, il salto di Kierkegaard dal dubbio alla fede, il platonismo rovesciato di Nietzsche e il salto di Marx dalla teoria alla 'praxis' - costituiscono una rottura con la tradizione molto più radicale di quelle che una semplice operazione di rivolgimento comporterebbe. Anche se è vero che nessuno di questi capovolgimenti sarebbe stato possibile senza Hegel e il suo concetto di storia: per questo singolo e importante aspetto tutti e tre i filosofi furono e rimasero seguaci di Hegel. Di tali fratture, quella provocata da Marx ebbe le conseguenze più immediate, semplicemente perché riguardava l'aspetto politico della nostra tradizione e pertanto poteva influenzare direttamente gli avvenimenti politici. Questa frattura non consisteva certo nel fatto che Marx era un "materialista" o che aveva capovolto Hegel. Lenin aveva assolutamente ragione nel rimarcare che non era possibile capire 'Il Capitale' senza conoscere la 'Logica' di Hegel. Secondo Marx, ciò che rendeva scientifico il socialismo, e lo distingueva dal precedente "socialismo utopistico", non era una teoria economica corredata di nozioni e intuizioni scientifiche, ma la scoperta di una legge di movimento che governava la materia e che al contempo si manifestava nella capacità razionale dell'uomo come "coscienza" di sé e di classe' (pag 92-93)]  [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
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