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Le rivoluzioni del 1830 avevano sfidato il sistema sociale europeo ed americano PDF Stampa E-mail
ISRAEL Jonathan, Il grande incendio. Come la Rivoluzione americana conquistò il mondo, 1775-1848. EINAUDI. TORINO. 2018 pag VIII 870 8°  introduzione: 'La Rivoluzione americana e le origini della modernità democratica', foto illustrazioni note bibliografia indice nomi argomenti località; traduzione di Dario FERRARI e Sarah MALFATTI; Collana La Biblioteca. Jonathan Israel è professore emerito di Storia moderna all' Institute for Advanced Study di Princeton. Tra le sue  pubblicazioni la monumentale storia dell' illuminismo  radicale in tre volumi 'Radical Enlightenment Contested' e 'Democratic Enlightenment'. Per Einaudi ha pubblicato 'Una rivoluzione della mente. L'illuminismo radicale e le origini intellettuali della democrazia moderna (PBE, 2011) e 'La rivoluzione francese. Una storia intellettuale dai Diritti dell'uomo a Robespierre' (2015). ['Alla fine degli anni Trenta, Bruxelles aveva ulteriormente consolidato il suo status di principale centro dell'attivismo radicale in Europa. Oltre alle altre organizzazioni che vi si trovavano, nel 1847 venne fondata nella capitale belga anche la Demokratische Gesellschaft zur Einigung und Verbrüderung aller Völker' («Società democratica per l'unione e la fratellanza di tutti i popoli»; tra i fondatori della società figurava anche Lelewel, a fianco, tra gli altri di Marx ed Engels. (...) La repressione dei moti polacchi di novembre segnò la fine dell'ondata rivoluzionaria del 1830-31. Ma la semplice repressione non fu sufficiente a rassicurare i sostenitori del vecchio ordine in Europa e nel Nuovo Mondo. Nel gennaio del 1831, rispondendo a una lettera di Monroe, Jon Quincy Adams, che aveva a lungo sostenuto il neutralismo americano, sprezzando il moralismo e la componente ideologica della diplomazia repubblicana, contemplava «lo stato presente dell'Europa», e in particolare «l'influenza che eserciterà» sugli Stati Uniti. L'inevitabile conseguenza dei moti rivoluzionari del 1830 sarebbe stata quella di «rafforzare il principio democratico in tutta Europa e in tutta l'America», il che a sua volta avrebbe «proporzionalmente ridotto la sicurezza della proprietà». Le vecchie élite, a suo avviso, rischiavano grosso. Le rivoluzioni del 1830 avevano sfidato il sistema sociale e la politica americana non meno di quanto avessero sfidato il sistema monarchico-aristocratico-ecclesiastico europeo. L'«aristocrazia» della proprietà era, per l'interna eredità rivoluzionaria americana che lui e suo padre rappresentavano, il fondamento di un repubblicanesimo gestito dall'alta borghesia e appoggiato dalla religione, dalla tradizione e dal principio di eredità. Per quanto in Francia l'alleanza tra riforme politiche e laicismo fosse più stretta che in Inghilterra, l'agitazione dei radicali britannici in fin dei conti era per la ricca «aristocrazia» americana una minaccia ancor più grave. E questo perché in Inghilterra l'abolizione delle decime avrebbe rovesciato la Chiesa istituita, dissolto il legame tra Chiesa e Stato, e scosso i pilastri fondanti della religione cristiana, rafforzando il laicismo. Naturalmente, si sarebbe limitata a «scuotere i pilastri»: «Se le porte dell'inferno non avranno la meglio [sul cristianesimo], non ci riusciranno nemmeno le rivoluzioni degli imperi né le agitazioni dei popoli». Tuttavia, il secolarismo e l'anticlericalismo stavano guadagnando terreno e la scomparsa del governo misto inglese costituiva una minaccia enorme per l'oligarchia della costa orientale statunitense (85)] (pag 636-637) [(85) J.Q. Adams, Memoirs, VIII, pp. 269-70; Mayers, Dissenting Voices, p. 61] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
Le rivoluzioni del 1830 avevano sfidato il sistema sociale e la politica americana non meno di quanto avessero sfidato il sistema monarchico-aristocratico-ecclesiastico europeo
 
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