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Governo è solo la fazione vincente, e appunto perché è fazione, è data la necessità del suo tramonto PDF Stampa E-mail
HYPPOLITE Jean, Genesi e struttura della «Fenomenologia dello spirito» di Hegel. LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1977 pag XVIII 758 8°  presentazione di Mario DAL-PRA, note abbreviazioni introduzioni bibliografia ('Elenco delle opere utilizzate'); traduzione di Gian Antonio DE-TONI; 'Il pensiero filosofico'. ['Perciò la libertà assoluta non può produrre né un'opera 'positiva' - una costituzione o un'organizzazione sociale - né un operare 'positivo' - una decisione e un'azione di governo -;  «le resta soltanto l'operare 'negativo'; essa è solo la furia del dileguare ('die Furie des Verschwindens', la furie de la destruction)». Ecco il significato dialettico del Terrore; l'universale astratto e la singolarità parimenti astratta, la volontà generale una e indivisibile e il pulviscolo atomico degli individui si separano e si oppongono. L'unica opera della volontà generale può essere solo l'annientamento continuo della volontà singola che emerge sempre di nuovo. «L'unica opera ed operazione della  libertà universale è perciò la 'morte' e più propriamente una morte che non ha alcun interno ambito né riempimento ('Umfang und Erfüllung'); infatti, ciò che viene negato è il punto, privo di riempimento, del Sé assolutamente libero». E qui i due termini antitetici dell'anarchia e della dittatura rivoluzionaria finiscono con l'identificarsi, poiché la volontà singola e quella universale passano immediatamente l'una nell'altra. In un sistema siffatto il governo è sempre solo una fazione del potere. E il potere, il vertice della piramide, è occupato da una individualità la quale si manifesta come individualità nel carattere particolare della sua decisione, che esclude per ciò stesso le altre. «Si chiama governo solo la fazione vincente, e appunto perché essa è fazione, è data immediatamente la necessità del suo tramonto; e il fatto ch'essa sia governo la rende, per converso, fazione e la fa colpevole». Se il governo è sempre 'colpevole' in quanto 'agisce' effettualmente, viceversa per tale governo la massa inoperante è sempre 'sospetta'. La volontà generale, che non agisce in un modo particolare - ciò sarebbe infatti contraddittorio - si ripiega nell'intellezione inattiva; e nella «legge dei sospetti» si prende di mira appunto questo interno semplice" [dal cap. V. 'La libertà assoluta e il Terrore'] (pag 564-565)] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Antonio Labriola: una «difesa straordinariamente intelligente» del marxismo PDF Stampa E-mail
OLDRINI Guido, I compiti della intellettualità marxista. LA CITTA' DEL SOLE. NAPOLI. 2000 pag 261 8°  premessa note indice nomi; collana Laboratorio politico ['[Antonio Labriola] è tra i pochissimi pensatori italiani della seconda metà del secolo XIX che si conquista subito la stima dei classici del marxismo, conservandola anche quando il marxismo della II Internazionale va subendo quel progressivo imbastardimento in senso positivistico di cui si è parlato sopra. Non per nulla Engels, rimasto sino alla fine in corrispondenza con lui, lo giudica un «marxista rigoroso»; Mehring lo loda per aver «compreso il materialismo storico come pochi», averlo «penetrato pienamente» e averlo riprodotto «da pensatore autonomo»; e Lenin, che ne avvicina i 'Saggi sulla concezione materialistica della storia' già nel 1897, durante la sua relegazione in Siberia, parla di quel libro come di un lavoro «serio e interessante», afferra subito il significato della sua «difesa straordinariamente intelligente» del marxismo (che Labriola - fa rilevare Lenin - chiama la «nostra dottrina») e in una lettera alla sorella Anna le suggerisce anche l'idea di voltare in russo il secondo saggio. Non appena insorge la controversia sulla "crisi del marxismo", Labriola vi prende posizione con chiarezza, scendendo in campo armato delle sue critiche taglienti' (pag 40-41) [cap. III. L'eredità marxista di Antonio Labriola] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
 
La relazione esistente tra due correnti rivoluzionarie del XVIII e del XX secolo PDF Stampa E-mail
LENIN V.I., Opere VII. Settembre 1903 - dicembre 1904. Racconto sul II Congresso del POSDR - Il colpo è fallito!... - Piano delle lettere sui compiti della gioventù rivoluzionaria - I compiti della gioventù rivoluzionaria. Lettera prima - Il secondo congresso del partito. Schema di articolo - Il massimo di impudenza e il minimo di logica - Progetto di appello del CC e della redazione dell'organo centrale ai membri dell'opposizione. Variante - Il II congresso della lega estera della socialdemocrazia rivoluzionaria russa. 13-18 (26-31) ottobre 1903 - Una dichiarazione non presentata - Dichiarazione di rinuncia alla carica di membro del consiglio del partito e di redattore dell'organo centrale - La posizione del Bund nel partito - Borghesia populisteggiante e populismo smarrito - Alla redazione dell'organo centrale del POSDR - Una dichiarazione inedita - Lettera alla redazione dell'«Iskra» - Lettera del CC del POSDR all'amministrazione della Lega estera, ai gruppi sostenitori del partito e a tutti i membri del partito all'estero - Nota sulla posizione della nuova «Iskra» - Prefazione all'opuscolo «Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi» - Poscritto all'opuscolo «Lettera a un compagno sui nostri compiti organizzativi» - Ai membri del partito. Progetto di appello - Il consiglio del POSDR - Al partito. Progetto di appello - Sulle circostanze della mia uscita dalla redazione dell'«Iskra» - Il primo maggio. Progetto di manifestino - Un passo avanti e due indietro. (La crisi del nostro partito) - Lettera ai membri del CC - Dichiarazione di tre membri del CC - Al partito. Schema di appello - Il consiglio del POSDR. 31 maggio (13 giugno) e 5 (18) giugno 1904 - Che cosa ci proponiamo di ottenere? (Al partito) - Al partito - Ai cinque membri del Comitato centrale in Russia - Lettera ai fiduciari del CC e ai membri dei comitati del POSDR dichiaratisi per la maggioranza del secondo congresso del partito - Lettera a Glebov (v. A. Noskov) - Un passo avanti e due indietro. Risposta di N. Lenin a Rosa Luxemburg - Un liberale compiacente - Prefazione all'opuscolo di N. Sciakhov «La lotta per il congresso» - Informazione sull'avvenuta costituzione dell'Ufficio dei comitati della maggioranza. Progetto - La campagna degli Zemstvo e il piano dell'«Iskra» - Tesi della relazione sulla situazione interna del partito. Tesi della mia relazione - Lettera ai compagni. (In occasione della pubblicazione di un organo di stampa della maggioranza del partito) - Dichiarazione e documenti sulla rottura degli organismi centrali col partito. EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2002 pag 570 8°  premessa nota dell'editore, prefazione note appendice: 'Informazione sull'avvenuta costituzione di un comitato di organizzazione e sulla convocazione del terzo congresso ordinario del partito operaio socialdemocratico russo', cronaca biografica (cronologia) indice bibliografico indice nomi glossario; traduzione di Giuseppe MARABINI Eleonora NEGARVILLE Ivo SOLFRINI. Dall'articolo 'Un passo avanti e due indietro. Risposta di N. Lenin a Rosa Luxemburg (130)': 'La compagna Luxemburg dice (...) che nel mio libro ['Un passo avanti e due indietro', ndr] ha trovato netta e chiara espressione la tendenza ad un «centralismo che non tien conto di nulla». La compagna Luxemburg ritiene in tal modo che io difenda un sistema organizzativo contro un altro. In effetti però non è così. Nel corso di tutto il libro, dalla prima all'ultima pagina, io difendo le tesi elementari di qualsiasi sistema di qualsiasi organizzazione di partito pensabile. Nel mio libro si esamina non la questione della differenza tra questo o quel sistema organizzativo, ma la questione del modo in cui un qualsiasi sistema si debba sostenere, criticare e correggere senza contraddire ai principi del partito. (...) La compagna Rosa Luxemburg  dice che nella socialdemocrazia russa non sussisterebbero dubbi circa la necessità di un partito unitario e che tutta la polemica verterebbe sulla questione di un maggiore o minore accentramento. In realtà questo non è vero. Se la compagna Rosa Luxemburg si fosse data la pena di conoscere le risoluzioni dei numerosi comitati locali del partito che costituiscono la maggioranza, avrebbe potuto agevolmente capire (ciò è del resto chiaramente evidente anche dal mio libro) che tra noi la polemica verte su una questione: se cioè il Comitato centrale e l'organo centrale debbano o no rappresentare per se stessi l'orientamento della maggioranza del congresso del partito. Su questa «ultracentralistica» e meramente «blanquistica» esigenza la nostra stimata compagna non dice mezza parola; lei preferisce tuonare contro la meccanica sottomissione della parte al tutto, contro l'ubbidienza da cadavere, contro la subordinazione cieca e altri simili spauracchi. Sono molto grato alla compagna Luxemburg per la spiegazione dell'idea davvero profonda che l'ubbidienza da cadavere è dannosissima per il partito, ma vorrei tanto sapere: ritiene normale la nostra compagna, può ammettere, ha mai visto in un qualche partito che negli organi centrali che si definiscono organi del partito domini la minoranza del congresso del partito? (...). La compagna Luxemburg dice che con la mia definizione del «socialdemocratico rivoluzionario» come giacobino legato all'organizzazione degli operai dotati di coscienza di classe ho caratterizzato forse il mio punto di vista più acutamente di quanto non avesse potuto fare uno qualsiasi dei mie avversari. Ancora una volta un'inesattezza di fatto. Non io, ma P. Axelrod è stato il primo a parlare di giacobinismo. E' stato Axelrod il primo a paragonare le nostre sfumature di partito con quelle dei tempi della grande rivoluzione francese. Io ho rilevato unicamente che questo confronto è ammissibile solo nel senso che la divisione dell'odierna socialdemocrazia in rivoluzionaria e opportunistica corrisponde fino ad un certo punto alla divisione in montagnardi e girondini. Un simile confronto è stato fatto spesso dalla vecchia 'Iskra', riconosciuta dal congresso del partito. (...) Rosa Luxemburg 'confonde' qui la relazione esistente tra due correnti rivoluzionarie del XVIII e del XX secolo con l'identificazione di queste due correnti" (pag 460-463)] [(130) L'articolo di Lenin 'Un passo avanti e due indietro (risposta all'articolo di Rosa Luxemburg 'Organisationsfragen der russischen Sozialdemokratie') venne inviato a Kautsky perché venisse pubblicato nell'organo della socialdemocrazia tedesca 'Die Neue Zeit', ma Kautsky si rifiutò di pubblicarlo] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
  
 
L'immagine fuorviante che B. Croce ha del rapporto tra Engels e Labriola PDF Stampa E-mail
VIROLI Maurizio, Il dialogo fra Engels e Labriola. CRITICA MARXISTA. ROMA. N. 3 MAGGIO-GIUGNO 1981 pag 163-178 8°  note, 'Problemi e discussioni'. ['In una lettera del 1898 a De Sarlo, Croce abbozzava un giudizio sulla influenza esercitata da Engels nei confronti del marxismo di Labriola: «A me comincia a parere che egli abbia letto Marx troppo tardi; onde gli è restato addosso come un incubo: non ha saputo congiungere la sua nuova cultura faticosamente acquistata con l'antica, sia pure in forma di negazione e di critica, e nella sua vita intellettuale vi è uno 'hiatus' non una transizione o il risultato di una lotta. Ammira poi troppo l'Engels che, a mio parere ha contribuito a deviare e a far degenerare il pensiero del Marx; questi, ingegno potente davvero, non ha menato a perfezione quasi nulla di ciò che ha intrapreso nel campo della scienza, laddove l'Engels si è affrettato a rinserrare tutto in formule» (1). L'immagine di Labriola condizionato dalla schematismo e dalle formule di Engels, incapace di collegare il marxismo e la precedente formazione teorica è però largamente fuorviante. Da un lato non sa rendere ragione della complessità dell'influenza che il vecchio Engels ebbe sulla riflessione marxista di Labriola. Dall'altro è riduttiva anche nei confronti di Labriola: non si trattava di accettazione passiva di schemi, quanto di una ricerca che si incontrava positivamente con alcuni temi della riflessione engelsiana, che accettava determinati problemi per svilupparli in più di un caso in direzioni diverse, ma che restava anche estranea e lontana nei confronti di altri momenti e di altri passaggi. Nelle pagine che seguono si cercherà di ricostruire alcuni dei nodi principali attorno ai quali si intreccia il dialogo fra Engels e Labriola; anche se su alcuni di essi, come si vedrà, si sono soffermati diversi interpreti, si vuole tentare una ricostruzione d'insieme nella prospettiva di individuare i problemi che fanno da sfondo generale alle singole questioni' (pag 163)] [(1) «Un'inedita lettera di Croce a De Sarlo su marxismo e vita morale», in 'Rivista di studi crociani', V, 1968, p. 78. Si deve tenere presente che la dipendenza di Labriola nei confronti di Engels veniva sostenuta contemporaneamente alla diffusione della tesi circa la «deformazione» engelsiana del marxismo. Sulle differenze fra Marx e Engels è utile confrontare il punto di vista di Labriola, proprio in una lettera a Croce del 31 dicembre 1898, in Antonio Labriola 'Lettere a Benedetto Croce, 1885-1904', Napoli, Istituto Italiano per gli studi storici, 1975, pp. 323-324] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
 
'La teoria, l'ipotesi per noi non è qualcosa di "sacro", per noi è uno strumento di lavoro' PDF Stampa E-mail
GORKIJ Maksim, a cura di Marco CARATOZZOLO, Lenin, un uomo. SELLERIO EDITORE. PALERMO. 2018 pag 164 16°  introduzione di Marco CARATOZZOLO (pag 9-49), nota al testo, tavola delle varianti appendice: 'Passi tratti da '1931' non presenti in '1924' e '1927' oppure considerevolmente modificati', indice nomi; Collana La memoria. Maksim Gorkij (1868-1936), nato povero, autodidatta, per anni vagabondo in Russia occupato in lavori miseri alla ricerca di "materiali umani" per le sue opere, è stato a lungo l'immagine dello "scrittore proletario". Amico di Tolstoj e di  Cechov, i suoi romanzi e drammi sono considerati l'avvio del cosiddetto "realismo socialista". Questi ricordi furono scritti d'impeto nella intensa commozione della notizia nel 1924 della morte del capo rivoluzionario. Pubblicati nel 1927 (ed è questa la versione qui offerta al lettore) furono poi rimaneggiati nel corso del tempo in senso più monumentale e iconografico, in corrispondenza dell'irrigidirsi del culto quasi religioso di Lenin voluto da Stalin. ['Mi capitava spesso di parlare con Lenin della brutalità della tattica e della quotidianità rivoluzionaria. «Che volete?», chiedeva stupito e arrabbiato «è forse possibile lasciare l'umanità in questa lotta la cui ferocia non si era mai vista prima? Dov'è qui il posto per la bontà d'animo e la nobiltà di cuore? E' l'Europa che ci blocca, siamo stati privati del tanto atteso aiuto del proletariato europeo. Su di noi, da ogni parte, come un orso si arrampica la controrivoluzione, e noi? Non dobbiamo, non abbiamo il diritto di lottare, di opporci? Scusate, ma mica siamo degli stupidi. Lo sappiamo: ciò che vogliamo, non può farlo nessuno tranne noi. Davvero pensate che se fossi stato convinto del contrario, sarei ancora seduto qui?». «Con che metro voi ritenete di poter misurare la quantità di colpi necessari e di colpi inutili in una guerra?», mi chiese una volta, dopo un'accesa discussione. A questa domanda potevo rispondere solo liricamente. Penso che non ci sia un'altra risposta. (...) «Ehm, Ehm», brontolava scettico Lenin in riferimento ai numerosissimi episodi di tradimento della causa da parte degli intellettuali. «Tra di noi», diceva, «ci sono coloro che effettivamente tradiscono, ingannano più spesso per vigliaccheria, per paura di confondersi, nel timore che l'amata teoria entri in sofferenza nello scontro con la pratica. Noi non abbiamo paura di questo. La teoria, l'ipotesi per noi non è qualcosa di "sacro", per noi è uno strumento di lavoro»' (pag 92-95)] [ISC Newsletter N° 86] ISCNS86TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
 
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