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'La maggior parte delle "notizie" dei giornali sono articoli forniti da agenzie di stampa' PDF Stampa E-mail
LASCH Christopher, La ribellione delle élite. Il tradimento della democrazia. FELTRINELLI. MILANO. 2009 pag 209 8°  avvertenza del traduttore (Carlo OLIVA), ringraziamenti bibliografia ragionata; Collana Saggi Universale Economica Feltrinelli. Christopher Lasch (1932-1994) è stato professore di Storia all'Università di Rochester. Tra i suoi libri, oltre a 'La ribellione delle élite' (Feltrinelli, 1995) ricordiamo: 'La cultura del narcisismo' (Bompiani, 1981) 'L'io minimo' (Feltrinelli, 1985) e 'Il paradiso in terra' (Feltrinelli, 1992). ['Lo sviluppo parallelo dell'industria della pubblicità e delle pubbliche relazioni ci aiuta a capire perché la stampa ha abdicato alla sua funzione più importante - quella di allargare il Foro pubblico - proprio nel momento in cui diventava più "responsabile". Una stampa responsabile, nel senso di non partigiana e non schierata ideologicamente, attraeva proprio quei lettori che i pubblicitari erano ansiosi di avvicinare: dei lettori prosperi e ben pasciuti, che probabilmente si consideravano elettori indipendenti. Lettori del genere volevano avere la garanzia di leggere tutte le notizie che valeva la pena di stampare, non quelle ammesse dalla specifica visione del mondo, sicuramente distorta, del direttore. La responsabilità ha finito per identificarsi con l'assenza di controversie perché gli inserzionisti erano disposti a pagare per averla. Certo, c'erano anche degli inserzionisti disposti a pagare per il sensazionalismo, ma nel complesso le preferenze andavano a un corpo di lettori responsabile. Quello che certamente non preferivano era l'"opinione", non perché condividessero le argomentazioni filosofiche di Lippmann, ma perché fornire delle notizie non distinte dalle opinioni non garantiva il pubblico giusto. E senza dubbio speravano che un certo tono di obiettività, il marchio del giornalismo responsabile, avrebbe avuto una ricaduta positiva sulle inserzioni che circondavano colonne di testo sempre più esili. In una specie di curioso contorcimento storico, la pubblicità, le inserzioni e altre forme di persuasione commerciale hanno finito con l'essere travestite da informazione. La pubblicità ha preso il posto del dibattito esplicito. I "persuasori occulti" (come li definiva Vance Packard) hanno sostituito gli opinionisti, i saggisti e gli oratori di una volta, che non facevano mistero della propria partigianeria. La maggior parte delle "notizie" dei nostri giornali - il quaranta per cento, secondo una stima prudenziale del professor Scott Cutlip dell'Università di Georgia - consistono di articoli forniti da agenzie di stampa e da professionisti delle relazioni pubbliche, assorbiti e poi rigurgitati intatti dagli organi del giornalismo "obiettivo". Ormai ci siamo abituati all'idea che la maggior parte dello spazio negli organi cosiddetti di informazione sia destinato alla pubblicità: nei nostri giornali, almeno i due terzi. Ma se consideriamo le relazioni pubbliche come un'altra forma di pubblicità, il che non è lontano dal vero, perché entrambe sono promosse da organizzazioni commerciali private, dobbiamo rassegnarci all'idea che anche la maggior parte delle "notizie" vere e proprie non sia altro che pubblicità' (pag 143-144)] [ISC Newsletter N° 84] ISCNS84TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
'Sproloqui senili e balordi del nostro grande statista Thiers' PDF Stampa E-mail
DE-GONCOURT Edmond e Jules, a cura di Mario LAVAGETTO, Il diario. Memorie di vita letteraria, 1851-1896. GARZANTI. MILANO. 1965 pag XV 419 8° introduzione di Mario LAVAGETTO, nota foto illustrazioni, scelta, versione e introduzione di Mario LAVAGETTO, indice nomi. ['"Questa settimana Thiers ha invitato a pranzo Edouard de Béhaine per avere le sue impressioni sulla Germania. Ebbene Thiers non gli ha lasciato aprir bocca; e per tutto il tempo il presidente ha raccontato i suoi negoziati con Bismarck. Bismarck come risulta dallo studio profondo che ne ha fatto il nostro storico della Rivoluzione, sarebbe un 'ambizioso', ma 'non animato da cattive intenzioni contro la Francia'. In fondo, nonostante la sua malizia, Thiers ha quasi confessato di amnistiare Bismarck; infatti, al tempo delle trattative per Belfort, il ministro prussiano, che conosceva la sua abitudine di fare una siesta pomeridiana, gli faceva avvolgere i piedi con un cappotto perché non avesse freddo. Bisogna rallegrarsi se queste attenzioni non sono costate Belfort alla Francia. Edouard è venuto via spaventato dagli sproloqui senili e balordi del nostro grande statista" (22 gennaio 1873)" (pag 204); "Ieri sono salito in vettura con un signore dai favoriti bianchi, il cappello calcato all'indietro sulla testa e con un accento inglese così spiccato che l'ho preso per un inglese. A Sannois discende insieme con me ed eccolo sull'omnibus della principessa. E' Minghetti, il ministro italiano delle Finanze. Al momento attuale negli italiani c'è una specie di furiosa anglomania nei modi, nell'abbigliamento, nel taglio dei favoriti e in tutto il resto (lunedì 27 agosto 1883)"' (pag 272)] [ISC Newsletter N° 83] ISCNS83TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
La strategia protezionista come serpente che si morde la coda PDF Stampa E-mail
CERVELLI Innocenzo, La Germania dell'Ottocento. Un caso di modernizzazione conservatrice. EDITORI RIUNITI. ROMA. 1988 pag 265 8° premessa note; Biblioteca di storia. Innocenzo Cervelli (Roma, 1942) insegna presso il Dipartimento di studi storici dell'Università di Venezia. Ha pubblicato tra l'altro: 'Machiavelli e la crisi dello stato veneziano' (Napoli, 1974); 'Gioacchino Volpe' (Napoli, 1977), 'Liberalismo e conservatorismo in Prussia, 1850-1858' (Bologna, 1983). [La svolta protezionista. "La stessa argomentazione di fondo a favore della svolta protezionista, per quanto non priva, ovviamente, di una sua coerenza logica, non trovava tuttavia, sulla base dei dati relativi al ferro greggio e al ferro in barre, un'incontrovertibile pezza d'appoggio all'assunto della saturazione del mercato interno da parte dell'importazione. In riferimento al ferro importato, la tesi protezionista era infatti che un dazio protettivo, determinando l'aumento dei prezzi del prodotto estero, avrebbe orientato la domanda interna a favore dei produttori tedeschi; di qui una crescita della domanda di lavoro e potenzialmente dei redditi da lavoro - la tutela, appunto, del lavoro nazionale - da cui a sua volta sarebbe potuta derivare una domanda anch'essa maggiorata di prodotti agricoli (aumento del potere d'acquisto, potenziamento del mercato interno). Peraltro si è già accennato più indietro all'incremento dei prezzi dei generi alimentari all'interno dovuto proprio all'adozione delle misure protettive (l'immagine della strategia globale come serpente che si morde la coda torna nuovamente, quando si pensa al dazio sui cereali). (...) Piuttosto la maggiore incidenza della svolta va semmai individuata nel processo di cartellizzazione e concentrazione monopolistica da essa innescato, come intuì Friedrich Engels in una lettera ad August Bebel del 24 novembre 1879. Gli industriali siderurgici potevano desiderare i dazi protettivi solo qualora si fossero consorziati in un'organizzazione ("Ring"), in una setta ("Verschwörung"), tale da imporre prezzi di monopolio sul mercato interno e da vendere a prezzi stracciati le eccedenze all'estero: dall'ottica neomercantilistica, insomma, a un 'dumping' ante litteram. Passando a considerare elementi se non proprio extra-economici, quanto meno economici solo indirettamente, vale la pena di accennare al fatto che nell'ambito delle spinte al protezionismo di provenienza industriale - ma analogamente, si è già visto, anche di provenienza agraria - emerse un orientamento di politica sociale non dissimile da quello che avrebbe costituito una delle strutture portanti del sistema Bismarck" (pag 213-215)]  [ISC Newsletter N° 84] ISCNS84TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Darwin afferma di aver preso alcune idee sull'evoluzione biologica dalla linguistica del suo tempo PDF Stampa E-mail
PINKER Steven, The Language Instinct. The New Science of Language and Mind. PENGUIN BOOKS. LONDON. 1994 pag 494 8°  notizie sull'autore prefazione note referenze bibliografia glossario indice nomi argomenti. Steven Pinker è nato a Montreal, Canada. Ha studiato psicologia sperimenale alla McGill University e alla Harvard University. Ha insegnato ad Harverd, Stanford e al Massachusetts Institute of Tecnology (MIT). Attualmente (1994) è Professore presso il Department of Brain and Cognitive Sciences al MIT. ["Darwin himself expressed the key insight: «The formation of different languages and of distinct species, and the proofs that both have been developed through a gradual process, are curiously parallel... We find in distinct languages striking homologies due to community of descent, and analogies due to a similar process of formation... Languages, like organic beings, can be classed in groups under groups, and they can be classed either naturally, according to descent, or artificially by other characters. Dominant languages and dialects spread widely, and lead to the gradual extinction and dialects spread widely, and lead to the gradual extinction of other tongues. A language, like a species, when extinct, never... reappears». That is, English is similar though not identical to German for the same reason that foxes are similar though not identical to wolves: English and German are modifications of a common ancestor language spoken in the past, and foxes and wolves are modifications of a common ancestor species that lived in the past. Indeed, Darwin claimed to have taken some of his ideas about biological evolution from the linguistics of his time, which we will encounter later in this chapter. Differences among languages, like differences among species, are the effects of three processes acting over long spans of time. One process is variation - mutation, in the case of species; linguistic innovation, in the case of languages. The second is heredity, so that descendants resemble their progenitors in these variations - genetic inheritance, in the case of species, the ability to learn, in the case of languages. The third is isolation - by geography, breeding season, or reproductive anatomy, in the case of species; by migration or social barriers, in the case of languages. In both cases, isolated populations accumulate separate sets of variations and hence diverge over time. To understand why there is more than one language, the, we must understand the effects of innovation, learning; and migration" (pag 241-242)] [ISC Newsletter N° 83] ISCNS83TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Un episodio della resistenza operaia tedesca contro il nazismo PDF Stampa E-mail
ETNASI Fernando FORTI Roberto a cura, Notte sull'Europa. ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX DEPORTATI POLITICI NEI CAMPI NAZISTI, FEDERAZIONE DI ROMA. ROMA. 1963 pag 439 8°  presentazione di Carlo LEVI, foto illustrazioni iconografia cronologia bibliografia glossario indice dei nomi e dei campi, copertina di Renato GUTTUSO. ['Lettera del compagno Lütgens ai figli. Altona, 31 luglio 1933. "Cari figli, quando riceverete questa lettera, il vostro papà non sarà più, egli sarà stato assassinato in base alla sentenza. Non ci vedremo più. Ma quando diventerete grandi e studierete la storia comprenderete chi era vostro padre, perché lottava e perché è morto. Comprenderete perché non poteva agire diversamente. Vivete felici e siate dei combattenti comunisti. Il vostro papà" ('La nostra bandiera', Parigi, n. 1, 16 settembre 1933); Altona. La scure dei vecchi carnefici tedeschi ha di nuovo incominciato a funzionare. Ad Altona (presso Amburgo) in Prussia, il 1° agosto. La cerimonia non era pubblica. Doveva restare racchiusa tra le mura della prigione. Ma in questa piccola corte separata dal mondo, in questa celle centrale e scoperta, erano stati ammassati i prigionieri politici tratti dalle celle dell'edificio. Erano 75, allineati contro il muro, attorno al palco dove il boia inquadrato dai capi orda, attendeva appoggiato alla mannaia, simile in tutto ad una figura da Medioevo. Ai piedi del patibolo, quattro operai col capo scoperto e con le braccia legate, quattro comunisti: Lütgens, Moeller, Wolff e Tsch, quest'ultimo di soli 19 anni. Lütgens fu fatto salire per primo. Imperturbabilmente calmo, come durante il processo, alzò la testa per gridare «Muoio per la rivoluzione proletaria! Fronte rosso!». Poi posò da solo il capo sul ceppo. La mannaia si abbatté e il suo sangue grondò a fiotti sull'asse del cavalletto. Dopo di lui Wolff salì sul patibolo dipinto di rosso. Gli fu domandato secondo la vecchia ed ipocrita usanza religiosa e tedesca: «Avete un ultimo voto da formulare?». Egli rispose: «Sì, vorrei stirare le braccia un'ultima volta». Venne slegato si stirò levando in alto il pugno e, bruscamente, fece cadere il pugno con tutte le sue forze sul personaggio delle sezioni d'assalto che si trovava vicino. Il fascista cadde a terra, la faccia insanguinata. Si affrettarono ad uccidere Wolff e gli altri due. Questo gesto mostra a tutti che la classe operaia tedesca, quantunque sconfitta, non è vinta e che i muscoli e la volontà sono coperti sotto le catene (H. Barbusse, 'Altona', 'La nostra bandiera', Parigi, n. 1, 16 settembre 1933)' (pag 18-19-20)] [ISC Newsletter N° 83] ISCNS83TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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