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'Marx non va in cerca di leggi «generali» valide per tutte le epoche. Si parte dal presente' PDF Stampa E-mail
COLLETTI Lucio, Il marxismo come sociologia. ESTRATTO DA 'SOCIETA, RIVISTA BIMESTRALE. MILANO. N. 4 LUGLIO-AGOSTO 1959 pag 621-672 8° (F)  note. ['[S]i vede come Marx non vada in cerca di leggi «generalissime» o di minchionerie valide per tutte le epoche, ma come egli si apra al contrario una prospettiva generale sulla storia proprio nella misura in cui approfondisce l'analisi del presente, proprio cioè nella misura in cui coglie le differenze estreme o essenziali con cui il presente richiama e illumina, seppure indirettamente, tutto il passato. Qui non si parte dal genere per dedurre poi da esso la specie; non si parte dal processo lavorativo semplice per ricavare poi il processo di valorizzazione. Bensì si muove dall'analisi di quest'ultimo: si constata come esso si presenti sia come processo lavorativo, cioè come formatore di valori d'uso, sia come processo di valorizzazione o, meglio come esso sia un processo di valorizzazione che si realizza 'attraverso' il processo lavorativo. (...) Non si parte, dunque, dalla natura per discendere poi alla società; e, dalla società «in generale», a questa società in particolare. Operazioni di questo genere, nonché a Hegel, non riusciranno mai a nessuno. Perché - spiega ad es. Marx (24) - «non c'è ponte attraverso cui si pervenga dall'idea generale di organismo [sia esso, indifferentemente, organismo vegetale o animale o sociale ecc.] all'idea determinata di organismo statale o costituzione politica, e per l'eternità non si potrà gettare tale ponte». Bensì si parte dal presente, dove, a differenza di «tutte le forme (di società) in cui domina la proprietà fondiaria» e «il rapporto con la natura è ancora predominante» - domina invece il capitale, cioè «prevale l'elemento sociale, prodotto storicamente» (25); per comprendere poi, proprio mentre si constata questa «differenza» in cui l'ordine storico-cronologico appare rovesciato, come nelle altre società determinate invece fosse il rapporto con la natura e, ancora più su, come, prima delle società umane, vi fosse solo la natura. Non è escluso che a qualcuno tutto ciò possa sembrare solo un capovolgimento formale. In realtà è un capovolgimento di contenuti in forza del quale, da una parte, abbiamo l'analisi che di dà Marx - Il 'Capitale'; dall'altra, l'analisi invece che di dà ad es. Kautsky, vale a dire un discorso che muove nel primo libro della 'Geschichts-auffassung' da «Spirito e Mondo», passa nel secondo alla «Natura umana» (gli istinti, l'adattamento, il sesso ecc.) e solo nel terzo libro alla «Società umana»; ma, si noti bene, cominciando dalla «Razza» per venire poi all'«antropogeografia», di qui alla «tecnica» (organi naturali e artificiali ecc.), e finalmente, solo dopo mille pagine, a una serie di definizioni impotenti e generiche sulla storia «in genere», le classi «in genere», lo Stato «in genere» ecc. (26)" (pag 646-647)] [(24) K. Marx, 'Opere filosofiche giovanili', Roma, 1954, p. 24; (25) K. Marx, 'Introduzione alla critica dell'economia politica', cit., p. 48; (26) K. Kautsky, 'Die materialistische Geschichtsauffassung', Berlin, 1927, voll. 2] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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