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La reale portata del prestito Morgan del novembre 1925 al governo di Mussolini PDF Stampa E-mail
BERGAMI Giancarlo, Il fascismo nei suoi rapporti con gli anglosassoni (Rassegne) (Libri e problemi) IL PONTE, LA NUOVA ITALIA FIRENZE, N° 11-12, 30 NOVEMBRE - 31 DICEMBRE 1972, pag 1524-1529. ['Il campo di indagine si può allora utilmente estendere alle relazioni tra i banchieri di Wall Street e i progetti del capitale statunitense, già penetrato da noi al tempo dei ministeri di F.S. Nitti e di G. Giolitti, e il governo mussoliniano. Le scarne parziali riflessioni a questo proposito di Jean-Baptiste Duroselle ('De Wilson à Roosevelt: Politique extérieure des Etats-Unis 1913-1945', Paris, 1960; seconda parte) e Renzo De Felice ('Mussolini il fascista. L'organizzazione dello Stato fascista 1925-1929', Torino, Einaudi, 1968, cap. III) non approfondiscono la reale portata del prestito Morgan del novembre 1925 al governo italiano e della collaborazione tra la Banca federale di New York e la Banca d'Italia, né in esse risultano chiari i collegamenti tra i fenomeni come la rivalutazione della lira nell'estate del 1926 e le necessità di assestamento interno del regime. Il lavoro recente di Gian Giacomo Migone, 'Problemi di storia nei rapporti tra Italia e Stati Uniti (Rosenberg & Sellier, Torino, 191, pp. 157 L. 2000), pur non esaurendo affatto le motivazioni di un disegno finanziario che avrebbe alla fine aiutato «in maniera decisiva la stabilizzazione della lira e l'inserimento della Banca d'Italia nella comunità delle banche d'emissione occidentali» (op. cit., pp. 45-46) offre numerose precisazioni attinte ad una documentazione di prima mano e quasi sempre inedita, sui riflessi politico-sociali dell'arrivo del capitale americano in Europa. In particolare l'analisi rivela le maggiori novità nella caratterizzazione del piano Leffingwell in cui si riassume la linea di espansione perseguita dall'Amministrazione wilsoniana e dalla finanza americana all'indomani della prima guerra mondiale. (...) Si spiegano le richieste di un «contenimento della spesa pubblica e la conseguente stabilizzazione dei rapporti sociali in ciascuno dei paesi interessati», in breve di un regime di deflazione. In tale cornice il governo fascista, dopo avere saldato il debito di guerra con gli statunitensi - il pagamento del debito è la condizione ineliminabile perché il Dipartimento di Stato dia il proprio benestare a operazioni di credito in favore dei paesi debitori -, riesce nel 1925-1926 a farsi concedere dei prestiti dalla Banca Morgan, e da altri Istituti. Prima beneficiaria è la Banca d'Italia, poi via via i Comuni di Roma e di Milano, e numerose imprese private quali la Fiat, la Pirelli, le aziende elettriche, ecc. I crediti concorreranno in sostanza a «riconsolidare i rapporti sociali vigenti, e quindi lo stesso regime, all'interno del paese (op. cit. p. 46), rafforzando e garantendo gli interessi di quella piccola e media borghesia dei traffici e dei risparmi, vera base di massa del fascismo al potere' (pag 1525-1526)] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

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Il piano tedesco non prevede l'intervento italiano, ma Mussolini decide subito di scendere in campo PDF Stampa E-mail
SAMPAOLESI Maria Catia  a cura; testi di Enzo BIAGI Elsa MORANTE Giulio BEDESCHI Mario RIGONI STERN Renata VIGANO' Franco GIUSTOLISI Anna Rosa NANETTI Oliviero TOSCANI Enrico PIERI Italo CALVINO Elio VITTORINI Miriam MAFAI Primo LEVI Liliana SEGRE Giorgio PERLASCA Raoul PUPO Roberto SPAZZALI Giuseppina MELLACE Paolo MONELLI Giuseppe CAMPANA, La seconda guerra mondiale. Raccolta antologica di racconti e testi. LA SPIGA EDIZIONI. LORETO. 2017 pag 159 8°  introduzione, cronologia, testimonianze, percorsi di lettura, Focus, Dossier, illustrazioni. ['La campagna italiana di Russia. La ritirata. La campagna di Russia prende il via il 22 giugno 1941 quando Hitler, con l'Operazione Barbarossa, decide di attaccare l'Unione Sovietica violando il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop che era stato firmato nell'agosto del 1939. Il piano tedesco non prevede l'intervento dell'attaccante italiano, ma Mussolini decide prontamente di scendere in campo con un Corpo di spedizione in Russia (CSIR), costituito da tre divisioni. Nell'aprile del 1942 sono inviati in Russia altri due corpi d'armata italiani che assieme al CSIR vengono riuniti nell'8a Armata, meglio conosciuta come ARMIR (Armata Italiana in Russia). I soldati italiani vengono impegnati inizialmente a protezione delle truppe tedesche coinvolte nella battaglia di Stalingrado e poi nella guerra di trincea lungo il Don. Qui nel dicembre del 1942 subiscono la prima controffensiva russa con conseguente ritirata dei primi corpi d'armata italiani. Il secondo sfondamento, più a nord, iniziato il 12 gennaio 1943, chiude ben presto in una sacca alcune divisioni del Corpo d'Armata Alpino, rimasto a difendere la ritirata degli altri soldati italiani. Il 17 gennaio giunge l'ordine di ripiegare. È una ritirata condotta in condizioni proibitive, a piedi in mezzo alla neve, con vestiario insufficiente e scarpe inadatte, con scarsità o assenza di cibo e sotto il fuoco di ripetuti attacchi nemici. A fine gennaio gli alpini superstiti  arrivano a Sebekino. Trasportati su carri ferroviari prendono avvio le operazioni di rimpatrio durate sino alla fine di marzo. Il costo umano della guerra per l'ARMIR è elevatissimo: 29.600 tra feriti e congelati; 84.830 tra caduti e dispersi, quasi metà dei quali alpini; un numero imprecisato di prigionieri in Russia (40.000 o forse 80.000 italiani), 12.500 dei quali faranno ritorno in patria, mentre dei rimanenti non si saprà più nulla' (pag 29)] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
Atrocitą contro i prigionieri dopo il rifiuto di partecipare allo sforzo bellico PDF Stampa E-mail
GRAFFARD Sylvie TRISTAN Léo, I Bibelforscher e il nazismo (1933-1945). I dimenticati della Storia. EDITIONS TIRESIAS - MICHEL REYNAUD. PARIS. 1994 pag 231 8°  cartina, traduzione di Rosalia CIONI Francesca ZARA Luca MARINI Ursula PERSICHETTI, avviso ai lettori, nota dei traduttori, ringraziamenti, premessa, introduzione, note, illustrazioni, glossario, bibliografia. ['"«Circa novanta Bibelforscher dichiararono di non voler più eseguire lavori in rapporto con la guerra (1). Ciò avvenne a Ravensbrück all'inizio del 1942. Le Bibelforscherinnen smisero di lavorare, sia quelle del Kommando «orticoltura» sia quelle del Kommando «allevamento d'angora», perché «la lana dei conigli era utilizzata per l'esercito (...) e la verdura era destinata a un ospedale militare (2). Per tre giorni e tre notti, restarono in piedi nel cortile del Bunker, poi «furono messe nel Bunker, al buio (3)». Per quaranta giorni. «Le Bibelforscherinner, molte delle quali avevano tra cinquanta e sessant'anni, ricevettero ognuna venticinque bastonate per tre volte (4)». Berlino aveva dato l'ordine che ogni rifiuto di lavoro fosse punito con settantacinque bastonate. «Al termine dei quaranta giorni le vidi nei bagni. Erano scheletri ambulanti, coperte di lividi (5)». Siccome si ostinavano a non volersi presentare all'appello, ve le portavano con la forza. Fra le Blokowa, alcune, più umane, le facevano portare fino al piazzale dell'appello, le altre invece le trascinavano di forza per la strada del campo, ad ogni appello. (...) Jeanne Kemna, una giovane olandese di diciotto anni, spiega che dopo la settimana di riflessione accordata dal comandante Kögel, durante la quale dovettero spalare la neve, le loro razioni furono dimezzate. Le Bibelforscherinnen furono rinchiuse nel loro Block senza pagliericci né coperte. Malgrado queste vessazioni, non cedettero (...). Siccome persistevano, le punizioni divennero più dure. Alcune morirono in seguito ai maltrattamenti e alla privazione di cibo durati sei settimane. Fu dato ordine alla decana, prigioniera politica, di sorvegliare da vicino le agitatrici. «Annotò i nomi di tredici sorelle. Più tardi venimmo a sapere da altre prigioniere che erano state impiccate (8)». Jeanne Kemna riuscirà a venire fuori da questo inferno. (...) Le prime esperienze di utilizzazione dei gas furono effettuate ad Auschwitz il 3 settembre 1941 su seicento prigionieri sovietici e trecento malati. Nel gennaio 1942, ad Auschwitz-Birkenau avvennero i primi invii collettivi nelle camere a gas. Il prigioniero Kogon ricorda che il primo dell'anno del 1942 tutti i «Fondamentalisti» detenuti a Buchenwald furono chiamati «Criminali di Stato, porci bigotti!». Fu detto loro inoltre: «Lavorerete fino a notte con venti gradi sotto zero. Toglietevi subito tutto ciò che avete sotto i vestiti! (12)». Questa punizione fu imposta dall'ispettore del campo perché costoro avevano rifiutato di raccogliere dei capi di lana per le truppe hitleriane" (...). H. Langbein cita «un Testimone di Geova russo che, a Dora, rifiuta di prestarsi alla fabbricazione di armi (16)» e anche il caso di Ernst Raddatz, un tedesco che, a Neuengamme nel 1942, rifiutò di adempiere agli obblighi militari e di firmare la convocazione nonostante gli fosse stato promesso che avrebbe potuto tornare a casa e occuparsi di sua moglie" (pag 148-150) [(1) - (6) Buber-Neumann, op. cit.; (7) - (8) Citato nella lettera della Betel olandese in data 12 giugno 1990; (12) E. Gogon, op. it.] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
1944: Resistenza in Liguria, un fenomeno in crescita PDF Stampa E-mail
GIMELLI Franco BATTIFORA Paolo  a cura, autori del lemmario: Paolo BATTIFORA Roberta BISIO Donatella CHIAPPONI Franco GIMELLI Guido LEVI Alessio PARISI Elisa SCAPOLLA, 'Dizionario della Resistenza in Liguria'. DE-FERRARI EDITORE. GENOVA. 2021 pag 518 8°  presentazione di Giacomo RONZITTI, introduzione dei curatori, autori del lemmario (altri collaboratori: Francesca ALBERICO Chiara DOGLIOTTI Luca FIORITO Silvia GIULINI Luigi MONARDO FACCINI Maurizio FIORILLO Ombretta FRESCHI Paola PESCI), siglario, indice tematico (Protagonisti della Resistenza; Formazioni, organismi, dinamiche della Resistenza, società civile; Esponenti ecclesiastici; Esponenti e missioni alleate; Esponenti, formazioni, organismi della Rsi e dell'esercito tedesco; Eventi; Località e siti; Stragi, fucilazioni, deportazioni; Fonti); 'La Resistenza in Liguria. Uno sguardo d'insieme' di Paolo BATTIFORA, dati numerici; Ilsrec tavola 17 Liberazione della Liguria (cartina); 'Resistenza, fascismo repubblicano, deportazioni. Bibliografia ragionata' di Paolo BATTIFORA, foto illustrazioni, iconografia; Istituto Ligure per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea "Raimondo Ricci".  ['Superata la fase iniziale, grazie anche al sostegno dei Cln e del suo organo tecnico militare, il Comitato militare clandestino, dai primi mesi del 1944 le bande partigiane assunsero un assetto più consolidato, cominciando a trasformarsi in formazioni organizzate militarmente e numericamente consistenti grazie all'arrivo in montagna di nuovi ribelli. Secondo una rilevazione effettuata a fine giugno 1944 dai comandi delle brigate Garibaldi, i partigiani della Liguria sarebbero stati circa 3.000 (...) una cifra destinata quasi a raddoppiare a metà luglio (5.800) e a crescere ulteriormente ad agosto, quando il totale avrebbe superato le 8.500 unità. L'andamento bellico può in parte spiegare un tale incremento delle forze resistenziali, galvanizzate dalle notizie della liberazione di Roma (4 giugno) e dello sbarco in Normandia (6 giugno): la convinzione di un imminente sbarco degli alleati sulla costa ligure, preludio all'avanzata decisiva che avrebbe liberato l'Italia e posto fine in breve tempo alla guerra, spinse molti a raggiungere le formazioni partigiane, percepite dai tedeschi e dei loro alleati fascisti come una minaccia sempre più pervasiva e incombente. È significativo che sia i tedeschi sia i fascisti abbiano sopravvalutato la consistenza numerica del nemico e la sua efficienza bellica: nel rapporto di giugno della 'Militärkommandantur 1007', organo dell'amministrazione militare di stanza a Genova e avente competenza sull'intera regione, si stimava che le bande partigiane fossero in grado di dominare "tutto l'entroterra ad eccezione dei capoluoghi di provincia e delle medie e grandi città costiere" e addirittura che il numero delle armi in mano ai civili fosse "di gran lunga superiore a quello della Wehrmacht" (!). Le fonti della Rsi calcolavano in 14.000, una cifra quattro - cinque volte superiore alla realtà, i combattenti nel mese di giugno. A prescindere dalla loro esattezza, queste valutazioni coglievano il dinamismo di un movimento in costante crescita, in grado di dotarsi di strutture sempre più solide e organizzate' (pag 25-26) [Paolo Battifora, 'La Resistenza in Liguria. Uno sguardo d'insieme'] [ISC Newsletter N° 95] ISCNS95TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
   
  

 
I dirigenti sindacali riformisti disposti a cedere, i comunisti rifiutano il taglio dei salari PDF Stampa E-mail
BERGAMI Giancarlo, a cura; BAUER Riccardo VIGLONGO Andrea, La riduzione dei salari in due scritti di Riccardo Bauer e Andrea Viglongo. Documenti: giugno 1922. IL PONTE, RIVISTA MENSILE DI POLITICA E LETTERATURA, SANSONI EDITORE FIRENZE, N. 6-9, 30 GIUGNO - 30 SETTEMBRE  1983, pag 608-618 ['I due scritti trattano questioni di politica economica del più vivo interesse in tempi in cui i governanti, sindacalisti e imprenditori rivolgono la loro attenzione ai nodi del costo del lavoro studiandosi di ridurlo o di contenere gli aumenti. Le tesi di Bauer e Viglongo si inseriscono, è appena il caso di avvertire, in una situazione storica e politica che vede precipitare la crisi dello stato liberale, con l'acutizzarsi delle contraddizioni messe in luce dalla riconversione produttiva postbellica e con il prender corpo della rivincita dei ceti dominanti dopo i pericoli corsi al tempo del biennio rosso. Si usciva nell'estate del 1922 dalle convulsioni sociali del primo dopoguerra e si entrava, via via che le squadre fasciste estendevano il loro assalto agli organismi sindacali e politici del movimento operaio, in una fase di aperta reazione che avrebbe profondamente segnato la società italiana, e non essa soltanto. L'obiettivo della riduzione delle paghe dei lavoratori rappresenta dunque un momento del più vasto processo di riorganizzazione dei rapporti di proprietà e di produzione dell'economia nazionale iniziato all'indomani della prima guerra mondiale: un momento che vede divise le forze della sinistra socialista tra i dirigenti sindacali riformisti incerti o disposti a cedere e i comunisti che rifiutano con decisione ogni ipotesi di riduzioni salariali. Tale divaricazione si riflette negli articoli di Bauer e di Viglongo per "La Rivoluzione liberale". Bauer, che socialista non era, tende tuttavia da economista asettico a spiegare le ragioni 'scientifiche' che avrebbero consigliato l'accettazione dei tagli salariali, mentre Viglongo nella sua replica ribadisce, in tono cortese ma fermo, le argomentazioni dei comunisti (non solo italiani) sulla questione. È da supporre che Gobetti fosse tutt'altro che d'accordo con Bauer, se affidò il testo del collaboratore milanese perché preparasse un articolo di risposta da pubblicare contemporaneamente sulla "Rivoluzione Liberale", magari con una postilla polemica del direttore secondo il noto vezzo gobettiano. Per quali motivi  la pubblicazione non abbia avuto luogo , e i due scritti siano rimasti tra le carte di Viglongo, non è del tutto chiaro. L'argomento certo scottava - ha osservato Viglongo - e «forse a Gobetti spiaceva urtare Bauer, mentre l'idea della diminuzione dei salari non poteva in ogni caso essere accettata. Qualche avvenimento locale ed episodico si sarà probabilmente verificato». La lotta antifascista (la «marcia su Roma» è alle porte) poneva compiti sempre più urgenti e gravosi, tali da far passare d'attualità l'articolo di Bauer, ma non il tentativo posto allora in essere e poco dopo ripreso con successo dai fascisti di un contenimento d'autorità dei livelli salariali raggiunti nel biennio rosso, nel contesto di un imbrigliamento della capacità di lotta del movimento operaio' (pag 608-609) (Giancarlo Bergami) [ISC Newsletter N° 94] ISCNS94TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
 

 
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