spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow News
News
Zola e Balzac, pittori di una societą nel suo insieme, della totalitą dell'epoca che dipingono PDF Stampa E-mail
VAN-GOGH Vincent, a cura di Maria Mimita LAMBERTI, Lettere a un amico pittore. RIZZOLI. MILANO. 2011 pag 137 16°  introduzione della curatrice, bibliografia, note, traduzione di Sergio CAREDDA; Collana Bur Rizzoli. ['Ciò che mi dispiace al Louvre è vedere i loro Rembrandt sciuparsi e i cretini dell'amministrazione rovinare molti bei quadri. Così la fastidiosa tonalità gialla di certi Rembrandt è un effetto del deterioramento dovuto all'umidità o ad altre cause, in casi che potrei indicarti a dito. Dire qual è il colore di Rembrandt è difficile tanto come dare un nome al grigio Velázquez. Si potrebbe dire, in mancanza di meglio, oro Rembrandt. Ed è quello che facciamo, ma è troppo vago. Venendo in Francia io, forse più di molti degli stessi francesi ho sentito Delacroix e Zola per i quali la mia sincera e franca ammirazione è sconfinata. Visto che avevo un'idea abbastanza completa di Rembrandt, l'uno, Delacroix, opera con i colori, l'altro, Rembrandt, con i valori, ma si equivalgono. Zola e Balzac in quanto pittori di una società, di una natura nel suo insieme, suscitano in chi li ama delle emozioni artistiche rare, per il fatto che abbracciano la totalità dell'epoca che dipingono. Se Delacroix dipinge l'umanità, la vita in generale, anziché un'epoca, ciononostante appartiene alla stessa famiglia di geni universali' (pag 84-85) [Lettera a Bernard, 25 luglio 1888 ca.] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

Leggi tutto...
 
La guerra degli Alleati e degli eserciti bianchi e la grande carestia in Ucraina e in Russia PDF Stampa E-mail
WALSH Edmund A., Origine e sviluppo del comunismo mondiale. SPERLING & KUPFER. MILANO. 1954 pag 319 8°  prefazione di Joseph HUSSLEIN, note, foto, cartine, appendici: I. Ultime volontà e testamento di Pietro il Grande', II. Le profezie di De Tocqueville e di D. Cortés circa la Russia; III. Dottrina, strategia, tattica, fondamentali del comunismo mondiale (raccolta di citazioni di Marx, Engels, Lenin, Trotsky, Stalin); IV. Date scelte nella cronologia della rivoluzione russa; traduzione di M.A. GIGLI (tit.orig. 'Total Empire. The Roots and Progress of World Communism'). ['L'autore di questo libro è stato per molti anni un diretto osservatore del regime sovietico e della tattica comunista. (...)' (in apertura); 'Durante la sua adolescenza l'autore è stato testimone oculare della rivoluzione russa..." (pag 11); "Faccia a faccia con la realtà quale si sviluppava giorno per giorno in quegli anni in cui si formava la rivoluzione, non si poteva negare ciò che si vedeva coi propri occhi. Nel periodo 1921-1923 circa 200 di noi, membri dell' 'American Relief Administration', lavoravano di tutto cuore e con unità di intenti per spezzare le reni alla più disastrosa carestia della lunga e turbolenta storia dello stato russo. (...) Furono distribuiti allora viveri, medicine e vestiti di provenienza americana per un valore di circa 70 milioni di dollari. Sebbene questa somma non faccia troppa impressione in paragone con le cifre astronomiche delle finanze pubbliche nel 1951, essa rappresentava nel 1922 e 1923 la generosità principesca e la caratteristica spontaneità della carità americana. Al culmine dell'opera, davamo da mangiare ogni giorno a 11 milioni di russi bisognosi, e la quota sotto la mia diretta responsabilità era di 156.000 persone da nutrire ogni 24 ore. Il flusso dei contributi e delle forniture continuò per 2 anni, fino a che il governo sovietico dichiarò, nell'estate del 1923, che non esisteva più la carestia e che gli enti sovietici sarebbero stati in grado per il futuro di far fronte alle esigenze senza l'aiuto delle organizzazioni americane' (pag 13-14)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]

Leggi tutto...
 
La componente operaia nel partito comunista sovietico dalle origini allo stalinismo PDF Stampa E-mail
BENVENUTI Francesco, Il reclutamento dei comunisti sovietici. ESTRATTO DA 'STUDI STORICI' - RIVISTA TRIMESTRALE DELL'ISTITUTO GRAMSCI. ROMA. ANNO XIII N. 1, GENNAIO-MARZO 1972 pag 185-190, note; 'Note critiche'. ['La tesi che percorre tutto il lavoro (1) è che il PCUS non è mai stato un partito prevalentemente «di operai»; dati statistici grezzi ed elaborati vengono poi più o meno esplicitamente addotti a sostegno dell'altra tesi, che resta ambiguamente ed in parte nella penna di chi scrive, di derivazione schapiriana (2), che esso non sia mai stato neppure un partito 'operaio', cioè con una politica ed una direzione operaia. Quello che effettivamente l'indagine dimostra è che il PCUS non è mai stato composto per il 51% da operai, oscillando la sua componente proletaria tra il 18.8% nel 1924 ed il 48% nel 1930, rispettivamente limiti inferiore e superiore di tutta la fase di permanenza del PCUS al potere. Alcune considerazioni permettono però di sdrammatizzare rapidamente quanto le cifre acriticamente assunte sembrano dimostrare. Innanzitutto, per quanto la componente operaia abbia sempre stentato a mantenersi nei dintorni del 45%, ciò costituisce già un elemento positivamente qualificante in un paese in cui la proporzione della classe operaia rispetto all'intera popolazione era enormemente più basso. Inoltre, chi abbia un minimo di conoscenza dell'esperienza storica dei partiti socialisti ed operai sa che direzione politica e composizione sociale non stanno affatto in un rapporto meccanicamente biunivoco. Non pare insomma lecito trarre dall'analisi dei problemi del reclutamento la conclusione che vi fosse una «evidente contraddizione» tra necessità di porre dei comunisti all'amministrazione del paese e mantenimento al tempo stesso dei loro legami con le masse lavoratrici; e che gli strati tecnici ed intellettuali siano sempre stati come «super-rappresentati» nel partito (senza che vengano spiegati i criteri di «rappresentatività», che non siano quelli, banalmente intuitivi, in base alla proporzionalità numerica)' (pag 187) [(1) T.H. Rigby, 'Communist Party Membership in the URSS, 1917-1967', Princeton, University Press Princeton, 1968; (2) Leonard Schapiro, 'Storia del partito comunista sovietico'. Schwarz, Milano, 1963, ndr]] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]

 
Eichmann respinse la domanda di emigrazione dell'intellettuale ebreo Meyers (gią professore all'Aja) PDF Stampa E-mail
AAVV, Dossier Eichmann. EDITORI RIUNITI. ROMA. 1961 pag XII 229 8°  prefazione all'edizione italiana di Léon POLIAKOV, introduzione di Joseph BILLIG, Documenti del dossier Eichmann, foto; traduzione di Laura GONZALES; Collana Nostro tempo. [Eichmann rifiuta il permesso di emigrazione al prof. Meyers. Lettera di risposta di Eichmann al Consigliere di legazione dr. Klingenfuss, Ministero degli Esteri, Berlino: «Come sapete, il Reichführer SS e capo della polizia tedesca ha vietato, nell'ottobre 1941, l'emigrazione degli ebrei dal Reich e dai territori occupati. Soltanto in casi particolari, quando vi sia un vantaggio per il Reich, e dopo un attento esame, alcuni ebrei possono essere autorizzati ad emigrare. Domande di emigrazione, accompagnate da offerte ingenti di denaro, sono pervenute a diversi uffici e soprattutto al ministero dell'economia del Reich, alla Reichsbank e presso alcuni avvocati, soprattutto svizzeri. Nonostante le serie obiezioni politiche che sono state e che continueranno ad essere da noi sollevate, nonostante l'effetto negativo che tali autorizzazioni possono produrre all'estero, il ministero dell'economia del Reich e la Reichsbank reputano necessario, data la nostra attuale penuria di valuta accogliere di tanto in tanto le domande di emigrazione, quando si tratta di somme considerevoli. Per il momento, nonostante le obiezioni politiche che si opporrebbero decisamente all'emigrazione di elementi israeliti, è stato deciso - per le ragioni di carattere economico summenzionate - di accordare, in via del tutto eccezionale, la autorizzazione ad emigrare nei casi in cui siano interamente soddisfatte alcune condizioni preliminari. Le richieste infatti vengono accolte unicamente quando il richiedente e la sua famiglia si trovino in ottime condizioni finanziarie, quando la polizia non abbia nulla da eccepire alla loro emigrazione e venga offerta una somma in valuta di almeno 100.000 franchi a persona (senza rilascio di ricevuta). La domanda di emigrazione dell'intellettuale ebreo Meyers (già professore all'Aja), per il quale la Legazione svedese offre la somma di 150.000 franchi, viene respinta, come dalla mia lettere del 1-12-1942 IV B 4a 1957/42g, nonostante l'entità della somma offerta, in considerazione della sua professione.  p.o. (Firmato): Eichmann» (pag 205-206)] [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Le truppe italiane collaborarono con quelle tedesche nella repressione del movimento partigiano PDF Stampa E-mail
CONTINI Giovanni FOCARDI Filippo PETRICIOLI Marta  a cura: saggi di Ken ISHIDA Tokushi KASAHARA Hisashi YANO Aiko KURASAWA Takao MATSUMURA Guido SAMARANI Rosa CAROLI Harumi WATANABE Hiroshi OYAMA Nicola LABANCA Eric GOBETTI Thomas SCHLEMMER Filippo FOCARDI Laura MAGI, Memoria e rimozione. I crimini di guerra del Giappone e dell'Italia. VIELLA, ROMA. 2010 pag 226 8°  introduzione dei curatori, note, indice nomi; le traduzioni dal giapponese sono di Nozomi MITZSUMORI e di Edoardo GERLINI, i saggi di Ken ISHIDA e di Takao MATSUMURA sono stati tradotti dall'inglese rispettivamente da Marta PETRICIOLI e Giovanni CONTINI; Collana I libri di Viella. Giovanni Contini insegna Storia contemporanea presso La Sapienza, Univ. di Roma, Filippo Focardi insegna Storia contemporanea presso  l'Università di Padova, Marta Petricioli insegna Storia del Vicino e Medio Oriente presso l'Università di Firenze. Il volume raccoglie gli atti del Convegno 'Memoria e rimozione. I crimini di guerra del Giappone e dell'Italia', Firenze, settembre 2007. ['Per quanto riguarda la campagna di Russia, Thomas Schlemmer (1) dimostra che non si trattò affatto, come a lungo si è affermato esaminandone il tragico esito, di una spedizione militare non sentita e mal sopportata dalle truppe, solitamente raffigurate come vittime di pessimi comandi e del terribile inverno russo. Al contrario, anche da parte italiana trapela una forte motivazione ideologica, di "crociata" contro il comunismo non priva di elementi di antisemitismo, rafforzata per altro dalla partecipazione attiva ed efficace della Chiesa cattolica sul piano della propaganda. Fino allo sfondamento del fronte sovietico nel dicembre 1942, l'Asse funzionò bene: le truppe italiane collaborarono in più occasioni con quelle tedesche nella repressione spiccia del movimento partigiano e non esitarono in varie occasioni a consegnare gli ebrei catturati nelle mani dell'alleato-carnefice. Sulla mancata "Norimberga italiana", ovvero sulla mancata punizione dei criminali di guerra italinai, si sofferma il contributo di Filippo Focardi (2) (...)' (pag 13-14) [dall'introduzione dei curatori] [(1) Thomas Schlemmer, 'Il Regio Esercito sul fronte russo. Esperienza e memoria' (pag 175-186); (2) Filippo Focardi, 'Criminali a piede libero. La mancata "Norimberga italiana'' (pag 187-202)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 9 di 1942
spacer.png, 0 kB

Cerca nel sito

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB