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Pisacane per un esercito da costituirsi dal basso nel corso dell'insurrezione nazionale PDF Stampa E-mail
BATTAGLIA Roberto, a cura di Ernesto RAGIONIERI, Risorgimento e Resistenza. EDITORI RIUNITI. ROMA. 1964 pag 395 8°  prefazione di Ernesto RAGIONIERI, note indice nomi; Nuova biblioteca di cultura. ['Tutto l'ordinamento dato all'esercito dalla direzione moderata si ispirava in sostanza alla volontà di far nascere «la nazione dall'esercito»; mentre per i democratici il punto di partenza era esattamente l'opposto, consisteva nel far nascere «l'esercito dalla nazione», secondo la formula di Cattaneo: «militi tutti, soldati nessuno». Era sulla base di questa premessa che Carlo Pisacane, andando ben oltre il modello di nazione armata attuato nella vicina Confederazione elvetica, aveva elaborato il suo ordinamento dell'esercito italiano: un esercito da costituirsi dal basso nel corso dell'insurrezione nazionale, respingendo gli schemi della «guerra per bande», un esercito i cui gradi fossero tutti elettivi e i cui ufficiali avessero tutti lo stesso trattamento economico e la cui direzione suprema fosse collegiale. (...) In effetti l'unica nazione armata esistente in Europa, oltre l'esempio eccezionale della Svizzera, era quello della Prussia, il cui esercito di «riservisti» si contrapponeva decisamente a quello francese di «professionisti»; ma, se i democratici europei ben difficilmente potevano scindere il progresso tecnico dalla Prussia in campo militare dalla sua origine e sostanza reazionaria, i critici militari erano del tutto ciechi e ostinati nei loro schemi dogmatici, abbacinati dall'apparente splendore dell'esercito di caserma di tipo francese, finché la vittoria di Sadowa non aprì loro, ma troppo tardi, gli occhi' (pag 42-43)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
  

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Il salotto di Raffaele Mattioli alla Comit PDF Stampa E-mail
SCALFARI Eugenio, Racconto autobiografico. EINAUDI. TORINO. 2014 pag 119 8°  profilo biografico autore. ['Vedevo spesso Mattioli. M'aveva preso in simpatia e sovente andavo a trovarlo quando, dopo le sette della sera, teneva salotto nel suo ufficio alla Comit, al secondo piano del palazzo che dà su piazza della Scala. Abitualmente si incontravano a chiusura di giornata Adolfo Tino, Franco Cingano, Carlo Bombieri, Leo Valiani, Sergio Solmi; molti altri amici, che non risiedevano a Milano ma vi passavano spesso, partecipavano immancabilmente a quel molto divertente salotto. Ci venivano Ugo La Malfa, Bruno Visentini, Elena Croce, l'editore Ricciardi. Una volta mi capitò di incontrarvi Piero Sraffa, il celebre economista che insegnava e viveva a Cambridge. Ho usato l'aggettivo «divertenti» per definire quegli incontri perché erano in realtà uno «show» che durava fino alle otto e mezzo e di cui il protagonista era lui, don Raffaele. Brillante, caustico, curioso, con un lessico molto sboccato e una naturale simpatia. A me ricordava nel volto e nelle movenze Maurice Chevalier, un celebre attore del cinema e del teatro francese. Una volta glielo dissi, ci rise su ma capii che gli avevo fatto molto piacere' (pag 46-47)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
  

 
Le '95 Tesi' sono opera di un professore di teologia: Martin Lutero PDF Stampa E-mail
RICCA Paolo TOURN Giorgio, Le 95 tesi di Lutero e la cristianità del nostro tempo. Un «manifesto della Riforma»? (Tourn); Le 95 Tesi e la cristianità del nostro tempo (Ricca). CLAUDIANA. TORINO. 1998 pag 83 8°  appendice: 'Tesi per chiarire l'efficacia delle indulgenze'; nuova edizione interamente riveduta; 'Piccola collana moderna', Serie teologica. Paolo Ricca è docente di Storia del cristianesimo presso la Facoltà valdese di Teologia di Roma. E' autore di molte pubblicazioni. Giorgio Tourn ha studiato teologia a Roma e a Basilea, dove è stato allievo di K. Barth e O. Culmann. E' stato presidente della Società di studi valdesi e poi presidente del Centro culturale valdese di Torre Pellice. ['Le '95 Tesi' che Lutero affisse il 31 ottobre 1517, verso mezzogiorno, alla porta della chiesa del castello di Wittenberg sono state spesso considerate come «Il manifesto» della Riforma, della sua riforma. Apologeti ben intenzionati e storici frettolosi hanno diffuso l'immagine di un Martin Lutero che inchioda, tra le acclamazioni della folla germanica, il documento rivoluzionario da lui redatto contro la chiesa papale. Storicamente è indubbio che il movimento della Riforma protestante prese l'avvio da quel 31 ottobre, ma in modo assai diverso da come lo si immagine sovente. Un documento di studio e non un «manifesto». Redatte in latino e, per questo solo fatto, limitate a una cerchia di persone dotte, le 'Tesi' sono opera di un professore di teologia; Martin Lutero è certo un professore moderno, già aperto alle idee dell'umanesimo e della nuova cultura, ma è pur sempre un intellettuale, un uomo di studio: è certo vicino al popolo della sua città in quanto predica dal pulpito della chiesa di Wittenberg (e le sue prediche sono molto lineari e vicine all'animo del popolo), ma è insegnante universitario. Le sue 'Tesi' sono il corrispondente di un un articolo molto documentato come se ne possono leggere oggi in riviste specializzate sulla storia, la teologia, la critica' (pag 5)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]   
  

 
'Si tende a proiettare sull'intero conflitto l'immagine dell'Italia stremata del 1943' PDF Stampa E-mail
CARIOTI Antonio RASTELLI Paolo, La guerra di Mussolini. 10 giugno 1940 - 25 luglio 1943. La disfatta dell'Italia fascista. RCS - CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2020 pag 469 8°  prefazione di Marcello FLORES, interviste, testi, apparati: cronologia indice nomi. Antonio Carioti è nato a Reggio Emilia nel 1961. Ha vissuto a Roma e abita a Milano. Giornalista, prima alla 'Voce Repubblivana' e poi al 'Corriere della Sera'. Ha pubblicato tra l'altro 'Gli orfani di Salò. Paolo Rastelli, romano, ma milanese d'adozione, classe 1952, giornalista (Radiocor, Ansa e Corriere della Sera). Ha contribuito al volume: 'Settembre 1939: l'inizio della Seconda guerra mondiale' (con Silvia Morosi) (2019). ['La guerra fascista durò poco meno di 37 mesi, dal 10 giugno 1940 al 25 luglio 1943. E furono mesi e anni di grande sviluppo tecnico e industriale (peraltro iniziato già nel 1935, con la nuova corsa agli armamenti innescata dal risveglio della potenza tedesca), soprattutto quando nella lotta entrarono gli Stati Uniti d'America con la loro immensa potenza. L'Italia del 1940 era povera e con un sistema produttivo antiquato, ma non era una potenza trascurabile: aveva uomini e armi che comunque, se gettati sulla bilancia al momento adatto, avrebbero avuto un ruolo da giocare nel conflitto. Ben diversa era l'Italia del 1943, rimasta indietro sotto ogni punto di vista rispetto sia agli avversari anglo-americani sia agli alleati tedeschi. Molto spesso, quando si parla della Seconda guerra mondiale, si tende a proiettare sull'intero conflitto l'immagine del Paese stremato del 1943 o addirittura di quello del 1945 invaso, distrutto e dilaniato dalla guerra civile. Ciò dà un'idea falsa delle nostre possibilità e dei nostri limiti' (pag 139-140) ['Le cause militari del disastro. Troppo pochi, troppo vecchi, troppo tardi', di Paolo Rastelli] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]     
  
   
  

 
Bobbio solleva qualche sospetto sull'uso della simultaneità di una posizione di destra e di sinistra PDF Stampa E-mail
BOBBIO Norberto, Destra e sinistra. Ragioni e significati di una distinzione politica. DONZELLI EDITORE. ROMA. 2004 pag 221 16°  Quarta edizione accresciuta, con una nota dell'editore: 'Dieci anni di 'Destra e sinistra' di Carmine DONZELLI, prefazione alla prima edizione del 1994, Risposta ai critici del 1995, Introduzione alla edizione del 1999, note, appendici, traduzioni di 'Destra e sinistra', Orientamenti bibliografici (1980-1990) di Pietro POLITO, appendici, indice nomi; Collana Saggine. Norberto Bobbio (1909-2004) è stato un autorevole intellettuale italiano del Novecento. Professore di Filosofia all'Università di Torino. Nel 1984 è stato nominato senatore a vita della Repubblica. ['Per quanto particolarmente evidente in questi anni di crisi delle ideologie tradizionali e di conseguente confusione dottrinale, l'interpretazione ambiguamente contrastante di un autore non è affatto nuova: il più illustre precedente, che serve egregiamente a chiarire l'apparente paradosso, è Georges Sorel. L'autore delle 'Riflessioni sulla violenza' ebbe politicamente funzione e ruolo di ispiratore di movimenti della sinistra: da lui nacque la corrente del sindacalismo rivoluzionario italiano che ebbe un quarto d'ora, o poco più, di celebrità nelle vicende del socialismo nel nostro paese; negli ultimi anni egli stesso diventò contemporaneamente ammiratore di Mussolini e di Lenin, e molti dei suoi seguaci italiani confluirono nel fascismo; i due suoi maggiori ammiratori italiani furono due onesti conservatori, Pareto e Croce, rispetto ai quali mai e poi mai, pur tra le più diverse etichette che sono state loro attribuite, troverebbe alcun posto quella di pensatori di sinistra. Ho già accennato al movimento della rivoluzione conservatrice. Hitler stesso si definì in un articolo sul «Völkische Beobachter» del 6 giugno 1936 «il più conservatore rivoluzionario del mondo». Meno noto è che in un discorso al Parlamento italiano Alfredo Rocco chiedesse di «passargli l'antitesi» di «rivoluzionario conservatore» (ma Rocco con quell'inciso dimostrava di essere perfettamente cosciente del paradosso). Soprattutto questi due ultimi esempi, ma anche quello di Sorel, gli uni di conservatori rivoluzionari, l'altro di un rivoluzionario conservatore, ci consentono di sollevare qualche sospetto sull'uso che della simultaneità di una posizione di destra e di sinistra (in una dichiarazione o in una interpretazione postuma) si è fatto per dare un nuovo colpo di piccone sulla diade [dualità destra - sinistra, ndr]' (pag 70-71)] [ISC Newsletter N° 93] ISCNS93TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]   
  

 
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