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Sulla tendenza all'aumento del parassitismo improduttivo nell'etą dell'imperialismo PDF Stampa E-mail
LOSURDO Domenico, Antonio Gramsci da liberalismo al «comunismo critico». GAMBERETTI EDITRICE. ROMA. 1997 pag 259 8°  note indice nomi; 'Per Gramsci', collana diretta da Giorgio BARATTA Eric HOBSBAWM Domenico LOSURDO Gerardo MAROTTA Edoardo SANGUINETI. Domenico Losurdo è ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Urbino. Ha pubblicato tra l'altro 'Democrazia o bonapartismo' (1993) e 'Il revisionismo storico' (1996). ['Ma, per tornare al periodo tra le due guerre, è da aggiungere che il tema in questione [decadenza, putrefazione, ndr] ha fatto sentire la sua influenza, in forme diverse, anche al di fuori del movimento comunista propriamente detto. Esso è ben presente all'interno stesso della Scuola di Francoforte, con la variante (e l'ulteriore aggravante), per cui della decadenza è ormai partecipe anche il proletariato, incapace di costituire un'alternativa e, anzi, esso stesso condannato, secondo Horkheimer, alla sterilità e all'«impotenza» ideologica, già per le condizioni oggettive venutesi a creare nel mondo contemporaneo (16). Nessuna forza sociale e politica è in grado di contrastare il «nuovo genere di barbarie» o di sottrarsi al «presente sfacelo della società borghese», e generale è la «decadenza della cultura teoretica» (17): l'unica eccezione è rappresentata dallo sparuto gruppo di intellettuali che alimentano la «teoria critica» in un mondo peraltro incapace di accoglierla e, forse, anche solo di comprenderla. Di qui si può utilmente partire per illustrare la diversa posizione di Gramsci il quale registra con interesse l'uscita di un libro sulla grande crisi pubblicato da Grossmann (Q, 890 e 1279), un autore legato alla Scuola di Francoforte. Ma i 'Quaderni del carcere' non condividono la prospettiva catastrofista. Il loro autore non era passato invano attraverso la critica che, alla fine dell'800, Croce aveva sviluppato della «legge marxistica della caduta del saggio di profitto» (18). Rispondendo alle obiezioni del filosofo napoletano, Gramsci sottolinea la natura per così dire doppiamente tendenziale della legge formulata da Marx: «Poiché ogni legge in Economia politica non può non essere tendenziale, dato che si ottiene isolando un certo numero di elementi e trascurando quindi le forze controperanti, sarà forse da distinguere un grado maggiore o minore di tendenzialità e mentre di solito l'aggettivo "tendenziale" si sottintende come ovvio, si insiste invece su di esso quando la tendenzialità diventa un carattere organicamente rilevante» (Q, 1279). Dunque, una netta presa di distanza dalla teoria del crollo in ogni sua variante. In tale quadro si colloca l'atteggiamento riservato che, nei confronti della tesi della putrefazione cara a Lenin, mostra Gramsci. Certo, anche lui insiste, sulla scia dell'opuscolo del dirigente bolscevico dedicato all'analisi dell'imperialismo, sul peso crescente degli «improduttivi parassitari». Allorché denunciano l'estendersi di «una categoria di "prelevatori" che non rappresenta nessuna funzione produttiva necessaria e indispensabile, mentre assorbe una quota di reddito imponente» (Q, 793), i 'Quaderni del carcere' chiaramente fanno tesoro della lezione di Lenin, il quale aveva già sottolineato «l'aumentare della classe o meglio del ceto dei 'rentier', cioè di persone che vivono del "taglio di cedole", non partecipano ad alcuna impresa ed hanno per professione l'ozio». E anche l'ulteriore osservazione di Lenin che, a conferma del carattere parassitario dell'imperialismo sottolinea come «in Inghilterra si sottrae all'agricoltura sempre maggiore quantità di terra per adibirla allo sport, al divertimento dei ricchi» (L., XII, 276 e 281)' (pag 169-170) [(16) M. Horkheimer, 'L'impotenza della classe operaia tedesca', in 'Dämmerung. Notizen in Deutschland 1926-1931 (1934); trad. it. di G. Backhaus, 'Crepuscolo. Appunti presi in Germania 1926-1931', Torino, Einaudi, 1977, p. 62-8; (17) M. Horkheimer Th. W. Adorno, Dialektik der Aufklärung' (1944), trad. it. 'Dialettica dell'illuminismo', a cura di R.Solmi, Torino, Einaudi, 1982, p. 3; (18) Vedi B. Croce, 'Una obiezione alla legge marxistica della caduta del saggio di profitto' (1899), in 'Materialismo storico ed economia marxistica' (1900), Bari, Laterza, 1973, p. 139-150] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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