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ISC Newsletter n°51 PDF Stampa E-mail

A.  Le iniziative pubbliche ed editoriali dell' Istituto di Studi sul Capitalismo, Genova.
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B.  Attività interna della Biblioteca e del Centro di Documentazione ISC.
  1.  Ultime acquisizioni in Biblioteca. (Selezione)
  2.  Ultime recensioni librarie inserite nell' Archivio Bibliografico. (Selezione)
  3.  Ultime acquisizioni in Emeroteca. (Selezione)
  4.  Libri antichi, rari, di pregio acquisiti in Biblioteca. (Selezione)
  5.  Segnalazioni dalla stampa internazionale. (Selezione)
  6.  Archivio notizie statistiche economiche sociali italiane ed estere (Selezione)
  7.  Recensioni.
  8.  Archivio delle citazioni. (Selezione)
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C.  Comunicazioni e notizie varie.

 

A.
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B.  Attività interna della Biblioteca e del Centro di Documentazione ISC.

1. Selezione dei libri acquisiti in Biblioteca.

1.  BIAGINI Antonello, Storia dell'Ungheria contemporanea. BOMPIANI. MILANO. 2006 pag 185 8°  introduzione cartine note; Collana Tascabili Bompiani ["...Imre Nagy, esponente comunista esperto di agricoltura, che era stato per circa venti anni in Unione Sovietica, rientra in patria con il gruppo Rakosi-Gero. Propugna una diversa sistemazione delle terre rispetto al modello della collettivizzazione secondo le teorie di Nikolaj Bucharin (1888-1938). Questi, direttore della 'Pravda', viene condannato a morte da Stalin con l'accusa strumentale di essersi alleato con Trotsky. In realtà egli era sostenitore del modello instaurato dalla NEP (Nuova Politica Economica) che prevedeva forme di economia privata soprattutto nel settore dell'agricoltura e dunque contrario alla collettivizzazione forzata..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
2.  DAL LAGO Alessandro, La guerra-mondo. (in) La guerra dei mondi. SHAKE EDIZIONI. MILANO. 2005 CONFLITTI GLOBALI 1 pag 191 8°  presentazione note ["..."La barbarizzazione" del nemico consente sia di produrre in una larga parte del mondo occidentale il consenso sulla guerra permanente, sia di condurre i conflitti senza alcun riferimento alle "forme" giuridiche, alle convenzioni o ai vincoli del diritto internazionale. In questo campo, l' unica formalità è ideologica e ha lo scopo di condizionare l' opinione pubblica "interna". (...) Fino a quando l' economia-mondo si baserà su ciò che Weber chiamava la "lotta economica per l' esistenza, atroce e priva di compassione, che la freseologia borghese designa come 'pacifico lavoro della civiltà'", la guerra, in qualsiasi forma - tradizionale o innovativa - sarà l'interfaccia della vita sociale globale..."]                                                                                                         
3.  FAVILLI Paolo, Il riformismo e il suo rovescio. Saggio di politica e storia. FRANCO ANGELI. MILANO. 2009 pag 195 8°  introduzione note indice nomi; Collana Saggi di storia, fondata da Marino BERENGO Franco DELLA-PERUTA Rosario VILLARI diretta da Franco DELLA-PERUTA e Rosario VILLARI ["...Bernstein si concentra su tre percorsi principali che convergono nella categoria "catastrofismo": teoria della concentrazione dei capitali, teoria della caduta tendenziale del saggio del profitto, teoria della crisi. Esamina i percorsi separatamente e utilizza le conclusioni cui arriva in maniera differenziata nell'ambito del proprio discorso. Elemento comune nell'analisi dei suddetti percorsi è la sottolineatura dei mutamenti della prospettiva marxiana avvenuti nel tempo, e la condivisione, in genere, del punto d'approccio "più maturo", quasi sempre quello più tardo. Emblematico il modo in cui Bernstein mette in relazione due diverse posizioni del 'Capitale' a proposito del sottoconsumo come elemento primario di una teoria della crisi. Dice dunque Bernstein: Marx nel III libro del 'Capitale' sostiene che il sottoconsumo è la causa ultima di tutte le crisi economiche. Nel II sostiene invece essere pura tautologia che le crisi scaturiscono da una mancanza di consumatori solvibili. La spiegazione di questa differenza sta "nei periodi molto differenti in cui sono sorti i due brani. Tra di essi corre un periodo non inferiore ai tredici-quattordici anni, e il più antico è quello del III libro del 'Capitale'. Esso infatti risale al 1864 o 1865, mentre quello del secondo libro è comunque posteriore al 1878 [...]. In generale il secondo libro contiene i frutti più tardi e più maturi della ricerca marxiana" (E. Bernstein, I presupposti del socialismo e i compiti della socialdemocrazia). Secondo l'antico direttore del "Sozialdemokrat", dunque, il "dualismo che attraversa tutta l'opera di Marx" consiste nella tensione tra la dimensione scientifica e quella dottrinaria..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
4.  JUGLAR Clement; a cura di Decourcey W. THOM, A Brief History of Panics in the United States. COSIMO CLASSICS. NEW YORK. 2006 (ediz orig.: 1916) pag 189 8°  introduzione di DeCOURCY W. THOM, tabelle note indice nomi argomenti; Reprint Business ["...Panic of 1864. The crisis of 1864 was mixed up in the United States with the War of Secession; it was a political crisis, and is not properly to be considered here. Panic of 1873. During the last two months of 1872 the American market had been very much embarrassed; the lowest rate of discount was 7 per cent., and in December it was quoted at even 1/32 of 1 per cent. or a quarter of 1 per cent. a day! The year 1873 was anxiously awaited in hope of better times. In the middle of January, 1873, the rate of interest declined a little to 6 or 7 per cent., but soon the are of 1/32 of 1 per cent. per day reappeared and continued until the month of May. In the first days of April the market was in full panic..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      
5.  LABRIOLA Antonio, a cura di Stefano MICCOLIS e Alessandro SAVORELLI, Giordano Bruno. Scritti editi e inediti (1888-1900). BIBLIOPOLIS. NAPOLI. 2008 pag 139 8°  introduzione: 'Giordano Bruno nella vita di Antonio Labriola' 'Labriola interprete della filosofia di Bruno' (pag 9-28) nota bibliografica note appendici I: Dal carteggio di Antonio Labriola (1884-1889); II. Giordano Bruno. Nella ricorrenza del 3° centenario dell'arsione in Campo de' Fiori. La "redazione stenografica". Una cronaca della prima lezione su 'Il destino storico di Giordano Bruno; indice nomi; Loica, Raccolta di testi e studi sul pensiero moderno ["...Ma la tragedia personale di Bruno ci rimanda a una più grande tragedia - la decadenza d'Italia - Nasce il 1548, l'anno in cui Filippo diventava re di Spagna e di Napoli (Carlo V – … - Maurizio di Sassonia). La Riforma che spinse altre nazioni e segnatamente l'Olanda e l'Inghilterra su le vie del progresso non ebbe da noi che l'effetto della reazione - La Spagna padrona del regno di Napoli e del Ducato di Milano tiene come rinserrata tutta l'Italia entro i suoi confini  - la rovina del mezzogiorno comincia - e la decadenza d'ogni seme di libertà e di progresso. Al centro si fortifica e si consolida il potere temporale - arma indispensabile al papato per avere l'ubi consistam se non voleva rimanere un semplice istrumento del grande inquisitore di Madrid - Clemente VIII già comincia il riavvicinamento alla Francia - (...)" (Il destino storico di Bruno. Lezioni. (1900))..."]          
6.  LANDUYT Ariane   a cura; saggi di Ariane LANDUYT Marie-Therese BITSCH Jacques VALETTE Robert BIDELEUX Paola OTTONELLO Robert BIDELEUX Mercedes SAMANIEGO BONEU Maria Manuela TAVARES RIBEIRO Nicole PIETRI Jean-Pierre MOUSSON-LESTANG Pertti AHONEN Matti WIBERG Tapio RAUNIO Daniela PREDA, Idee d' Europa e integrazione europea. IL MULINO. BOLOGNA. 2004 pag 561 8°  introduzione di A. LANDUYT, note notizie sugli autori, indice nomi; Collana del Centro di ricerca sull' integrazione europea, diretta da Giulio GUDERZO ["...Sfortunatamente, l' approccio sempre più ottimista di Macmillan all' integrazione europea, fu annientato dal primo veto di De Gaulle nel gennaio 1963, che smorzò molto dell' entusiasmo per l' entrata dell' Inghilterra nella Comunità europea che Macmillan e Heath erano riusciti a suscitare tra il 1961 e il 1962. Il 28 gennaio 1963, Macmillan sarcasticamente informò il Presidente Kennedy: "De Gaulle sta cercando di dominare l' Europa. La sua idea non è quella di una comunità, ma di un' egemonia alla Napoleone o alla Luigi XIV". E' interessante notare come negli anni Cinquanta e negli anni Sessanta i legami dell' Inghilterra con il Commonwealth e con gli USA fossero considerati ostacoli alla piena partecipazione inglese alla Comunità, mentre questi stessi legami non sono stati alla base del rapporto problematico dell' Inghilterra con la Comunità europea da quando la Gran Bretagna ne divenne membro nel 1973..."]                                                                                                                                                                         
7.  MERKER Nicolao, Karl Marx. Vita e opere. EDITORI LATERZA. BARI. 2010 pag 261 8°  note bibliografiche sigle di riviste e organizzazioni bibliografia (pag 225-250) indice nomi; Collana Storia e società ["...La società futura avrebbe visto non solo la liberazione dell'operaio dalla logica alienante del profitto capitalistico, ma anche lo sprigionarsi, a fini collettivi, di tutte le potenzialità delle forze produttive moderne ostacolate dall'assetto capitalistico della produzione. Nel maggio 1851 Marx aveva scritto a Daniels, membro del comitato di Colonia della Lega dei comunisti, che "le verità tecnologiche già raggiunte possono diventare pratiche solo nelle condizioni del comunismo" [OME XXXVIII: 565]. Insomma, il capitalismo un freno al progresso, il comunismo una spinta propulsiva. Fin dall''Ideologia tedesca' del 1846 c'era la convinzione che nessuna forma di società avrebbe potuto reggere dopo quella capitalistica se non garantiva un alto grado di sviluppo delle forze produttive. E', questo, "un presupposto pratico assolutamente necessario anche perché senza di esso si generalizzerebbe soltanto la 'miseria', e quindi col 'bisogno' ricomincerebbe anche il conflitto per il necessario, e tornerebbe per forza tutta la vecchia merda..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
8.  OSSOLA Carlo Maria CARAVALE Mario GIAMMATTEI Emma VACCA Giuseppe, coordinamento scientifico, Enciclopedia Biografica Universale. 9. Grano-Hurwi. BIBLIOTECA TRECCANI - LA REPUBBLICA - L' ESPRESSO. ROMA. 2007 pag 707 8° grande  illustrazioni foto bibliografia referenze fotografiche. Redazione testi e revisione scientifica Alessandra BRUNO Laura BUCCINO Alessandra CARAVALE Virginia CAVALIERE Angela CIAVOLLA Mariana DELLE-ROSE Sara ESPOSITO Silvia PONTI Luigi ROSANO Paolo SEU Luca SINIBALDI Sonia SPRINGOLO Francesco URSINI; Responsabile editoriale Loreta LUCCHETTI  ["...Hebert. Membro del club dei Cordiglieri, fondò nel 1790 il giornale radicale 'Le Père Duchesne', che gli assicurò un seguito anche in ambienti giacobini. Sostituto procuratore della Comune (dic. 1972), fu a capo di una vivace corrente (gli hebertisti) che propugnava la lotta sociale e misure economiche rivoluzionarie. Nella primavera del 1793 attaccò violentemente i girondini che ne imposero l' arresto; liberato per intervento dei sanculotti e delle municipalità, sotto l' impulso di Hebert e dei suoi seguaci furono approvate le leggi dei sospetti e del maximum (17 e 29 sett. 1793), ripresero slancio l' iniziativa militare e i grandi processi (nell' ott. 1793 alla regina e ai girondini), furono incoraggiati la scristianizzazione e il culto della dea ragione. Iniziato il riflusso del movimento rivoluzionario e dopo un fallito tentativo di presa del potere (4 marzo 1794), Hebert e i suoi furono processati (21-24 marzo) e ghigliottinati..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
9.  PALUMBERI Franco, La democrazia imperialista in America. Come gli Stati Uniti eleggono il Presidente. EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2009 pag XXXI 507 8°  nota redazionale introduzione cartine tabelle grafici riquadri appendice glossario dati statistici sui 50 Stati degli USA, Tabella dei 44 presidenti americani cartine e voti delle elezioni presidenziali (1932-2008) indice biografico nomi indice cartine grafici e tabelle; appendice e articoli in riquadro di Massimo REPETTO; Collana Analisi ["...Quando nel 1861 iniziò la Guerra Civile, il Texas, con 604 mila abitanti, aveva solo l'1,9% dei 31,4 milioni di abitanti degli USA e si classificava al 23° posto. Oggi, con 20,8 milioni di abitanti, ha superato lo Stato di New York, e, con il 7,3% della popolazione americana (281 milioni), si colloca al secondo posto dietro la California. Nel 1932, quando Roosevelt inserì gli Stati del Sud nella politica nazionale, il NOrd, da New York a Chicago, aveva il 66,4% degli addetti all'industria manifatturiera degli USA, rispetto al 18,5% del Sud e al 15,1% dell'Ovest. Oggi il Nord è sceso al 41,2%, il Sud è salito al 33,2 e Ovest al 25,5..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
10.  RICHARDOT Philippe, Le modèle occidental. Naissance et remise en cause, 1492-2001. ECONOMICA. PARIS. 2007 pag 414 8°  introduzione cartine cronologia tabelle bibliografia (pag 403-414) ["...La vague d'antisémitisme apparu a l'Est de l'Europe frappe la France et s'exprime surtout dans Drumont (...). Du côté allemand, le nationalisme, d'abord romantique, culturel et défensiv devient biologique,ethnique et offensif. Le millénarisme germanique annoncé par Fichte trouve une expression plus concertée. L'historien prussien Treischke (1843-1896) a une vision belliciste du monde: "La grandeur de l'histoire réside dans le conflit perpétuel des nations" ou encore "Aucun idéalisme politique réel, n'est possible sans l'idéalisme de la guerre." Friedrich List publie en 1841 son 'Système national d'économie politique' où il prône le nationalisme économique. List lance les concepts fondamentaux du pangermanisme: le 'Lebensraum' (espace vital), le 'Drang nach Osten' ("la ruée vers l'Est"), l'expansion navale et coloniale..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
11.  STABILI Maria Rosaria, America verso una società corporata. La AFL di Gompers. EDIZIONI DEDALO. BARI. 1984 pag 271 16°  abbreviazioni nota premessa note bibliografia (pag 255-269); Piccola Biblioteca Dedalo, serie "America", diretta da Nino PERRONE ["..."Parlando alla convenzione annuale dei sigarai, Gompers individuò come causa del fascismo il fatto che la maggior parte dei socialisti italiani durante la prima guerra mondiale si erano schierati "dalla parte della Germania e dell'Austria", tradendo così il proprio paese. Non solo, ma al termine del conflitto, imitando i sovietici, essi si erano messi ad occupare le fabbriche spingendo l'Italia verso la rovina completa. La situazione caotica creata dai socialisti spinse quindi Mussolini, vecchio socialista che aveva appoggiato la causa alleata, a creare le camice nere. La sua azione "fu brutale, ma ciò fu necessario per la salvezza dell'Italia. Ora sono proprio i socialisti e i loro amici a criticare il fascismo, quelli cioè che con il loro agire hanno provocato la risposta di destra". Gompers ricordò che durante la sua missione in Italia, nel 1918, mentre i socialisti e i sindacati lo attaccavano, Mussolini fu l'unico a dargli il benvenuto e a stampare, sul suo giornale, il testo completo dei suoi discorsi. Riferì inoltre che il console americano a Milano aveva descritto Mussolini come un "socialista patriottico..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
12.  TASCA Angelo, a cura di David BIDUSSA, La nascita del fascismo. (Tit.orig.: La marche sur Rome, in Histoire des révolutions. De Cromwell à Franco) BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 2006 pag 85 16°  note postfazione di David BIDUSSA (pag 63-82); Collana Incipit ["...Mussolini ha dalla sua una grande capacità di adattamento, una mancanza totale di scrupoli, combinata a viva intelligenza delle situazioni e, soprattutto, di ciò che in ciascuna situazione può costituire per lui un pericolo o gli offre un punto di appoggio. Non è un ideologo che si lascia imbarazzare dai "principi" o dai programmi, e la sua coscienza non conosce altro imperativo che quello del successo . "Il fatto è tutto", proclama nel settembre 1919 al secondo congresso dei Fasci a Firenze..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
13.  THOMANECK J.K.A. NIVEN Bill, La Germania dalla divisione all' unificazione. (Tit.orig.: Dividing and Uniting Germany) IL MULINO. BOLOGNA. 2005 (ediz.orig. 2001) pag 155 8°  cartine abbreviazioni introduzione 'Lo stato della nazione', note bibliografia (letture consigliate) indice nomi; Universale Paperbacks il Mulino ["...La Stasi aveva progettato un' intera rete di "oggetti di isolamento" in tutta la DDR, da utilizzare in caso di "emergenza". Ai rami locali della Stasi veniva affidato il compito di trovare "oggetti" adeguati e di preparare liste di potenziali "isolandi". Così nel febbraio 1987 la Stasi responsabile della zona di Erfurt aveva stilato una lista di 905 persone che dovevano essere "bloccate" in una gamma di edifici, tra i quali un orfanotrofio a Heiligenstadt, un ristorante a Sonderhausen, un albergo a Weimar e - più semplicemente - una capanna di muratori ad Eisenach. La previsione che l' isolamento non sarebbe stato necessariamente un processo del tutto indolore è tradita dall' uso saltuario del termine "liquidazione" nei documenti della Stasi relativi a questo argomento. Il fatto che non si arrivò mai a una simile prassi di isolamento o eliminazione fisica fu un risultato diretto dell' imponenza e del carattere pacifico del processo rivoluzionario..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
14.  TROTSKY Leon, Revolución y fascismo en Alemania. Escritos 1930-1933. EDITORIAL ANTIDOTO. BUENOS AIRES. 2005 pag 301 8°  prefazione di Marcelo YUNES 'Razones y lecciones de una tragedia', note ["...Il problema del Fronte Unico sorge dalla necessità di assicurare alla classe operaia la possibilità di unirsi nella lotta contro il capitale considerando che, attualmente, le organizzazioni politiche che si appoggiano alla classe operaia sono fatalmente divise. Per chi non capisce questo, il partito non è più che una associazione per la propaganda, e non una organizzazione per l' azione delle masse..."]                                                                                                                                                                                                                                                                         
15.  TROTSKY Lev, a cura di Isabella ALAGIA e Vincenzo SOMMELLA, Opere scelte. 10. Stalin. PROSPETTIVA EDIZIONI. ROMA. 2008 pag 318 8°  introduzione note e apparato critico di I. ALAGIA e V. SOMMELLA note memorialisti note biografiche principali giornali organizzazioni politiche e istituzioni cronologia bibliografia indice nomi; traduzione di Giacomo LEVITA; collaborazione al volume di Sibilla CAROPPO Gabriella DI-CICCO Paola DI-MICHELE Antonella SAVIO Francesca VITELLOZZI ["...Grazie alle definizioni di idee delineate con cura e precisione, soltanto Lenin e i suoi discepoli furono capaci di cogliere la nuova ascesa rivoluzionaria. Da qui ebbe origine l'ininterrotta serie di successi che assicurarono subito  ai seguaci della "Pravda" l'egemonia sul movimento operaio. La maggior parte della precedente generazione aveva abbandonato la lotta nel corso degli anni di reazione. I liquidatori erano soliti affermare con sufficienza: "Lenin non ha con sé altro che ragazzini". Ma proprio in questo Lenin scorse il grande vantaggio del suo partito. La rivoluzione, come la guerra, carica gran parte del proprio peso sulle spalle della gioventù. Quel partito socialista che non sia in grado di attirare i "ragazzi" è senza speranza..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          
Lista completa in:
v. http://www.isc-studyofcapitalism.org
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2. Selezione delle recensioni inserite in Bibliografia.
1.  ATTANE' Isabelle, Au pays des enfants rares: la Chine vers une catastrophe démographique. FAYARD. PARIS. 2011, pag 274 Euro 19.0, Documents rec BOILLOT Jean-Joseph  ["...La Cina invecchierà prima di aver raggiunto il suo pieno sviluppo? Si, risponde l'autore. La demografia taglierà le ali della fenice cinese ma bisogna riconoscere che i responsabili cinesi sono coscienti delle riforme da condurre nella nuova fase che si apre, quella della maturità. La Attané evidenzia attraverso una serie di punti chiave ciò che si può definire 'la seconda transizione demografica cinese', quella dell'invecchiamento della popolazione. L'impero di Mezzo sarà un impero di pensionati, oltre 400 milioni, e le ripercussioni ci saranno anche a livello globale perché il suo peso demografico arretrerà da oltre un quinto a meno di un sesto della popolazione mondiale. Si può a questo punto affermare che la Cina vada verso una catastrofe demografica? Il caso del Giappone spinge ad essere un po' più prudenti e i lavori attuali di Michel Aglietta sulla Cina offrono una visione un po' più ponderata..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
2.  BASCIANI Alberto D'ALESSANDRI Antonio  a cura, Balcani 1908. Alle origini di un secolo di conflitti. BEIT. TRIESTE. 2010, pag 224 Euro 25, note indice dei nomi indice dei luoghi rec Egidio IVETIC  ["...Nella storia dei Balcani il 1908 fu l' anno di una molteplice crisi politica. Nell' Impero ottomano, la minaccia dei Giovani turchi di marciare su Istanbul con forze militari simpatizzanti indussero il vecchio sultano Abdul Hamid a ripristinare la costituzione del 1876 e a permettere l'avvio di una riforma politica in chiave liberale; questo vuoto di potere fu sfruttato dalla Bulgaria per proclamare l'indipendenza formale e dall'Austria-Ungheria per annettersi ufficialmente la Bosnia-Erzegovina, occupata e amministrata dal 1878. Un atto, quest'ultimo, condannato dalle altre potenze, che aprì la cosiddetta crisi dell'annessione e che, soprattutto, portò alla rottura di una lunga intesa diplomatica tra Vienna e San Pietroburgo in merito ai Balcani. La Russia, in risposta a quello che interpretò come tradimento e smacco, promosse dal 1908 in poi una politica volta a far convergere la Serbia, la Bulgaria e la Grecia in un'alleanza anti-ottomana e a far destabilizzare la Turchia europea, cioè i Balcani. L'annessione bosniaca aveva, a sua volta, acceso la "questione jugoslava" in seno all'Austria-Ungheria, ovvero la rivendicazione dei croati, serbi e sloveni per una soluzione politica garante di maggiore autonomia nazionale..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
3.  BATALHA Claudio H de, a cura, Dicionário do movimento operário Rio de Janeiro do século XIX aos anos 1920. Militantes e organizaçoes. EFPA - EDITORA FUNDAÇAO PERSEU ABRAMO. SAO PAULO. 2009, pag 304 R$ 42.0 ["...E' il primo di una serie di dizionari del movimento operaio e sindacale brasiliano, che riporta la vita e il lavoro di attivisti e organizzazioni della città di Rio de Janeiro dall'800 agli anni Venti. Contiene 839 voci biografiche di militanti, attivisti del movimento operaio ma anche di politici, fisici, avvocati, giornalisti e uomini dell'apparato statale schierati dalla parte dei lavoratori. Ci sono poi 397 voci di organizzazioni operaie, la lunghezza del testo può andare da poche righe a molti paragrafi..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
4.  CALABRO' Antonio e Carlo, Bandeirantes. Il Brasile alla conquista dell'economia mondiale. LATERZA. BARI ROMA. 2011, pag 188 Euro 13.6, appendice di dati grafici e cronologie rec VECCHI Roberto ["...Nell'ultimo decennio hanno cambiato posizione le "placche tettoniche" del Brasile profondo. C'è una dimensione politica e sociale, e non solo economica della trasformazione. Il Brasile è oggi un 'player' sempre più globale. Ha degli indicatori impressionanti: una crescita di oltre il 7% nel 2010, prevista poco sotto il 5% nell'anno in corso. Un paese che si prevede diventi la quinta economia del pianeta. Ma non è solo il dato quantitativo a sorprendere nella poderosa marcia brasiliana. Internamente, c'è stato un forte mutamento sociale (con un modello di crescita redistributiva) che ha permesso alla classe media di diventare il segmento della società (49%) con una porzione maggiore di reddito nazionale (46%) rispetto alla tradizionale forbice classista tra élite e poveri o esclusi. La spesa pubblica si è orientata verso un maggiore investimento nelle politiche sociali e c'è stata una forte ripresa del partenariato statale con le imprese private e i poteri locali. I due autori cercano anche di demolire gli stereotipi che contrassegnano l'immaginario sul Brasile..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      
5.  CLERC Denis, Pour des emplois convenables. La France des travailleurs pauvres. GRASSET & FASQUELLE. PARIS. 2008 CAT 2012, pag 224 Euro 16.90, Mondes vécus ["...Si è sempre pensato che il posto di lavoro fosse un rimedio alla povertà. Non è più così. La moltiplicazione degli impieghi a tempo parziale, dei 'jobs' temporanei, interrotti da periodi di disoccupazione, ha fatto piombare in una condizione di povertà un ampio numero di lavoratori e di famiglie. Contrariamente a ciò che si verificava ancora quindici anni fa, non è più l'occupazione insufficiente a creare la miseria ma la cattiva qualità dei nuovi lavori che vengono offerti. Schiacciando l'acceleratore sui posti di lavoro pauperizzanti, si è sacrificata la qualità del lavoro alla quantità e aggravato il problema invece di ridurlo. E' ciò che mostra questo libro: non c'è via d'uscita se non cambiare la politica (riforma dell'occupazione, lotta alla precarietà ecc.). Clerc utilizzando le statistiche disponibili denuncia l'esistenza di quasi due milioni di lavoratori poveri e sottolinea la mutazione del fenomeno povertà (ringiovanimento dello strato sociale considerato povero, spostamento di questo strato al centro del lavoro salariato)..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
6.  DONATI Gisella, La scuola è bella. RIZZOLI. MILANO. 2012, pag 144 Euro 16.0 ["...Nel 2008 gli alunni di una quarta elementare di Roma scrissero una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione, che uscì su "Repubblica". Chiedevano di non far andare in pensione la loro maestra, volevano che li portasse fino all'esame di quinta. Quello è stato lo spunto per un libro "La scuola è bella" (Rizzoli) in cui Gisella Donati racconta la sua storia e la sua esperienza..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
7.  FERGUSON Niall MAIER Charles S. MANELA Erez SARGENT Daniel J. a cura, The shock of the global: the 1970s in perspective. BELKNAP PRESS OF HARVARD UNIVERSITY PRESS. CAMBRIDGE, MASS. 2010, pag XII-434 $29.95,  rec Federico ROMERO ["...La prima parte è dedicata ai caratteri generali del nuovo ordine economico che va emergendo. Imperniata sulle tensioni tra una liberalizzazione dei mercati finanziari che "ottimizza" (Ferguson) l' economia mondiale e il persistere di sovranità politiche e monetarie nazionali, si appoggia sulle analisi di C. Maier sulla "crisi della società industriale" per esplorare la questione del ruolo degli Usa nella trasformazione. In polemica con Arrighi, Daniel Sargent vede un subire reattivo più che la lucida ricerca di una nuova modalità di egemonia, e sottolinea che se con Reagan gli Usa riuscirono a cavalcare e organizzare il nuovo ciclo, dovettero tuttavia scontare una crescente "permeabilità e vulnerabilità". O, (Mark Atwood Lawrence) "una decrescente autonomia dagli affari internazionali". Jeremy Adelman guarda agli statisti latinoamericani e vede nell'indebitamento non la vittimizzazione imposta dall' esterno quanto l'effetto di scelte perseguite da policy maker che tentavano illusoriamente di "aggrapparsi alla loro autonomia". Arne Westad analizza la svolta cinese, illuminandone il carattere contingente legato alle dinamiche politiche e culturali delle elite dirigenti..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
8.  GAILLARD Chantal NAVET Georges  a cura, Dictionnaire Proudhon. ADEN EDITIONS. BRUXELLES. 2011, pag 556 Euro 35.0,  rec ONFRAY Michel ["...L'autore mostra che l'anarchismo è altra cosa di quella che la vulgata descrive abitualmente. Esiste una corrente trascurata del pensiero anarchico francese che ha proposto ciò che lo stesso Proudhon ha chiamato "anarchia positiva": costruire una rivoluzione senza uccisioni, massacri, saccheggi, violenza ecc. Quali allora gli strumenti di questa rivoluzione senza fanfara? La 'Ruche', la scuola alternativa di Sébastien Faure, l'Université populaire di Georges Deherme, les Milieux libres di Georges Butaud e Sophia Zaikowska, les Bourses du travail di Pelloutier, la "camaraderie amoureuse" di E. Armand, e tante altre esperienze libertarie tra cui quella di Jean-Marc Raynaud, creatore delle Editions libertaires. Proudhon è un filosofo fuori dagli schemi, vuole cambiare il mondo concretamente, in modo pragmatico. Tutti i suoi libri sono testi di lotta. Ovvio che in essi ci siano delle contraddizioni (in alcuni è per l'abolizione dello Stato, in altri difende lo Stato, per es.). Vede lo stato capitalista complice dello sfruttamento proletario ma vede la possibilità di un governo contrattuale venuto dal basso, attraverso la cooperazione, la federazione, il mutualismo, tutte leve per realizzare la rivoluzione. Vede la banca del popolo e il credito organizzato per le classi bisognose, come si direbbe oggi con una logica di microcredito, vede uno Stato libertario..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
9.  GRAGNOLATI Michele JORGENSEN Ole Hagen ROCHA Romero FRUTTERO Anna, Growing old in an older Brazil; implications of population aging on growth, poverty, public finance and service delivery. WORLD BANK. WASHINGTON. 2011, pag XXXII-299 $35.0 ["...Questo report della Banca Mondiale sul mutamento demografico in Brasile vuole fornire una chiara visione del rapporto tra invecchiamento della popolazione e crescita economica, allo scopo di fornire una base documentaria dalla quale possa essere derivata una politica pubblica lungimirante. Notando che il Brasile è in un momento demografico speciale, nel quale il numero dei contribuenti supera di molto quello dei beneficiari dei servizi sociali, il lavoro cerca di fornire dettagliate informazioni statistiche e di politica per stakeholders che sviluppano programmi e elaborano politiche che avranno effetti drammatici quando questo beneficio demografico cesserà..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
10.  GUERRAGGIO Angelo NASTASI Pietro, L'Italia degli scienziati: 150 anni di storia nazionale. BRUNO MONDADORI. MILANO. 2010, pag 326 Euro 18.50,  rec Ivan GROSSI ["...Gli autori vogliono fornire esempi contro la prevalente impostazione che nega una presenza significativa della scienza nella storia d'Italia e nella sua cultura. Croce per esempio faceva proprio il disprezzo tutto vichiano per gli uomini di scienza sintetizzato nella locuzione "ingegni minuti". Gli autori dimostrano che gli scienziati italiani hanno partecipato alla vita dello Stato e hanno stabilito dei legami internazionali anche nella fase preunitaria. Nell'Italia postunitaria si incomincia ad impostare una strategia politica per la scienza grazie all'opera dell'ingegnere Quintino Sella, già docente a Torino e diventato ministro con la Destra storica. Sella farà dello sviluppo della scuola ("per sottrarla all'impronta clericale") e della ricerca tecnico-scientifica uno degli assi portanti dell'azione del suo governo. Il suo grande progetto (terza missione di Roma) prevedeva di far diventare Roma uno dei centri mondiali per la ricerca tecnico-scientifica. Sella chiama nella capitale il chimico Cannizzaro, il fisico Blaserna e il matematico Cremona e chiede loro di creare dei centri di eccellenza. Rilancia l'Accademia dei Lincei affidandola al Cremona..."]                                                                                                                                                                                                                                        
11.  LO-PIPARO Franco, I due carceri di Gramsci. La prigione fascista e la gabbia del comunismo. DONZELLI. ROMA. 2012, pag 146 Euro 16,  rec AJELLO Nello ["...Un romanzo storico e un romanzo a tesi. Sono i "generi" che s'intrecciano nel volume di Franco Lo Piparo,  "I due carceri di Gramsci", appena uscito per Donzelli. Mai come questa volta spiegare un titolo non sarà superfluo. La trama storica percorre il destino toccato all'esponente sardo che nel 1928 il Tribunale speciale fascista condannò a vent'anni di reclusione (ne avrebbe scontati sei, ovvero otto se si calcola la fase d'arresto preventivo). Ecco, invece, la tesi. Secondo l'autore, alla pena inferta a Gramsci si sarebbe aggiunta, dopo la concessione della libertà condizionata, una condanna al silenzio. La decretò, a suo danno, il partito di cui egli era stato a capo. Fu un altro carcere, metaforico, di cui Gramsci avrebbe sofferto fino alla morte, nell'aprile del '37 (con una postilla finale in cui si avanza la tesi di un quaderno, l'ultimo, scomparso). E in questa seconda direzione che si sviluppa la ricerca di Lo Piparo, un filosofo del linguaggio che con Gramsci si è più volte misurato. Egli illustra ogni passo degli scritti gramsciani che sorreggono l'assunto. Il quale, agli occhi di chi abbia familiarità con la figura del leader sardo, risulterà meno provocatorio di quanto prometta. E infatti lontano il tempo in cui veniva data per scontata la concordia fra i testi gramsciani e le posizioni di quel Pci che lo avrebbe assunto a proprio nume tutelare. Ben presto il carattere strumentale dell'operazione era emerso fra gli studiosi..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
12.  MEZRAN Karim VARVELLI Arturo a cura, Libia. Fine o rinascita di una nazione? DONZELLI. ROMA. 2012, pag 200 Euro 17.50,  dalla prefazione ["...Il motto che lega i controrivoluzionari d'Oriente e Occidente, e sul quale convergono gli interessi delle principali economie del mondo, è: «Impedire che la "primavera araba" diventi "primavera araba saudita"». A quel punto, l'inverno globale sarebbe garantito. Il principale produttore energetico in subbuglio, e con esso probabilmente la vasta corona delle petromonarchie arabe e del Golfo, sommato alla crisi finanziaria ed economica partita dagli Stati Uniti, diffusa in Europa e ormai minacciosa persino per la Cina: il peggiore degli scenari possibili. Fra i prezzi che Stati Uniti e altre potenze occidentali sono stati disposti a pagare - almeno finora e con qualche riluttanza - spicca l'apertura di credito alla Fratellanza musulmana. In Egitto, in Marocco, in Tunisia e anche in Libia - aspettando Siria, Palestina, Giordania e altri paesi ancora. Non per simpatia, ma per realismo. Caduti i dittatori amici, e in attesa che i principi delle rivoluzioni americana e francese attecchiscano da quelle parti, i principali attori oggi organizzati, relativamente credibili e molto pragmatici sono i Fratelli. O almeno la parte più moderna e meno fanatica di quel grande movimento sociale e politico. E presto per intuire come finirà la rivoluzione libica. Soprattutto, sarà importante osservare la competizione per i territori e le loro risorse - petrolio, ma anche acqua - fra le varie fazioni politiche, etniche e religiose, che continua a suon di kalashnikov. Non sappiamo ancora chi abbia vinto la guerra di Libia. Sappiamo solo per certo chi l'ha persa: in Libia, Gheddafi e i suoi..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
13.  MINELLA Massimo, Il console Paride Batini. DE-FERRARI EDITORE. GENOVA. 2011, pag 128 Euro 15.0, Collana: News book ["...Una vita straordinaria, quella di Paride Batini, console della Compagnia Unica per venticinque anni, stroncato dalla malattia nell'aprile del 2009. Una vita dedicata al lavoro e ai suoi soci che viene ripercorsa su una doppia chiave lettura: quella biografica e quella delle testimonianze. Se la prima ripercorre i passi più significativi, dal suo arrivo a Genova "in fasce" fino all'ultimo incontro con i giovani soci, la seconda ci restituisce un Batini "inedito", raccontato direttamente dai suoi familiari, dai primi compagni di lavoro, dai soci della Compagnia Unica, ma anche da uomini di chiesa e di fede, come il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, e don Andrea Gallo. Il tutto arricchito da una selezione di fotografie e di lettere, in gran parte, mai pubblicate. A chiudere il libro, uno scritto autografo di Batini, composto pochi mesi prima della sua scomparsa..."]  
14.  QUANDT William B. a cura, Troubled Triangle: The United States, Turkey, and Israel in the New Middle East. JUST WORLD BOOKS. CHARLOTTESVILLE, VA. 2011, pag 159 $18.00, nota del Center for International Studies, U.Va. cartina glossario dramatis personae ringraziamenti rec L.C. BROWN ["...C'è mai stato un triangolo strategico che lega Israele, Turchia e Stati Uniti? E se esiste, è diventato più tormentato? Queste domande sono affrontate nel volume da esperti - riuniti da Quandt nell' aprile 2011 all'Università della Virginia - della politica estera dei tre paesi e della politica interna che la determina. Emergono alcune interpretazioni. Il triangolo non è mai stato equilatero. Washington "ha fornito gli incentivi e il collante" che lo hanno tenuto insieme. L' "alleanza" turco-israeliana è in tensione, ma nessuna delle due parti cerca una completa rottura. I commentatori pro-Israele negli Usa sono passati dal sostegno all'attacco alla Turchia. Mutamenti nella politica estera turca sono meglio compresi come risposta alla realtà del dopoguerra fredda che come risultato dell'ascesa del Partito giustizia e sviluppo (AKP), il partito di estrazione islamica al potere dal 2002. I leader dell' AKP credono che gli Usa "sono andati in guerra in Irak per creare uno stato curdo e dividere la Turchia". Gli iraniani (oggetto di una sezione) continuano a credere che "l' interesse fondamentale degli Usa sia il cambio di regime..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
15.  RAGONA Gianfranco, Gustav Landauer. Anarchico, ebreo, tedesco, 1870-1919. EDITORI RIUNITI UNIVERSITY PRESS. ROMA. 2010, pag 446 Euro 21.25,  rec Jorge TORRE SANTOS, Società Italiana per lo studio della Storia Contemporanea, Sissco ["...La figura di Gustav Landauer è una delle più complesse e interessanti della Germania a cavallo tra '800 e '900. Per il suo approfondimento è stata scelta in questo volume la forma della biografia intellettuale e politica, che configura un ulteriore e significativo passo in avanti dell'autore in un percorso di ricerca che guarda con particolare attenzione lo studio del socialismo e dell'anarchismo nella Germania guglielmina. I tre termini che compongono il sottotitolo del libro, ovvero il carattere di «anarchico ebreo tedesco» di Landauer, costituiscono, sia nell'ordine dell'enunciazione, sia nel loro insieme, le chiavi di volta dell'interpretazione del pensiero e le coordinate dell'azione politica del biografato. Il volume è diviso in due parti; la prima è dedicata agli anni giovanili, in cui Landauer si interessa particolarmente ai rapporti tra l'anarchismo e il socialismo, sostenendo che entrambi «non sono affatto in contrasto ma si condizionano a vicenda», sulla base però di una concezione del socialismo certamente molto lontana da quella, considerata schematica e dottrinaria, dei socialdemocratici tedeschi (e, per estensione, della Seconda internazionale). La seconda parte del volume è dedicata alla «maturità» di Landauer, quando dal fondamentale saggio 'La rivoluzione' (1907) prende forma definitiva il suo «anarco-socialismo»..."]                                                                                                                                                                                                                               
16.  SCHMITT Carl BLUMENBERG Hans a cura di SCHMITZ Alexander LEPPER Marcel, L'enigma della modernità. Epistolario 1971-1978 e altri materiali. LATERZA. BARI. 2012, pag VIII-227 Euro 20, traduzione di SERIO M NICOLINI O rec BEDESCHI Giuseppe ["...A Norimberga Carl Schmitt venne processato per il suo passato nazista: infatti, benché fosse caduto in disgrazia nel 1936 (a causa di un duro attacco sferratogli dalla rivista delle SS che gli rinfacciava la sua collaborazione con von Papen nel 1932), egli era stato una delle personalità culturali più prestigiose che avevano aderito al regime hitleriano. Era stato presidente dell' associazione dei giuristi nazionalsocialisti; aveva avallato con la sua autorità imprese efferate, come la «notte dei lunghi coltelli» del 30 giugno 1934 («l'azione del Führer - affermò allora - è stata un atto di autentica giurisdizione. Essa non sottostà alla giustizia, ma è essa stessa giustizia suprema»). Dal tribunale di Norimberga Schmitt venne prosciolto, ma fu dichiarato «persona non grata» nell'ambito delle istituzioni accademiche. E tuttavia, benché messo al bando per il suo passato nazista, Schmitt continuò a esercitare un fascino notevole su personalità eminenti della cultura europea. Basti pensare a Raymond Aron - che stava certo agli antipodi, sia sul piano dottrinale sia su quello politico, del pensatore tedesco - il quale in una pagina delle sue  "Memorie" (1983) ricordò di averlo conosciuto personalmente, di avere intrattenuto con lui rapporti epistolari..."]                                                                                                                                                                                                                               
17.  SCHUMPETER Joseph Alois, Le capitalisme peut-il survivre? PAYOT. PARIS. 2011, pag 272 Euro 18.0, traduzione dall'americano di Gael FAIN ["...Molto è stato detto sul concetto di distruzione creatrice. Più raramente si è sottolineata la sua ironia. Questo libro riprende la seconda parte di 'Capitalismo, socialismo e democrazia' apparso per la prima volta negli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale. Il testo risente del clima intellettuale della fine degli anni 1930. Tuttavia ha ancora una cocente attualità. Joseph Schumpeter (1883- 1950) vi esamina le ragioni di ciò che chiama "autodistruzione" del sistema capitalistico. Questo fenomeno è legato alla "scomparsa delle occasioni d'investimento", come pensava Keynes? Al declino della famiglia borghese? Al crepuscolo della funzione dell'imprenditore? A una "sovrapproduzione intellettuale" di cui lo stesso Schumpeter fa parte, che critica il sistema? In qualche misura sì. Ma, per il pensatore austriaco, le cause sono più profonde. "La visione di Marx era giusta", scrive, sottolineando la parola "visione"..."]                                                                                                                                                                                                                               
18.  SERVENTI-LONGHI Enrico, Alceste De Ambris. L'utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista. FRANCO ANGELI. MILANO. 2011, pag 304 Euro 32.0, Alceste De Ambris. L'utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista  Collana Storia società, economia e istituzioni  ["...Il percorso biografico di Alceste De Ambris, così suggestivo e controverso, riflette meglio di qualunque altro le inquietudini, le oscillazioni e le ambivalenze della cultura rivoluzionaria italiana: sindacalista rivoluzionario, libertario, cospiratore, deputato, interventista, sansepolcrista, dannunziano, legionario, antifascista, massone, quattro volte esule in terra straniera. La varietà e originalità del personaggio e del suo itinerario politico hanno complicato fin'ora la sua ricostruzione biografica: attraverso inediti carteggi rintracciati dall'autore presso la famiglia e con lo studio accurato di una mole impressionante di documenti rintracciati negli archivi pubblici e privati italiani e internazionali, l'autore ci regala una sorprendentemente matura opera prima. Non limitandosi alla mera ricostruzione e con il necessario distacco critico, rilegge, rielabora e riconsidera in una nuova prospettiva alcuni dei passaggi chiave della Storia d'Italia: lo sciopero agrario di Parma, la nascita del movimento fascista, l'avventura di Fiume dannunziana, il delitto Matteotti, la cospirazione antifascista. Soprattutto, ci apre preziosi squarci sull'intenso e sofferto rapporto di De Ambris con il 'Comandante' e il 'Duce' dell'Italia Nuova: Gabriele D'Annunzio e Benito Mussolini..."]                                                                                                                                                                                                                               
19.  SONNINO Paul, Mazarin's Quest. The Congress of Westphalia and the Coming of the Fronde. HARVARD UNIVERSITY PRESS. MASSACHUSSETTS. 2008, pag 307 $ 54.0,  rec Davide MAFFI ["...L'autore ridimensiona vari miti (Mazzarino intrigante e genio della politica, Vestfalia trionfo della diplomazia e della armi francesi, Spagna ridimensionata ecc.). Il cardinale non appare più come il grande burattinaio ma piuttosto come un giocatore d'azzardo disposto a sacrificare gli  alleati (olandesi, svedesi, catalani, portoghesi) pur di realizzare i propri obiettivi (l'acquisizione dei Paesi Bassi spagnoli, che avrebbe fatto di lui il più grande statista di tutti i tempi). Mazzarino non seppe o non volle approfittare delle avances spagnole e rischiò la sua reputazione e quella dell'esercito francese nel tentativo di strappare la piazza di Lérida, impresa che superava le possibilità del paese e il cui fallimento ebbe pesanti ripercussioni a livello strategico allontanando la pace separata con Madrid e vanificando i successi fino ad allora realizzati. Il gruppo dirigente francese non ebbe nessun sentore della decisione presa dagli olandesi alla fine del 1646 di trattare un armistizio separatamente dai suoi alleati e le contromosse decise da Parigi per evitare l'accordo Spagna Province Unite furono inadeguate. Di fronte all'impasse diplomatica nel 1647 a Mazzarino non restava altro mezzo che cercare la vittoria sul campo, ma si trovò di fronte una Spagna in ripresa militare (al comando dell'esercito della Fiandre fu posto l'energico arciduca Leopoldo Guglielmo) inoltre vi fu un nuovo fallimento francese sotto le mura di Lérida. Nel 1648 il cardinale si trovò in una situazione critica con un paese ridotto alla bancarotta. Solo l'esaurimento delle forze dell'impero e le vittorie svedesi in Germania evitarono guai peggiori al cardinale..."]                                                                                                                                                                                                                                                  
20.  TETT Gillian, L'or des fous: l'histoire secrète de la JP. Morgan ou Comment la cupidité des banquiers de Wall Street a corrompu un rêve et déclenché la catastrophe financière mondiale. LE JARDIN DES LIVRES. PARIS. 2011, pag 319 Euro 22.90, tradotto dall'americano da Anne CONFURON, bibliografia glossario; Collection: Economie ["...A metà degli anni 1990, nei pressi di una lussuosa spiaggia della Florida, un piccolo gruppo di giovani banchieri diplomati in economia e matematica della JP Morgan (tra i quali l'inglese Blythe Masters) si riunì per inventare dei nuovi prodotti finanziari basati sui crediti derivati. Nel corso di questo seminario verrà inventato il Crédit Default Swap (1) ('permutation de l'impayé'), tanto "rivoluzionario" quanto distruttore, e che permette alle banche di prestare del denaro all'infinito per 15 anni senza preoccuparsi del rischio dell'insolvenza. In quest'opera, Gillian Tett, la giornalista vedette del Financial Times, racconta passo per passo la concatenazione degli avvenimenti come sono stati vissuti all'interno della JP Morgan dopo l'invenzione dei Crédit Default Swaps nel 1994 fino al crollo di Wall Street del 29 settembre 2008 che sarà seguito da fallimenti bancari a catena..."]
Lista completa in:
v. http://www.isc-studyofcapitalism.org
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3. Selezione degli articoli o saggi apparsi su periodici, riviste e giornali censiti in Emeroteca.
1.  ALBERGONI Gianluca, La perniciosa lettura. La Chiesa e la libertà di stampa nell'Italia liberale (by Maria Iolanda Palazzolo). (Comptes rendus), ANNALES, HISTOIRE, SCIENCES SOCIALES, PARIS, N° 3  JUILLET-SEPTEMBRE 2011, pag 935-938, ANN-2011.3.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
2.  BEJA Jean Philippe, Le monde ouvrier chinois en mouvement. Dossier. La nouvelle classe ouvrière renouvelle le répertoire des lutte sociales., PERSPECTIVES CHINOISES, REVUE TRIMESTRIELLE, CEFC, HONG KONG, N° 2 2011, pag 3-9, PERSPE-2011.2.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
3.  BOGLIANI A.; MARIO, Da Savona. La lotta all'ILVA; Da Sestri Ponente: la situazione nelle fabbriche., L'IMPULSO, ORGANO DEI GRUPPI ANARCHICI D'AZIONE PROLETARIA, GAAP, LIVORNO, N° 4  15 APRILE 1954, pag 4, IMPULSO-1954.4.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
4.  BURGIALOV E.N., La tattica dei bolscevichi nel marzo-aprile 1917. Un importante momento della storia del movimento operaio., RINASCITA, ROMA, N° 11 NOVEMBRE 1956, pag 597-609, RINA-1956.11.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      
5.  CAPPI Vania; BOZZO Maria Pia, La Resistenza delle donne, tra memoria e contemporaneità; La suore e la Resistenza. (Donne e resistenza), STORIA E MEMORIA, ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA DELLA LIGURIA,, GENOVA, N° 1 1° SEMESTRE 2011, pag 109-125 125-129, STMEM-2011.1.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
6.  CLEMENTI Marco, Struttura e mercato nella teoria politica internazionale di Kenneth N. Waltz., RIVISTA ITALIANA DI SCIENZA POLITICA, QUADRIMESTRALE EDITO DALLA SOCIETA' EDITRICE IL MULINO,, BOLOGNA, N° 1 APRILE 2011, pag 27-49, RISP-2011.1.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
7.  COLANTONI M., Trent'anni di dibattito sul debito pubblico: dal finanziamento in disavanzo all'equilibrio di bilancio (by G. Eusepi, a cura). (Rassegna bibliografica, a cura di Flavio Del Bono), NOTE ECONOMICHE, RIVISTA DEL MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SIENA, N° 1, 1993, pag 221-223, NOEC-1993.1.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
8.  COPPOLANI Antoine, Judaïsme et politique étrangère: le cas de Henry A. Kissinger., VINGTIEME SIECLE REVUE D' HISTOIRE,, PARIS, N° 111 JUILLET-SEPTEMBRE 2011, pag 89-105, XXSIE-2011.111.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
9.  DE-JONG Louis, La Resistenza olandese dal 1940 al 1945. Segue nota di G.F. sul contributo alla Resistenza delle Università olandesi. (Democrazia olandese), IL PONTE, RIVISTA MENSILE DI POLITICA E LETTERATURA, LA NUOVA ITALIA, FIRENZE, N°  7-8 LUGLIO-AGOSTO 1954, pag 1179-1188, PONTE-1954.7-8.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
10.  DI-RIENZO Eugenio, Volpe e Croce, origini di una lunga amicizia. Stima e consuetudine scientifica nel carteggio fra lo storico e il filosofo. (Ricerche), NUOVA STORIA CONTEMPORANEA,, ROMA, N° 6 NOVEMBRE-DICEMBRE 2007, pag 53-75, NSC-2007.6.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
11.  GATTA Bruno, Europa: agosto 1939. IV. Il patto russo-tedesco. (Idee, Storia, Scienze), MONDO OPERAIO, RASSEGNA MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA, ROMA, N° 55, 17 DICEMBRE 1949, pag 10, MONDOP-1949.55.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
12.  GERRATANA Valentino, Karl Marx, Il capitale, Libro I. (traduzione di Delio Cantimori, Edizioni Rinascita, 1951, pag 352 L. 300), RINASCITA, ROMA, N° 3 MARZO 1951, pag 156-158, RINA-1951.3.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
13.  GIACOMINI Ruggero, Gramsci comunista. Note sui rapporti tra Gramsci e il Partito negli anni del carcere. (Saggi), MARXISMO OGGI, RIVISTA QUADRIMESTRALE DI CULTURA E POLITICA, TETI EDITORE, MILANO, N° 1, 1994, pag 83-93, MAOG-1994.1.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           
14.  GREMMO Roberto, La gloriosa e ferma opposizione proletaria all'avventura militarista in Libia. Un centenario dimenticato., STORIA RIBELLE, RASSEGNA DI STUDI, RICERCHE E MEMORIE, PERIODICO QUADRIMESTRALE, BIELLA, N° 30, AUTUNNO 2011, pag 2813-2908, RIB-2011.30.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
15.  PANARARI Massiliano, Marshall McLuhan. (Profilo), IL MULINO, RIVISTA BIMESTRALE DI CULTURA E DI POLITICA,, BOLOGNA, N° 457 - 5.2011, pag 857-863, MULINO-2011.457.                                                                                                                                                                                                                               
16. PAOLONI Giovanni; SARACCO Paolo, Lo sviluppo scientifico italiano nell'ultimo sessantennio: due modelli a confronto; Le politiche per la ricerca e l'innovazione: i nodi da sciogliere, al di là della retorica. (Declino), MERIDIANA, RIVISTA DI STORIA E SCIENZE SOCIALI, VIELLA, ROMA, N° 54 2005, pag 39-62 135-156, MERID-2005.54.                                                                                                                                                                                                                               
17. RICCI Aldo G., Marx e la scienza. (Cultura politica), IL LEVIATANO, PROBLEMI DELLA LIBERTA' E DEL SOCIALISMO, EDIZIONI SAVELLI,, ROMA, N° 2-3 LUGLIO-OTTOBRE 1976, pag 72-79, LEVIA-1977.4.                                                                                                                                                                                                                               
18.  RIENZI Emanuele, "Il minimo vitale". Una rivendicazione fondamentale del proletariato francese. (Tribuna internazionale), MONDO OPERAIO, RASSEGNA MENSILE DI POLITICA ECONOMIA CULTURA, ROMA, N° 24, 14 MAGGIO 1949, pag 7, MONDOP-1949.24.                                                                                                                                                                                                                               
19. ROY Pierre, Le congrès de la SFIO de 1919., CAHIERS DU MOUVEMENT OUVRIER, CERMTRI, PARIS, N° 37 PREMIER TRIMESTRE 2008, pag 37-46, CMO-2008.37.                                                                                                                                                                                                                               
20. SAMAAN Jean-Loup, Une géographie américaine de la menace chinoise. (Renseignement et intelligence géographique), HERODOTE, REVUE DE GEOGRAPHIE ET DE GEOPOLITIQUE,, PARIS, N° 141 2° TRIMESTRE 2011, pag 103-123, HER-2011.141.
Lista completa in:
v. http://www.isc-studyofcapitalism.org

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4. Selezione dei libri rari, antichi, di pregio acquisiti in Biblioteca.
1.  KOESTLER Arthur, Darkness at noon. THE MACMILLAN COMPANY. NEW YORK. 1941 pag 267 8°  1° edizione americana ["...I personaggi del libro sono di fantasia. Le circostanze storiche che determinano le loro azioni sono reali. La vita di N.S. Rubashov è una sintesi della vita di un gran numero di uomini che furono vittime dello stalinismo nei cosiddetti processi di Mosca. Molti di loro sono stati personalmente conosciuti dall'autore. Il libro è dedicato alla loro memoria. Parigi, Ottobre 1938-Aprile 1940..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
2.  MOLTKE Helmuth von, Storia della guerra franco-germanica del 1870-71. Con un' appendice sul preteso Consiglio di guerra nelle guerre del Re Guglielmo I. FRATELLI TREVES EDITORI. MILANO. 1891 pag 407 8°  prefazione generale prefazione al volume cartina del teatro di guerra ["...Ora il generale Chanzy era prontissimo a muovere su Parigi, ma per farlo doveva conoscere precisamente ciò che intraprenderebbero i generali Bourbaki e Faidherbe. Va da sé che un' azione simultanea e coordinata dei tre grandi corpi d' esercito non poteva essere ordinata e diretta che da quelli che stavano al primo posto. Il generale mandò quindi il 23 dicembre a Gambetta un ufficiale del suo Stato Maggiore a Lione, ed espresse la convinzione che soltanto un' azione comune e pronta poteva impedire la caduta della capitale. Ma il ministro credeva conoscere un mezzo migliore..."]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
3.  PUNTERVOLD Michele STANG Emilio, Testimonianze sullo sviluppo della Rivoluzione russa. SOCIETA' EDITRICE AVANTI!. MILANO. 1921 pag 40 16°  Collana 'Documenti della rivoluzione' n° 9 ["...Il libretto riporta sei corrispondenze apparse nella Frankfurter Zeitung (18 e 25 maggio, 5 e 15 e 22 giugno, 5 luglio) riassumenti da Stoccolma i risultati delle osservazioni fatte direttamente in Russia (su programmi, decreti, leggi, resoconti dei Congressi, scritti e discorsi di uomini che guidano la rivoluzione). Gli autori sono due norvegesi: Puntervold e Stang, il primo socialista riformista, il secondo VP del partito socialista norvegese appartiene alla maggioranza della sinistra. Ambedue si trattennero in Russia per cinque settimane..."]    
Lista completa in:
v. http://www.isc-studyofcapitalism.org
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5. Segnalazioni dalla stampa internazionale.
1.  Il declino della ricerca francese.    "La France représentait à la fine du XVIII° siècle 40% des publications en sciences médicales, contre 4% aujourd'hui. A la suite de la décapitation de ses élites et de la fermeture des universités, elle fut dépassée au XIXe siècle par l'Allemagne, la Grande-Bretagne et les Etats-Unis, et depuis par le Japon et la Chine. Les Etats-Unis ont dominé le monde scientifique pendant le XXe siècle, mais un article récent (dans la revue américaine Science, 5 août 2011) montre la rapidité de leur déclin, passant de 1995 à 2007 de 34,2% à 27.6% des publications mondiales. Plusieurs facteurs sont en cause: l'augmentation de la concurrence des pays émergents; le fait que l'Amérique (et l'Europe) n'attire ni les meilleurs ni les plus brillants pour en faire des chercheurs; et le 11 September, qui a limité l'immigration des chercheurs étrangers et rend, par peur irréaliste du terrorisme, la vie dans le campus infiniment plus complexe et moins performante; mais aussi le système inefficace de financement de la recherche sur projet (inventé par les Américains et que nous avons importé en France)". - (Le Point) - (22 septembre 2011) - (pag 112-113).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
2.  I cavi di fibra ottica in Africa.    "L'Afrique câblée en haut débit. Grâce à la fibre optique, l'Afrique est en bonne voie pour réduire sa fracture numérique. Le continent, qui présente à ce jour le plus faible taux de pénétration Internet, est aussi celui où le coût de l'accès au Web est exorbitant. Mais les multiples câbles en projet ou déjà déroulés de part et d'autre de l'Afrique devraient sous peu reverdir ce désert numérique. France Télécom, partie prenante de plusieurs installations, vient d'annoncer le raccordement du câble ACE. Parti du Cap, il vient de gagner Penmarc'h, dans le Finistère. D'un coût de 700 millions d'euros, il sera le premier câble sous-marin international en accès direct pour sept pays de la côte ouest. Si la capacité Internet d'Afrique a déjà été multipliée par 300 en deux ans, les abonnements à l'Internet à haut débit devraient eux aussi progresser de 28% d'ici à 2013." - (Le Point) - (1° décembre 2011) - (pag 30).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
3.  I prestiti della Fed e della Bce.    "Come è possibile, ha sostenuto l'ex primo ministro Michel Rocard intervenendo sul Monde, che la Federal Reserve statunitense abbia prestato alle banche 1.200 miliardi di dollari allo 0,01 per cento, dunque con un bello sconto rispetto all'un per cento normalmente pagato allo sportello della Banca centrale, mentre oggi in Europa alcuni stati in difficoltà sono costretti a offrire tassi da 600 a 800 volte più alti? Anche economisti delle scuole di pensiero più diverse, dal Nobel liberal Paul Krugman ai liberisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, passando per il filo-Bundesbank Charles Wyplosz - concordano: la Bce deve intervenire per evitare il peggio. Il governo italiano ora sembra tenerne conto." (Marco Valerio Lo Prete) - (Il Foglio) - (7 Gennaio 2012) - (pag 4).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
4.  La penetrazione cinese in America Latina.    "La proiezione esterna della Cina ha portato enormi benefici all'economia dell'Argentina, di tanti Paesi africani, del Brasile. Allo stesso tempo ha suscitato una crescente preoccupazione, con tensioni con parecchi Paesi africani e latino-americani. Il Brasile, ad esempio, pur avendo un accordo e ottimi rapporti con la Cina, tuttavia ha proibito agli stranieri di acquistare più di 1.000 ettari di terreno; lo stesso ha fatto l'Argentina, e alcuni Paesi africani ci stanno pensando, anche se poi non o metteranno in pratica perché sono troppo deboli. Comunque la politica estera cinese è ossessionata dal timore di una competizione con i Paesi più forti e quindi di interrompere il suo cammino di sviluppo che è giunto a metà strada: 650 milioni sono entrati nella modernità, 650 ne sono ancora esclusi. Il dibattito interno cinese dell'ultimo anno e mezzo si condensa in un dilemma: "Possiamo continuare ad andare veloci, con le conseguenze che ciò comporta in termini di urbanizzazione e in termini sociali? Possiamo permetterci di andar più lenti, con i costi che un rallentamento può avere sulla tenuta politica e sociale dell'intero Paese?". E' un dibattito di straordinario interesse, con posizioni che vanno da un estremo all'altro, Bo Xilai che propone programmi di forte egualitarismo e di feroce lotta contro il crimine e l'attuale ministro Wen Jiabao che cerca una via di equilibrio tra l'impetuoso sviluppo cinese e gli squilibri che esso provoca". (Romano Prodi intervistato da Piero Ignazi) - (Il Mulino) - (6.2011) - (pag 1072).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
5.  Perché la Apple delocalizza.    "La Apple dà lavoro direttamente a 43 mila persone negli Stati Uniti e a ventimila all'estero. Molti di più sono però i dipendenti delle sue ditte appaltatrici: circa 700 mila, quasi tutti all'estero. Nella sua prima puntata dell'inchiesta sulle delocalizzazioni dell'azienda di Cupertino, il New York Times si chiede perché non sia possibile assemblare gli iPhone e gli iPad negli Stati Uniti. I motivi sono diversi. All'estero il costo del lavoro è inferiore e permette di accumulare un surplus che può essere reinvestito nell'innovazione. Ma, soprattutto, gli operai stranieri, spesso cinesi, hanno una professionalità, una adattabilità e un'efficienza ormai introvabili negli Stati Uniti. In Asia la gestione delle catene di distribuzione dei componenti da assemblare è più efficiente. La Cina, inoltre, offre una grande quantità di ingegneri in grado di gestire le linee di assemblaggio. Il mercato del lavoro cinese è molto flessibile: consente di assumere i lavoratori per brevi periodi e senza obblighi burocratici. "Poche settimane prima del lancio dell'iPhone", scrive il quotidiano, "la Apple decise di ridisegnare lo schermo. I nuovi componenti arrivarono alla linea di assemblaggio in Cina intorno a mezzanotte. Un caposquadra radunò ottomila operai dai dormitori dello stabilimento. A ognuno fu dato un biscotto e una tazza di tè, poi furono condotti alle loro postazioni e nel giro di mezz'ora cominciarono a montare gli schermi. In nessuna fabbrica degli Stati Uniti sarebbe stato possibile." - (Internazionale) - (3-9 febbraio 2012) - (pag 37).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
6.  Biomedicina: la ricerca di Goldwasser sull'EPO.    "Eugene 'Gene' Goldwasser made one of the oustanding advances in twentieth-century biomedicine. Through decades of effort, he purified and initially characterized the properties of the major hormonal regulator of red-blood-cell production - erythropoietin (EPO) - an advance that rivals the discovery of insulin in its importance. Goldwasser's work was instrumental to the large-scale production of recombinant EPO, which since the late 1980s has been used to induce red-cell formation, especially in anaemic patients with chronic renal disease. Hundreds of thousands of people now benefit each year from this therapy, which has a multibillion-dollar annual market. Goldwasser himself - who died on 17 December 2010, from renal complications associated with prostate cancer - did not become rich. He was more captivated by the science than the money. Today, studies of EPO continue to provide breakthroughs in cytokine and receptor biology." [Eugene Goldwasser (1922-2010). Discoverer of the hormone that regulates the production of red blood cells] [Don Wojchowski] - (Nature) - (3 February 2011) - (pag 40).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         
7.  L'industria bresciana insiediata in Europa.    "L'elenco dei paesi, elaborato dall'Ufficio studi dell'Associazione industriali, evidenzia in modo netto che Brescia-2 non è stata costruita sull'onda della delocalizzazione "banale", esasperata corsa a costi del lavoro sempre più bassi. Internazionalizzazione è la parola giusta, Brescia-2 è la visualizzazione plastica di chi vive l'Europa come vero e unico, mercato domestico: 398 società bresciane operano nella Ue a 15, al primo posto svetta la Germania con 103 aziende che devono fare i conti con un costo del lavoro superiore a quello dell'Italia. Altre 230 società di Brescia-2 sono insediate nei rimanenti paesi della Ue a 27, cui se ne debbono aggiungere un altro centinaio sparse negli altri stati d'Europa, comprese le 16 attive in Ucraina. (...) Numeri impressionanti, che stupiscono Carlo Scarpa, docente di economia e politica industriale all'Università di Brescia: "Si tratta di un fenomeno che va al di là della percezione normale". (...) Nella maggior parte dei casi non si tratta delle classiche filiali commerciali che si limitano a vendere e distribuire i prodotti made in Brescia: sempre secondo l'ufficio studi Aib, che ha monitorato con meticolosa cura i bilanci 2010, 37mila dipendenti di Brescia-2 operano in industrie manifatturiere e solo 4.422 sono impegnati in società commerciali. E ovviamente la meccanica la fa da padrone con 22.300 dipendenti (...)". [Nino Ciravegna, La "fabbrica Brescia" nel mondo] - (Il Sole 24 Ore) - (19 febbraio 2012) - (pag 18).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   
8.  ll Vaticano e la massoneria.    "Dans son dernier livre, Bernard Lecomte décrypte les rapports entre l'Eglise et les loges (1). Focus sur les trente dernières années. En janvier 1983, le Saint-Siège rend public son projet de nouveau Code de droit canonique, lequel n'avait pas été révisé depuis 1917. Finalement, le nouveau texte stipule dans son article 1374 (qui remplace l'ancien canon 2335) qu'il condamne les sociétés secrètes, mais ne mentionne plus la franc-maçonnerie; celle-ci n'est plus considérée comme une "secte" mais comme une "association". Une question se pose: si le caractère "sectaire" d'une loge n'est plus patent, sa condamnation repose-t-elle toujours sur le complot qu'elle est censée fomenter contre l'Eglise?" [(1) 'Les derniers secrets du Vatican', de Bernard Lecomte, Perrin, 388 p., 21.50 Euro] [Tit. Les ambiguïtés du Vatican] - (Le Point) - (26 janvier 2012) - (pag 62).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  
9.  Il tentativo di controllo della spesa regionale spagnola.    "Catalonia, Spain's wealthiest region, is a cheerleader for slow consolidation rather than shock therapy. It rebelled against last year's target, vowing to spread its adjustment over two years. This was glaring proof of Madrid's inability to impose its will. FEDEA estimates that Catalonia beat its own 2.6% target this year. That is overgenerous, but makes the region's pledge to hit 1.3% this year more credible. "To establish unreachable goals is to destroy confidence, which is what we most need", says Artur Mas, the Catalan president. José Ingacio Conde-Ruiz of Madrid's Complutense University thinks the 4.4% target can be met. There are reasons to believe him. The absence of regional elections (except in Andalusia, which votes in March) removes from politicians a temptation to splurge. Thirteen regions are run by the PP, which should allow Mr Rajoy to impose his will. Juan Rubio-Ramírez of Duke University in North Carolina thinks the government may be exaggerating last year's deficit to give itself wriggle room." [The centre tries to hold. The new government seeks to rein in regional spending] - (The Economist) - (February 4th 2012) - (pag 24).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
10.  Accesso segreto ai dati di massa.    ""L'une des plus belles opérations d'espionnage depuis longtemps!". Cet expert ne s'embarasse pas de précautions oratoires pour évoquer le dossier "Swift". Pour le grand public, le mot ne signifie rien. Il est pourtant au coeur d'un débat essentiel sur le plan démocratique. Au nom de la lutte contre le terrorisme, les services américains - le FBI, la CI... - ont eu accès pendant des années à l'ensemble des transactions bancaires mondiales, notamment françaises. Un accès à des données de masse contenant d'éventuels suspects, mais aussi et surtout des citoyens normaux. Swift est le nom d'une société, la Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication, dont le siège social se situe en Belgique. Son activité est gigantesque: elle traite chaque année plus de 2 milliards de messages sur des transactions financières. Ses clients: 8000 sociétés (notamment des banques) dans 200 pays." [Zones d'ombre. Des coulisses des Conseils européens aux secrets des transactions bancaires, 'Circus politicus', de Christophe Deloire et Christophe Dubois, explore ces "pouvoirs" à l'écart de la lumière][Albin Michel, 2012, 464 p., 21.5 Euro] - (L'Express) - (1er Février 2012) - (pag 31).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               
11.  Il Maupassant della realtà russa degli anni Venti.    "Je suis intoxiqué par la Russie, je ne pense qu'à la Russie", déclarait isaac Babel à un ami russe, en 1927. Ecrivain juif né en 1894 à Odessa, cet élève de Gorki, dont les textes sont pour la premières fois disponibles en France dans leur intégralité connue (beaucoup de manuscrits furent, semble-il, détruits par le NKVD au moment de son arrestation), et qu'on connaît surtout pour "Cavalerie rouge", fut aussi bien l'un des pionniers du journalisme littéraire qu'un observateur hors pair, à la Maupassant, de la réalité russe dans les années 1920. Et, surtout, le grand manitou de la prose mitraillés: "Nous sommes à la lisière d'une forêt, les chevaux broutent, les héros du jour sont les aéroplanes, l'activité aérienne m'arrête pas de s'intensifier, attaque d'aéroplanes, il y en a toujours cinq ou six qui passent et repassent, bombes à cent pas, j'ai un hongre cendré, une monture épouvantable". Si le bolchevique, qui ne faisait pas seulemen que sommeiller en lui, accoucha de quelques textes complaisants envers le régime (...), Babel avait trop de talent pour survivre aux purges staliniennes. Il fu arrêté, puis fusillé en 1940 à Moscou. Sous la torture, il avait admis avoir été un suppôt de la contre-révolution avant de se rétracter". [Isaac Babel, Oeuvres complètes, traduit du russe par Sophie Benech, Le Bruit du Temps, 1310 p., 39 euros" - (Le Nouvel Observateur) - (1 Decembre 2011) - (pag 146).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
12.  Il cervello umano e la memoria universale di Internet.    ""Le cerveau humain est un ordinateur obsolète qui a besoin d'un processeur plus rapide et d'une mémoire plus tendue". Larry Page, le fondateur de Google, en est convaincu: le dieu Google et sa mémoire universelle a mis notre cerveau au rancart. Vous ne vous souvenez plus de ce poème de Verlaine? De cette comptine de CP sur les petits poissons? De cette chanson des Stones? La pythie Google à réponse à tout. Déprimant et fascinant à la fois. Au XVIe siècle, Erasme recommandait à ses étudiants de tenir un petit calepin de citations: jusqu'au XIXe siècle, chaque homme bien né avait son "recueil de lieux communs", florilège de phrases et de textes choisis. Une pratique qui semblerait délicieusement surannée aujourd'hui. Pourquoi retenir par coeur quand internet retient tout pour vous? Quand votre mémoire peut être sous-traitée comme on stocke des données dans un disque dur externe?" [Comme internet change notre cerveau, di Doan Bui, Jérôme Hourdeaux e Bérénice Rocfort-Giovanni] - (Le Nouvel Observateur) - (20 octobre 2011) - (pag 100-101).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
13.  Una tesi sull'impero coloniale francese.    "A rebours des idées répandues jusqu'alors, Jacques Marseille expliquera, en 1984, qu'à compter de 1930 l'empire colonial fut loin d'être une bonne affaire pour les Etats. Tout au mieux "un débouché pour un capitalisme archaïque soucieux de retarder au maximum une restructuration imposée par l'évolution internationale", dira-t-il. Cette thèse, Jacques Marseille "en était très fier", témoigne Patrick Eveno, qui fut son maître de conférences à Paris-I-Panthéon-Sorbonne. M. Eveno retient un personnage "au commerce agréable" et "bon vivant". Mais aussi et surtout un homme de débats avec une prédilection pour les thèses les plus libérales. Un paradoxe au regard du passé marxiste de M. Marseille? Pas tout à fait. Selon son collègue, il a toujours gardé un côté "marxien". Il avait conservé de Karl Marx la méthode qui consiste à fouiller l'histoire avant de défendre une idée. D'éplucher les textes avant de démontrer, de prouver avant d'affirmer". ['Jacque Marseille. L'homme de débats', Claire Gatinois, Le monde 7-8 mars 2010, extraits] - (Le Monde Hors-Série) - (Janvier Mars 2011) - (pag 26).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
14.  Le risorse naturali russe e il gigante del petrolio Rosneft.    "Russia's natural resources currently account for 80% of all its exports and are therefore critical to the nation's economic prosperity - but the globalized nature of today's world economy has required a radical rethink about both its ownership and structure. This re-evaluation is spearheaded by Energy Minister Sergei Shmatko, whose policy influences oil giant Rosneft's future course. "The energy strategy for Russia up to 2030 will be a transition towards innovation", says Minister Shmatko."In that regard Rosneft is cooperating with leading western universities such a s Stanford and Austin, as well as leading global corporations in the oil industry such as ExxonMobil, Shell, Schlumberger, and Halliburton, to make sure Rosneft is at the forefront of such innovation"". [Russia. Exploring New Horizons] - (Fortune, Special Issue) - (December 26, 2011) - (pag S2).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
15. Disoccupazione giovanile: lo spread Italia-Germania.    "Sono i numeri a testimoniare il disagio: il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 24 anni è del 27.9% secondo i dati Ocse (si riferiscono al 2010 ma nell'anno scorso la situazione dovrebbe essere analoga) a fronte di una media Ocse del 16.7 per cento. Se si allarga il raggio alla fascia di età sotto i 35 anni il plotone di giovani disoccupati arriva a oltre un milione (1.183.000 per la precisione). Si tratta del 15.9% del totale della forza lavoro tra i 15 e i 34 anni (secondo dati della Confartigianato). Una percentuale dello 0.8% superiore a quella registrata nell'Eurozona (15.1%). E se non siamo troppo distanti da un paese come la Francia, dove la disoccupazione nella fascia d'età sotto i 35 anni è pari al 14.7%, siamo decisamente lontani da paesi come la Germania, che ha un tasso di disoccupazione giovanile del 7.9 per cento. Praticamente la metà di quello italiano. Non solo: nel periodo della crisi 2008-2011 gli occupati under 35 sono diminuiti di ben 926 mila unità. (...)" [Giovani, donne, precari e salari: gli squilibri italiani] - (Il Sole 24 Ore) - (24.1.2012) - (pag 11).                                                                                                                                                                                                                               
Lista completa in:
v. http://www.isc-studyofcapitalism.org

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6. Archivio notizie statistiche economiche sociali italiane ed estere (Selezione)
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1.  La produzione petrolifera dei paesi OPEC.   

Quota OPEC sul totale delle riserve petrolifere mondiali.
(In miliardi di barili)

OPEC  1.064 (79.60%)
Non OPEC     272.9 (20.40%)

Produzione dei paesi membri.
Migliaia di barili al giorno, aprile 2011

Arabia Saudita  8.885                                       
Iran                      3.666
Iraq                       2.655
Emirati Arabi Uniti 2.521
Kuwait                      2.454
Venezuela                2.312
Nigeria                       2.095
Angola                         1.598
Algeria                          1.260
Qatar                                 816
Ecuador                              483
Libia                                     240


Fonte Centimetri, La Stampa - (La Stampa) - (7 giugno 2011) - (pag 19).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
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2.  Le difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro.   
La France des jeunes diplômés a résisté à la crise.
Le Céreq publie son enquête sur l'insertion des jeunes sortis en 2007 du système éducatif.

Taux d'emploi au bout de trois ans de vie active, selon le niveau du diplôme. En %.

Sans diplôme: A. Génération 2004: 56
                          B. Génération 2007: 49

CAP ou BEP     A. 76
                          B. 70

Bac pro. ou techno.   A. 78
                                    B. 75

Bac général               A.  62
                                    B. 55

Bac +2                        A. 88
                                    B. 86

Licence                       A. 83
                                    B. 80

Bac +4                        A. 83
                                    B. 85

Bac +5, écoles ou universités            A. 91
                                                               B.88

Doctorat                     A. 91
                                    B. 92

Ensemble supérieur  A. 87
                                     B. 85

Ensemble                   A. 77
                                    B. 73


Source: Enquête génération, Cereq, Avril 2011 - (Le Monde) - (8 avril 2011) - (pag 10).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             
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3.  La percentuale dei giovani sulla popolazione in Medio Oriente. Il tasso di disoccupazione e di non scolarizzazione.   

A. Part des 15-24 ans dans la population en %
B. Part des 15-29 ans sans emploi et non scolarisés
                          
                             A             B
Algérie               20.5         37
Bahreïn              17.9         24
Egypte               20.2         37
Jordanie            20.4         23
Libye                  17.3         29
Maroc                 18.4         34
Tunisie               19.3         26
Syrie                   20.5         32
Yémen                22.1         49
(France)             (12.2)       (13.5)

(Source Nations Unie, Ocde, Fmi, Unesco) - (Le Monde hors série, Bilan Géostrategique) - (Fevriér 2011) - (pag 43).            
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  
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4.  La classifica delle migliori scuole d'elite al mondo: le 'Business School'.   

MBA (Master of Business Administration)
EMBA (Executive Master of Business Administration)

Les meilleurs EMBA en 2010 selon le "Financial Times".

1. Kellogg / Hong Kong UST Business School (Chine)
2. Columbia / London Business School (Etats-Unis)  / Grande Bretagne)
3  Trium : HEC Paris / LSE / New York University : Stern (France / Etats-Unis / Grande Bretagne)
4. Insead (France / Singapour / Emirats arabes unis)
5. University of Chicago : Booth (Etats-Unis / Grande Bretagne / Singapour
6. London Business School (Grande Bretagne)
7. IE Business School (Espagne)
8. University of Pennsylvania : Wharton (Etats-Unis)
9. Duke University : Fuqua (Etats-Unis)
10. Chinese University of Hong Kong (Chine)
Stern NYU, LSE et Hec se sont alliées pour produire un EMBA en commun. - (Le Point) - (14.4.2011) - (pag 9).               
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
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5.  La crisi alimentare. La fame nel mondo.   

850 million : average number of undernourished people worldwide between 1990 and 2006

1023 billion : high point in the number of hungry people, reached in 2008 food crisis

Regional distribution of the world's hungry.
Asia and the Pacific  62%
Sub-Saharian Africa 26%
Latin America / Caribbean 6%
Middle East / North Africa 4%
Developed countries 2% - (FP Foreign Policy) - (May-June 2011) - (pag 65).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              
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6.  Il salario reale minimo. La più bassa paga oraria accettata secondo un'inchiesta di Newsweek.   
The Real Minimum Wage.
Those without jobs are often willing to work for far less than $7.25. Newsweek chronicles how low they will go. (by Thomas E. Weber).

Lowest Hourly Wage Accepted.

Italy, Netherlands, Egypt  $ 5.00
Germany  $ 3.00
Philippines  $ 2.25
Australia, UK  $ 2.0
Canada  $ 1.25
India, Romania  $ 1.0
USA  $ 0.25
[Just as the official unemployment rate doesn't give the whole picture, neither does the $7.25 minimum wage set by the federal government. While in some parts of the country even menial positions command more, there's also a virtual army of the digitally desperate who will work for less - often far less. To find out what pay U.S. workers will really accept for an hour's work, and how that stacks up against other countries, Newsweek turned to Mechanical Turk, an online marketplace for freelance work operated by Amazon.com. In a weeks-long experiment, we posted simple, hour-long jobs (listening to audio recordings and counting instances of a specific keyword) and continually lowered our offer until we found the absolute bottom price that multiple people would accept, and then complete the task. The results: some Americans settled for a shockingly low 25 cents an hour - while counterparts in nations like India and the Philippines expected multiples more. Of course, the results also partly reflect how many workers in each country compete for work on Amazon's system. But even against other wired placed like the U.K. and Canada, Americans desperate to earn even a pittance were the cheapest around] - (Newsweek) - (June 27, 2011) - (pag 26).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
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7. La ripartizione del debito americano.   
USA: Where the Current $14.3 Trillion Debt Comes From.
Social Security $2.7 trillion
Federal-Gov. Retirees $901 billion
Military Retirees $ 428 billion
Other Gov. Programs $ 587 billion
Interest $ 1.4 trillion
Other Nondefense Spending $ 663 trillion
Medicare Part D  $ 272 billion
Wars in Iraq and Afghanistan $ 1.3 trillion
Other Tax Cuts $ 678 billion
December 2010 Tax Deal $ 391 billion
Bush-Era Tax Cuts $ 1.7 trillion
Recovery Act $ 719 billion
Tarp $ 16 billion
Shortfalls from Recessions $ 3.6 trillion
Sources: Office of Management and Budget; Congressional Budget Office; OECD; Standard & Poor's; Department of Treasury - (Time) - (August 15, 2011) - (pag 21).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
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8.  Riserve accertate di petrolio nel mondo.   
Resérves prouvées en pétrole au 1° janvier 2011.
(En millions de barils) (y compris les pétroles extra-lourds et les sables bitumineux)

Arabie saoudite  263
Venezuela 211
Canada 175
Iran 137
Irak 115
Kuweit 104
Emirats arabes unis 98
Russie 60
Libye 46
Nigeria 37

Dépendance des pays vis-à-vis de l'Iran, en %.

Turquie 51
Italie 13
Chine 11
Inde 11
Japon 10
Corée du Sud 10
France 4

(Souce: Oil and Gas Journal;  Global Trade Atlas, Apex; US Energy Infermation Adminstration) - (Le Monde) - (3 décembre 2011) - (pag 6).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
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9.  Quante persone lavorano per fabbricare l'iPhone. I costi umani di un IPad. L'inchiesta del New York Times.   
Lavoratori
Negli Stati Uniti  27.300 addetti (esclusi i dipendenti dei negozi)
Display: in Corea de Sud e altri paesi asiatici 5.000-10.000 addetti
Processori: a Taiwan, Singapore, Malesia, Giappone, Europa e altrove 7.000-20.000 addetti
Batterie: in Cina 300-1.000 addetti
Assemblaggio: in Cina: 200.000 addetti
Totale generale: 219.600-253.300
(Fonte The New York Times) - (Internazionale) - (3 febbraio 2012) - (pag 36).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        
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10.  Analisi comparata dei dipendenti pubblici nei paesi Ocse   
Dipendenti pubblici in % sul totale degli occupati. (Valori arrotondati)
1. Francia  (23)
2. Canada  (20)
3. Gran Bretagna (19)
4. Grecia (17)
5. Usa (16)
6. Italia (15)
7. Spagna (15)
8. Irlanda (14)
9. Media Oecd (13)
10. Portogallo (13)
11. Germania (10)
12. Giappone (7)

Tasso di ore lavorate dei dipendenti dello Stato (rispetto alla media degli occupati) (Valori arrotondati)
1. Germania (1.26)
2. Francia (1.1)
3. Media Oecd (1.05)
4. Usa (1.05)
5. Giappone (1.0)
6. Gran Bretagna (1.0)
7. Canada (1.0)
8. Spagna (1.0)
9. Irlanda (1.0)
10. Italia (0.9)
11. Portogallo (0.85)
12. Grecia (0.75)
(Fonte elaborazione su fonte Ocse e Bankitalia) - (Il Sole 24 Ore) - (24 Ottobre 2011) - (pag 9).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
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11.  Scambi commerciali, Ue - Usa.   
I partner commerciali degli USA
(i primi quattro partner degli Usa nel 2010, in %)

1. Ue a 27 (17.8)
2. Canada (16.6)
3. Cina (14.9)
4. Messico (12.4)
5. Altri (38.3)
Totale (100)

I partner commerciali della UE
(i primi quattro partner della Ue nel 2010, in %)

1. Usa (14.4)
2. Cina (13.9)
3. Russia (8.6)
4. Svizzera (6.6)
5. Altri (56.5)
Totale (100)

Gli scambi tra le due sponde dell'Atlantico
(Import ed export della Ue con gli Usa nei principali settori merceologici, in milioni di Euro)

                                         Import      Export
Agricoltura                      10.197      12.547
Prodotti minerari            14.948       20.651
Chimica                           39.393       60.491
Manifatturiero                 66.206       93.305
(Fonte Eurostat e Fmi) - (Il Sole 24 Ore) - (27.11.2011) - (pag 13).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                
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12.  Le principali potenze manifatturiere.   
La classifica del manufatturiero.
Posizioni di alcuni Paesi manufatturieri per ammontare della produzione industriale. (Tra parentesi la posizione in graduatoria nell'anno 2000)
1. Cina (3)
2. Usa  (1)
3. Giappone (2)
4. Germania (4)
5. India (9)
6. Corea del Sud (8)
7. Italia (5)
8. Brasile (9)
9. Francia (6)
10. Regno Unito (7)
11. Russia (11) - (Il Sole 24 Ore) - (27 Ottobre 2011) - (pag 19).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      
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7. Recensioni storiche e note bibliografiche.
Nell'introduzione Kautsky enuncia alcuni pensieri, sommamente preziosi ed acuti, sul tema delle condizioni cui deve soddisfare una critica seria e coscienziosa, se coloro che vi si accingono non vogliono rinchiudersi negli angusti limiti di una pedanteria e di un'arida erudizione, se non vogliono perdere di vista l'intimo e indissolubile legame che unisce la "ragione teoretica" alla "ragione pratica", e precisamente alla ragion pratica non di singoli individui, ma delle masse della popolazione poste in queste o in quelle situazioni particolari. Certo, la verità viene prima di tutto - dice Kautsky -, e se Bernstein si è sinceramente convinto che le sue opinioni precedenti erano sbagliate, egli ha il preciso dovere di esprimere questa sua convinzione con tutta chiarezza. Ma il male è appunto che Bernstein manca di onestà e di chiarezza: il suo opuscolo è straordinariamente "enciclopedico" (come ha già osservato Antonio Labriola in una rivista francese), esso sfiora una gran quantità di problemi, un subisso di questioni, ma 'per nessuna' di queste questioni dà un'esposizione esauriente e chiara delle nuove concezioni del critico. Questi si limita ad esporre i propri dubbi, abbandonando le questioni complesse e difficili, da lui appena sfiorate, senza la minima elaborazione originale. Di qui - osserva sarcasticamente Kautsky - il fatto curioso che i seguaci di Bernstein interpretano il suo libro nelle maniere più diverse, mentre il giudizio che gli avversari danno di lui è sempre concorde. L'obiezione principale che Bernstein muove ai suoi avversari è che essi non lo comprendono, non lo vogliono comprendere. In risposta ai suoi oppositori, Bernstein ha scritto per giornali e riviste tutta una serie di articoli, che però non hanno chiarito affatto le sue concezioni positive. Kautsky inizia la sua anticritica con la questione del metodo. Egli analizza le obiezioni che Bernstein muove all'interpretazione materialistica della storia e dimostra che egli ha confuso il concetto di "deterministico" col concetto di "meccanicistico", ha confuso la libertà di volere con la libertà di agire, ha identificato, del tutto ingiustificatamente, la necessità storica con la situazione senza via di uscita che soverchia gli uomini. A confutare la trita accusa di fatalismo, ribadita anche da Bernstein sono sufficienti le stesse premesse fondamentali della teoria della storia di Marx. Non si può ridurre tutto allo sviluppo delle forze produttive, dice Bernstein. Bisogna "prendere in considerazione" anche altri fattori. Benissimo, risponde Kautsky, ma questo deve farlo ogni studioso, quale che sia l'interpretazione della storia cui s'ispira. Chi ci vuole indurre a ripudiare il metodo di Marx, metodo che ha giustificato e continua a giustificare la sua validità in maniera così brillante nella realtà, deve seguire una di queste due vie: o rinuncia in generale all'idea che il processo storico è regolato da leggi, all'idea della sua necessità, e allora, s'intende, getta a mare ogni tentativo di dare alla sociologia un fondamento scientifico. Oppure deve far vedere in che modo si possa dedurre da altri fattori (le concezioni etiche, per esempio) la necessità del processo storico, e ciò mediante un'analisi che possa reggere, sia pure lontanamente, il confronto con quella fornita da Marx nel 'Capitale'. Bernstein non solo non compie il minimo tentativo in questo senso, ma, limitandosi a proclamare il vuoto luogo comune del "prendere in considerazione" altri fattori, 'continua' a servirsi nel suo libro del vecchio metodo materialistico, come se non lo avesse dichiarato insufficiente! Talvolta, anzi, come rileva Kautsky, Bernstein applica questo metodo con inammissibile rozzezza e unilateralità! Bernstein, inoltre, attacca la dialettica, la quale condurrebbe a costruzioni arbitrarie, ecc. Bernstein ripete queste frasi (già venute a nausea anche ai lettori russi) senza tentare minimamente di indicare in che cosa consista l'erroneità della dialettica, chi abbia commesso errori metodologici (e quali precisamente), se Hegel oppure Marx ed Engels. L'unico caso in cui Bernstein cerca di giustificare la sua opinione è l'accenno alla "tendenziosità" di uno degli ultimi paragrafi del 'Capitale' (quello sulla tendenza storica dell'accumulazione capitalistica). Quest'accusa non potrebbe essere più logora: la formularono, oltre a molti altri, Eugen Dühring e Julius Wolf in Germania, nonché (aggiungiamo noi) il signor Iu. Giukovski negli anni settanta e il signor N. Mikhailovski negli anni novanta (...)". (continua) [V.I. Lenin, 1899] [Recensione: Karl Kautsky, ‘Bernstein und das sozialdemokratsche Programm. Eine Antikritik’, Opere complete, IV, 1957]                                                            
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8. Archivio delle citazioni. (Selezione)
1.  "La morale per me è questa: che abbiamo enormemente 'da fare' e prima di tutto enormemente 'da studiare'" [Rosa Luxemburg]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
2.  "La capacità dei Consiglieri non deve essere di natura pedantesca. Non c'è niente di più pericoloso per lo Stato di coloro che vogliono governare i Regni attraverso le massime che ricavano dei propri libri. In tal modo essi li portano spesso alla rovina, perché il passato non si può riferire al presente e la costituzione dei tempi, dei luoghi e delle persone non è mai la stessa. Questa capacità richiede soltanto bontà e fermezza di spirito, solidità di giudizio, vera fonte della prudenza, cognizione sufficiente delle lettere, conoscenza generale della storia e della Costituzione vigente in tutti gli Stati del mondo, e in particolare di quello in cui si vive. A questo proposito bisogna considerare principalmente due cose. La prima è che i grandi Spiriti sono più pericolosi che utili al governo degli affari; se essi hanno più argento vivo che piombo, non servono a niente per lo Stato. Ce ne sono alcuni che sono fecondi di invenzioni e ricchi di idee, ma così mutevoli nei loro progetti che quelli della sera sono sempre diversi da quelli della mattina dopo; altri che hanno così poca coerenza e criterio nelle loro decisioni che cambiano sia quelle buone che quelle cattive e non sono mai costanti in nessuna. (...) La seconda considerazione da farsi a questo proposito è che non c'è niente di più pericoloso per uno Stato che mettere in posizione di grande autorità taluni Spiriti che non mostrano abbastanza capacità di discernimento nel proprio comportamento e che tuttavia pensano di averne troppa per aver bisogno di quella altrui. Essi non sanno prendere una buona decisione di testa loro, né seguire i consigli di quelli che son capaci di darli: e così commettono grandi errori. La presunzione è uno dei peggiori vizi che un uomo possa avere negli incarichi pubblici e, se l'umità non è richiesta in coloro che sono destinati al governo degli Stati, la modestia è senz'altro necessaria, poiché è dimostrato che talvolta quanto più uno spirito è grande, tanto meno si mostra capace di intrattenere rapporti sociali e dare consigli, qualità senza le quali anche i più dotati dalla natura risultano poco adatti al governo" [Card. Richelieu]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            
3.  "i più non conoscono se stessi. (...) Nessuno infatti può essere vissuto tra gli uomini senza aver osservato che quasi tutti nella prosperità, anche se del tutto inesperti, sono così pieni di sapienza da sentirsi offesi se alcuno vuol dare loro un consiglio; quando invece sono nell'avversità, non sanno da qual parte voltarsi e chiedono supplichevolmente consiglio a chiunque, e non ne sentono alcuno tanto stolto, tanto assurdo od inutile, ch'essi non seguano" [B. Spinoza]                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    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C. Comunicazioni e notizie varie.
L' Emeroteca mette a disposizione dei ricercatori i principali settimanali politici ed economici internazionali. A richiesta può fornire l'indice della rivista o l'articolo che interessa nel formato scanner (free on demand).
Per informazioni scrivere a:
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