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Non trovavamo il tempo di rendere giustizia agli altri fattori che partecipano all'azione reciproca PDF Stampa E-mail
MUSOLINO Rocco, Per una ricerca sull' estetica di Labriola. ESTRATTO DA 'SOCIETA, RIVISTA BIMESTRALE. MILANO. N. 4 LUGLIO-AGOSTO 1959 pag 735-748 8° (F)  note, 'Note e ricerche'. ['Pur nelle accentuazioni polemiche della contrapposizione alla filosofia tradizionale, che scendeva dal cielo alla terra invece di salire dalla terra al cielo, non è difficile trovare in Marx e in Engels la critica esplicita di una grossolana sopravvalutazione del momento economico, e quindi di un volgare determinismo; e se per essi anche le sfere ideologiche che stanno più in alto, «nell'aria» - come la filosofia, l'arte, la religione - rimangono strettamente legate al processo storico-sociale, se la produzione delle idee e delle rappresentazioni può risultare addirittura come «emanazione» più o meno diretta dell'attività materiale (4), resta pur sempre avvertito, sul piano dell'interpretazione storica, il pericolo di sbrigative riduzioni proprie di una rozza concezione materialistica (5). A religione arte filosofia viene negato uno sviluppo 'autonomo' e una storia 'autonoma' nel senso che «gli uomini che sviluppano la loro produzione materiale e i loro scambi materiali trasformano, insieme a questa loro realtà, anche il loro pensiero e i prodotti del loro pensiero» (6). Analoga avvertenza si trova insistentemente nel Labriola, in particolare là dove egli rileva che una storia delle idee non può esaurirsi «nel circolo vizioso delle idee che spieghino se stesse», criticando con ciò «il fantastico assunto ideologico, che 'arte, religione e scienza' siano svolgimenti subiettivi e svolgimenti storici di un preteso spirito artistico, religioso, o scientifico, il quale s'andrebbe manifestando successivamente per un proprio ritmo di evoluzione, qua e là sussidiato o impedito dalle condizioni materiali»' (pag 738-739)] [[(4) Per cui anche nell'arte e nella religione è possibile rintracciare un filo conduttore che tanto più sembra svolgersi in armonia con la traccia dello sviluppo economico quanto più grande è il periodo storico considerato (V. la lettera di Engels a Heinz Starkenburg, in Marx Engels, 'Sull'arte e la letteratura, Milano, Universale Economica, 1954, p. 7; (5) Tale pericolo, al quale non sfuggiva ad es. un Plekhanov, lo stesso Engels individuava nelle tendenze della nuova generazione marxista; e nel 1890 egli scriveva a Giuseppe Bloch: «Il fatto che i giovani talora annettono al lato economico una importanza maggiore di quella che gli spetta, è in parte colpa di Marx e mia. Di fronte agli avversari noi dovevamo sottolineare il principio essenziale da loro negato, e allora non trovavamo sempre il tempo, il luogo e l'occasione di rendere giustizia agli altri fattori che partecipano all'azione reciproca. Ma non appena si giungeva all'esposizione di un periodo della storia, cioè all'applicazione pratica, la cosa cambiava e nessun errore era possibile. Ma purtroppo accade troppo di frequente che si creda d'aver perfettamente compreso una nuova teoria e di poterla senz'altro maneggiare, non appena ci si è appropriati dei principi essenziali per di più non sempre in modo esatto. Non posso risparmiare questo rimprovero a più d'uno dei 'marxisti' dell'ultima ora e per questo si è creata talvolta una strana confusione» (V. Marx-Engels, 'Sul Materialismo storico', Roma, ed. Rinascita, 1949, p. 78). Cfr. anche, del Labriola, 'Del Materialismo Storico. Delucidazione preliminare', in 'La concezione materialistica della storia', Laterza, 1947, pp. 142-5 e 225; (6) M.-E., 'Sull'arte e la letteratura', Universale Economica, Milano, 1954, pp. 3-4]  [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
 
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