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L'economista M.I. Tugan-Baranowsky sulla crisi economica industriale del 1857 PDF Stampa E-mail
BOUDIN Louis B., Il sistema teorico di Marx. NAPOLEONE EDITORE. ROMA. 1973 pag 325 8°  introduzione di Andrea IOVANE, prefazione, note appendice I: 'La concezione materialistica della storia e l'idealismo pratico'; II. 'La concezione materialistica della storia e l'individuo', indice nomi argomenti; traduzione dall'inglese di Anna GENTILE; 'Economia e socialismo' collana a cura di Andrea IOVANE Gianfranco PALA Mario TIBERI. Louis B. Boudin è considerato secondo alcuni studiosi (*) il più autorevole teorico marxista americano negli anni precedenti la Prima guerra mondiale. In questo volume ha raccolto organicamente una serie di articoli da lui pubblicati sull''International Socialist Review' negli anni 1905 - 1906. L'autore espone il metodo e i contenuti dell'opera di Marx e confuta le critiche a Marx mosse dalla corrente 'revisionista'. Boudin visse a New York agli inizi del secolo svolgendo attività politica nell'American Socialist Party e partecipando all'attività intellettuale del movimento socialista americano. [L'economista M.I. Tugan-Baranowsky sulla crisi economica industriale del 1857. "Parlando della prima crisi «moderna», quella cioè del 1857, Tugan-Baranowsky afferma che nella sua Storia delle crisi: «Le caratteristiche peculiari della crisi del 1857 trovano spiegazione nel carattere mondiale di tale crisi.... La differenza caratterizzante tra la crisi del 1857 e quelle del 1825 e del 1836, era costituita anche dal fatto che questa crisi si abbatté pesantemente non sull'industria del 'cotone' come era accaduto durante le precedenti crisi, ma sull'industria del 'ferro'. Il nuovo aspetto del modo capitalistico di produzione trovò la sua espressione...nell'accresciuta importanza del ruolo svolto dai mezzi di produzione sul mondo del mercato, come pure nella vita economica in generale. Il ristagno del commercio spinge generalmente gli industriali a cercare nuovi sbocchi per le loro merci. Sotto questo aspetto la crisi del 1857 ebbe un pesantissimo effetto. Le esportazioni dall'Inghilterra verso gli Stati Uniti scesero da diciannove milioni di sterline (1857) a quattordici milioni (1858); d'altra parte le esportazioni dall'Inghilterra alle Indie Orientali salirono da 11.7 milioni di sterline (1857) a 16.8 milioni di sterline (1858). Per riprendersi dai colpi che riceveva da parte dei mercati europei e americani, il capitale inglese emigrò verso l'Asia. Nelle Indie Orientali un'epoca di costruzione di linee ferroviarie e di miglioramenti delle vie di comunicazione interne, che ebbe in tali paesi, l'effetto di far aumentare la domanda di merci dall'Inghilterra». Non possiamo riferire nei particolari la descrizione delle crisi che seguirono quella del 1857 fino ad oggi, ma un attento esame di questa interessantissima parte del libro di Tugan-Baranowsky si rivelerà molto istruttivo" (pag 276-277)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
La grande influenza che l'URSS esercitava nel 1937 sul governo repubblicano spagnolo PDF Stampa E-mail
CATTELL David T., La diplomazia sovietica e la guerra civile spagnola. FELTRINELLI. MILANO. 1963 pag XI 234 8°  prefazione note bibliografia; Collana I fatti e le idee. ['Sebbene la Gran Bretagna fosse indignata dagli eccessi tedeschi, la sua preoccupazione maggiore rimase, però, il ritiro della Germania e dell'Italia dal sistema di controllo navale, e la possibilità che le due potenze abbandonassero per sempre il Comitato di non-intervento. Il Comitato era diventato lo strumento principale della politica estera inglese, e il governo di Londra lo riteneva l'unico elemento di garanzia contro un conflitto generale. Di conseguenza, il suo primo interesse non quello di censurare la Germania, ma di trovare il modo di riportarla nel Comitato. Il pensiero che l'incidente della 'Deutschland' (l'attacco aereo condotto dai repubblicani contro la corazzata tedesca 'Deutschland' il 29 maggio 1937, ndr) avesse potuto avvenire dietro istigazione del governo sovietico allo scopo di rompere il Patto di non-intervento, dovette evidentemente attraversare la mente dei leader inglesi. L'ambasciatore americano a Londra riferì in data 1 giugno al segretario di stato: "...Feci notare a Eden che, in parecchie occasioni, per disgraziata coincidenza, ogni qual volta le cose sembravano andar meglio, sopraggiungeva qualche incidente imprevisto a guastare la situazione e ad aumentare i rischi e i pericoli (...) (3)". La grande influenza che i comunisti esercitavano in quel periodo sul governo democratico spagnolo, e in particolare sulle forze aeree spagnole, giustifica questa supposizione (4) (...). Mentre i colloqui tra le quattro potenze erano in via di sviluppo l'URSS protestò perché il suo governo e gli altri non erano stati chiamati a partecipare ai negoziati (5) (...). L'Unione Sovietica era solita guardare con sospetto qualsiasi trattativa in corso tra le quattro potenze per paura che esse potessero arrivare ad un patto, diretto contro di lei (...)' (pag 110-111) [(3) Foreign Relation of the United States, 1937, I, 318 (...); (4) Cattell, op.cit., cc. X, XV; (...)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]


  
 
L'assassinio del leader del POUM, Andrés Nin, e la caccia ai militanti da parte dello stalinismo PDF Stampa E-mail
CATTELL David T., I comunisti e la guerra civile spagnola. FELTRINELLI. MILANO. 1962 pag X 333 8°  prefazione, bibliografia, giornali: spagnoli, russi, altri, bollettini, note, Collana I fatti e le idee. David Treadwell Cattell, Università di California, analizza in questo volume la tattica seguita dai comunisti (PCE) nel corso della rivoluzione spagnola. ['La sconfitta di Caballero ad opera dei comunisti ebbe conseguenze molto gravi per il POUM che era la loro bestia nera. Pretendendo che il governo mettesse fuori legge il POUM, i comunisti avevano precipitato la crisi ministeriale e, ottenuto il successo, ne colsero la ricompensa e mossero senza indugio all'annientamento totale dell'avversario. Il 16 giugno 1937, dietro loro pressione, Julian Zugazagoitia, ministro dell'interno, ordinò l'arresto del Comitato Centrale del POUM. L'ordine venne immediatamente eseguito e poco tempo dopo il popolare leader del partito Andrés Nin sparì dalla prigione. Pare che sia stato prelevato dalla Ceka e quindi ucciso o mandato in Russia. Dopo l'arresto del Comitato Centrale, tutti gli iscritti al POUM diventarono bersaglio del terrore comunista e corsero il rischio di finire in galera. Si dice che gli arrestati furono più di un migliaio. In seguito, Prieto sostenne che il governo non aveva mai dato il suo consenso a questi arresti. La cosa può essere vera, ma altrettanto vero è che nessuna misura venne presa per far cessare il terrore (8). Quest'ondata di arresti e di vendette contro il POUM fece una pessima impressione all'estero tra gli elementi d'opinione liberale, e in tutto il mondo i partiti operai insieme a quelli di sinistra non comunisti condannarono l'operato dei comunisti. Due diverse delegazioni internazionali di sinistra furono inviate in Spagna per condurre un'inchiesta sull'attività del POUM, e per vedere se realmente questo partito fosse colpevole di tradimento. Ambedue le delegazioni conclusero che il POUM e i suoi leaders erano innocenti e che la polizia li aveva arrestati abusivamente senza l'autorizzazione del governo (9). Di fronte alla reazione sfavorevole suscitata in Spagna e all'estero, il processo contro il Comitato Centrale del POUM fu fatto rimandare dai comunisti al mese di ottobre, quando le proteste si sarebbero calmate. Visto che i leaders erano in prigione e non potevano nuocere, non c'era immediata necessità di processarli. Nel frattempo i comunisti prepararono il loro atto d'accusa contro il POUM, accompagnandolo con un'accurata campagna di propaganda come avevano già fatto in Russia per giustificare lo stesso genere di epurazioni. L'obiettivo principale dei comunisti era quello di seguire in Spagna la stessa linea adottata in Russia' (pag 219-220) [(8) In un'intervista con Prieto, apparsa su 'La Flèche' il 18 agosto 1937, il ministro esponeva il suo punto di vista dicendo: "Ciò che è grave è che l'arresto dei leaders del POUM non era stato deciso dal governo, e che la polizia aveva proceduto a questi arresti di propria iniziativa. I responsabili - continuava  non sono i capi della polizia ma i loro collaboratori che si sono lasciati prendere la mano dai comunisti nell'esercizio delle loro normali mansioni..." (citato in Paul Lapeyre, 'Révolution et contre-révolution en Espagne', Paris, Spartacus Cahiers Mensuels, Nouvelle Série, n. 9, febbraio 1938, p. 28); (9) Per le conclusioni della seconda delegazione capeggiata da James Maxton, deputato del Partito Laburista Indipendente inglese, vedi Lazarillo de Tormes, 'España cuna de la libertad', pp. 182-185] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]    
  

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La passione di Darwin per la geologia: il suo maestro in questo campo è stato Lyell PDF Stampa E-mail
BOUANCHAUD D.H., Attualità di Darwin. La vita e le opere. FELTRINELLI. MILANO. 1982 pag 164 16°  introduzione: 'Charles Darwin, viaggiatore del mondo e della mente' di Giorgio CELLI, note illustrazioni, cronologia: 'Vita e opere di Charles Darwin', opere postume, bibliografia; Collana UE Universale Feltrinelli; traduzione dal francese di Giorgio CELLI; titolo originale: 'Charles Darwin et le transformisme'. ['I posteri non ricordano il nome di Darwin come quello di un geologo. Eppure i suoi studi, le sue letture, le sue osservazioni e le sue pubblicazioni dimostrano che egli è un maestro di questa scienza. È un fatto di grande importanza perché è certamente dallo studio delle geologia che Darwin trasse l'essenziale del suo metodo di lavoro. Questa scienza costituisce il modello delle cosiddette "scienze naturali storiche", in opposizione alle scienze naturali che si rifanno alla sperimentazione. Ogni storia delle teorie trasformiste in biologia deve essere accompagnata da una storia delle teorie sulle quali si fonda la geologia dell'epoca. Esiste, infatti, un netto parallelismo tra la maniera in cui si concepisce la storia della Terra e quella degli esseri viventi che la popolano. La passione di Darwin per la geologia, il livello di sviluppo che questa scienza aveva raggiunto nel 1830 e l'apporto di Darwin stesso in quest'ambito spiegano ampiamente il suo pensiero evoluzionista in biologia. Il vero maestro di Darwin in questo campo è Lyell, di cui il naturalista ha letto, a bordo della Beagle, l'opera essenziale: 'Principi di geologia'. Dapprima molto discussa, quest'opera conobbe un grande successo ed ebbe tra il 1830-1872 una dozzina di edizioni. Il titolo completo dell'ultima edizione: 'Principi di geologia o i cambiamenti moderni della Terra e dei suoi abitanti in una prospettiva geologica' evidenzia il legame che si deve stabilire tra la geologia, la paleontologia e la biogeografia. Nella storiografia della Terra si possono distinguere due grandi concezioni generali. Una è l'"uniformismo" (o "attualismo") secondo il quale le cause che hanno agito nel passato modellando l'aspetto della Terra sono identiche (qualitativamente, o qualitativamente e quantitativamente) alle cause che agiscono nel presente. L'altra è il "catastrofismo" che suppone che la Terra abbia subito in passato sconvolgimenti violenti che più non hanno degli equivalenti attuali. Eruzioni vulcaniche gigantesche e diluvi universali sono tra le cause improvvise e brutali dei mutamenti terrestri. I metodi e le tecniche di cui disponevano i geologi del XIX secolo per suffragare le loro teorie erano piuttosto rudimentali e alla loro preferenza per una concezione o l'altra non erano generalmente estranee ragioni soggettive e ideologiche. In generale, si può affermare che l'uniformismo è posteriore al catastrofismo. Il momento della transizione si dà precisamente gli inizi dell'ottocento' (pag 22-23)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 


 
Forte spinta ai matrimoni, alle nascite e all'arricchimento dopo la grande peste del Trecento PDF Stampa E-mail
GALASSO Giuseppe, Storia d'Italia. Volume quindicesimo. Tomo primo. Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno angioino e aragonese (1266-1494). UTET. TORINO. 1992 pag XV 919 8°  introduzione: 'Il nome e le origini del Regno di Napoli', note, foto illustrazioni iconografia. ['Il quadro muta, indubbiamente, dopo la metà del secolo. Il salasso demografico dovuto alla peste fu in qualche misura compensato da una controspinta assai forte nei matrimoni e nelle nascite. Buccio da Ranallo, espresse alla sua maniera rozza, ma icastica il fenomeno di una vera e propria corsa alle nozze non solo da parte di celibi e nubili, vedovi e vedove, bensì anche di religiosi e religiose, che «buttaru lu habitu», e di persone anziane («homo di novant'anni - la citola pigliosse». Il cronista aquilano segnalava pure che, sull'onda di questo grande slancio di vitalità, erano venute meno le preoccupazioni di ordine morale e religiose, («de satisfare l'anima - poco era chi se cura»), poiché si preferiva cogliere le opportunità di migliorare il proprio stato aperte dallo stesso rarefarsi della popolazione («a crescere e arriccare - poneano studio e cura» (1). Qualche parte del Regno, che aveva meno sofferto per le traversie della pestilenza, come la Calabria, poté ospitare profughi dalla Sicilia (2). Poi - superatosi anche il giubileo del 1350, che si diceva aver portato in Roma da 1.000.000 a 1.250.000 persone, grande e singolare occasione di contagio di massa, date le circostanze - seguirono anni più tranquilli. Vi furono ancora anni di carestia (...) ma, come si vede, non così frequenti come erano stati prima del 1348. Frequenti, invece, anche se meno devastanti e diffuse, continuarono ad essere le epidemie: 1356, 1360-63, 1367, 1371-74, 1384-85, 1399-1400, 1422-25, 1429-31, 1435 e seguenti, 1448-51, 1458, 1466, 1477-79, 1493 (4)' (pag 823-824)] ['Prima e dopo la «grande crisi» del secolo XIV' 'Vicende sanitarie e naturali'] [(1) L'edizione qui seguita è Buccio di Ranallo, 'Cronica Aquilana', a cura di DE Bartholomaeis, Roma, 1907 (...); (2) M. Villani, 'Cronica', lib. I, cap. 31; (3) Un'indicazione generale sul tema in S. Mazzi, 'Salute e società nel medioevo', Firenze 1978; (4) Corradi, 'ad annos'] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
  

 
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