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De Tracy: la glorificazione dei capitalisti industriali in contrapposizione ai proprietari fondiari PDF Stampa E-mail
MORAVIA Sergio, Il pensiero degli idéologues. Scienza e filosofia in Francia (1780-1815). LA NUOVA ITALIA. FIRENZE. 1974 pag 865 8°  prefazione note bibliografia indice nomi; Collana Il pensiero filosofico. [Destutt de Tracy e la fondazione teorica dell' 'idéologie'. Individuo e società nel pensiero di Destutt de Tracy. 'Due anni dopo il Tracy pubblica la terza parte dell'opera, una 'Logique'. La quarta e la quinta parte intitolate congiuntamente 'Traité de la volonté et des ses effets' non usciranno invece che nel 1815. Oltre ad un'analisi di natura per così dire psico-morale, questo 'Traité' conteneva anche uno stringato ma denso saggio di economia politica, che susciterà un giorno l'interesse (certo assai critico e perfino mordace) di Marx' (pag 323); 'Non forse per la sua originalità, ma piuttosto per la lucidità della sistemazione di certe dottrine, il 'Traité d'économie politique dell'idéologie' Jean-Baptiste Say ebbe infatti nello sviluppo del pensiero economico francese una grande importanza. Anche l'opera di economia politica di Destutt de Tracy s'inserirà saldamente in quello sviluppo. L'attenzione che di lì ad oltre mezzo secolo gli dedicherà uno specialista di storia del pensiero economico come Marx varrebbe da sola ad attestare l'interesse di quel testo" (pag 762); 'Il Tracy, infatti, non solo riassume in quest'opera una ricca serie di letture che testimoniano il suo interesse per i problemi di economia politica, ma vi espone alcune considerazioni ed imposta certe discussioni in un modo che non passerà inosservato, pur dopo tanti anni, ad uno specialista del pensiero economico, sociale e politico settecentesco come Carlo Marx (9)" (pag 793) [(9) Sia nel 'Capitale' che nella 'Storia delle dottrine economiche' Marx parla frequentemente del Tracy. Com'è naturale, egli ne esamina essenzialmente il pensiero economico qual era esposto appunto in questa prima parte del 'Traité de la volonté'. Il giudizio negativo sull''idéologue' è esposto non di rado in forme assai violente (cfr. ad es. 'Il Capitale', Roma Rinascita, 1951, vol II, pp 148-9). Ma la stessa insistenza con cui Marx torna a discutere più volte il Tracy mostra che lo considerava un'espressione assai significativa delle dottrine economiche tardo-illuministiche. Anche il Ricardo lo considerava «a very distinguished writer» ('The Principles of Political Economy', London, 1821, p. 333. La citazione è dello stesso Marx, 'Capitale', cit., vol. II, p. 140). Nel 'Capitale' le teorie tracyane più particolarmente discusse sono quelle concernenti la riproduzione e la circolazione delle ricchezze ('Traité de la volonté', parte I, cap. XI). Cfr. 'Il Capitale', cit., vol. II, pp. 140-9. Nella 'Storia delle dottrine economiche', invece, si chiarisce il vero significato delle lodi tracyane agli «operai produttivi» contrapposti agli «oisifs» ('Traité, parte I, pp. 87, 237, ecc.): l'apparente glorificazione degli operai produttivi non è, in realtà, che la glorificazione dei capitalisti industriali in contrapposizione ai proprietari fondiari e a quei capitalisti che vivono solo dei loro redditi ('Storia delle dottrine economiche', trad. Conti, Torino, 1954, vol. I, p. 341). Segue poi una serrata confutazione della teoria tracyana dei profitti, del rapporto merci-denaro, della natura dei consumi, ecc. Cfr op. cit., vol I, pp. 342-355)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
 
'Compito del 'Capitale' è di svelare la legge economica del movimento della società moderna' PDF Stampa E-mail
GARAUDY Roger, Karl Marx. SONZOGNO. MILANO. 1974 pag 219 16°  note, 'Cronologia della vita e dell'opera di Karl Marx', traduzione di Marilena FELDBAUER, Universale Sonzogno, Saggi; titolo opera originale 'Clefs pour Karl Marx'. ['Si verifica un vero e proprio mutamento storico della ricerca scientifica in economia. Marx continuerà, integrerà e supererà l'opera degli economisti classici borghesi, ponendosi come loro dal punto di vista della produzione; questa scienza economica oggettiva, già altre volte arma contro il feudalesimo, diventerà arma contro il capitalismo. L'avanguardia della classe operaia si riconosce nel 'Capitale'. Engels scrive nel 1886: "Il 'Capitale' è spesso chiamato, sul continente, la Bibbia della classe operaia". "Fine ultimo di questo lavoro", scriveva Marx nella prefazione alla I edizione del 'Capitale', "è di svelare la legge economica del movimento della società moderna" (2). Da questa legge deriva il passaggio necessario dal capitalismo al socialismo, quello che Marx chiama, nel 'Capitale', "l'espropriazione degli espropriatori". Ma Marx non ha mai confuso necessità e fatalità. L'azione dell'uomo è uno degli elementi attraverso cui si compie la necessità. Marx definisce il movimento operaio: "La partecipazione cosciente al processo storico che sconvolge la società" (3)' (pag 185) [(2) Karl Marx, 'Il capitale', cit., 1, (1), p. 18; (3) Karl Marx, 'Herr Vogt', p. 35] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
'L'epoca rinascimentale aveva bisogno di giganti e quindi generò giganti' PDF Stampa E-mail
HELLER Ágnes, L'uomo del Rinascimento. "LA NUOVA ITALIA" EDITRICE. FIRENZE. 1977 pag 676 8°  introduzione: 'Esiste un ideale umano rinascimentale?', note indice nomi; Tit.orig. 'A Reneszansz Ember', traduzione di Marinella D'ALESSANDRO; Collana Il pensiero storico. ['Col paragonare due città: Atene e Firenze, si può offrire la prova più evidente dell'antitesi dimostrata da Marx fra la condizione antica e quella rinascimentale' (pag 8); 'Engels ha giustamente osservato che l'epoca rinascimentale aveva bisogno di giganti e che quindi generò giganti. Ma i giganti che servivano erano di tipo particolare , per cui anche l'individualità nata e sviluppatasi in questo periodo è un 'particolare tipo' di individualità (quello corrispondente ai bisogni)' (pag 291); 'L'apparente somiglianza con l'antichità scaturisce solamente dal fatto che questa differenziazione del contenuto [della filosofia sociale del Rinascimento, ndr] viene portata a termine, per ora, nell'ambito di una scienza (filosofia) ancora unitaria; che i grandi rappresentanti rinascimentali della politica, della scienza giuridica, dell'economia non sono ancora degli scienziati specializzati; che essi riferiscono sempre le loro teorie - in corrispondenza alla natura della filosofia - alla prassi, al comportamento; che essi sono rappresentanti della vita pubblica nel senso più stretto del termine. Marx ed Engels hanno giustamente interpretato la scienza del Rinascimento quale precorritrice delle loro aspirazioni e del loro modo di ragionare. L'aspetto meno moderno della filosofia sociale del Rinascimento è proprio quello in cui essa si occupa del movimento 'generale' della storia. Anche coloro che si sono spinti più avanti in questo campo, spiegano il movimento sociale 'in analogia all'organismo'. Ecco la formula di Bacone: «Quando uno stato è giovane fioriscono in esso le armi: raggiunta la maturità vi fiorisce la cultura...; e infine, nei periodi di decadenza, prevalgono la tecnica e il commercio» (1). Naturalmente gli esempi (i precedenti) sono le formazioni statali dell'antichità. Neanche Bacone, che spezza con passione una lancia per la tecnica, sospetta dunque che siano possibili rapporti sociali tali in cui industria e commercio non siano elementi distruttivi, quindi non siano affatto caratteristiche della «vecchiaia». Anche qui il più radicale è Machiavelli, anche se non trasgredisce la demarcazione di confine fondamentale. Anch'egli è caratterizzato dall'analogia con l'organismo. La differenza è che egli non considera necessariamente definitiva la «vecchiaia», ma ritiene che esista la possibilità del continuo rinnovamento di una data formazione sociale in forma di 'movimento circolare'. Hanno lunga vita quelle formazioni che vengono ogni tanto «ricondotte» alla propria origine. La Chiesa, per esempio, sarebbe scomparsa da molto tempo, se San Francesco non avesse rinnovato il cristianesimo primitivo, non avesse quindi portato a termine il compito della «riconduzione» purificatrice (...)' (pag 491-492)] [(1) Francesco Bacone, Saggi, cit., p. 271]  [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Ricordate il Manifesto del partito comunista che parla di trasformazione del proletariato in classe! PDF Stampa E-mail
LENIN V.I., Opere X. Novembre 1905 - giugno 1906. I nostri compiti e il soviet dei deputati operai sulla riorganizzazione del partito - Il proletariato e i contadini - Organizzazione di partito e letteratura di partito - Deliberazione del comitato esecutivo del Soviet dei deputati operai di Pietroburgo sulla lotta contro la serrata - Una provocazione fallita - L' esercito e la rivoluzione - I piatti della bilancia si equilibrano - Imparate dai nemici - Il burocratismo rivoluzionario e la causa rivoluzionaria - L'autocrazia morente e i nuovi organi del potere popolare - Socialismo e anarchia - Il partito socialista e il rivoluzionarismo senza partito - Socialismo e religione - Risoluzione della conferenza della «maggioranza» di Tammerfors sulla questione agraria - Fasi, orientamento e prospettive della rivoluzione - Il partito operaio e i suoi compiti nella situazione attuale - Bisogna boicottare la Duma di Stato? - La Duma e la tattica socialdemocratica - La situazione attuale della Russia e la tattica del partito operaio - A tutti gli operai e operaie della città di Pietroburgo e della provincia - Risoluzione dell'organizzazione pietroburghese del POSDR sulla tattica del boicottaggio - La rivoluzione russa e i compiti del proletariato - Piattaforma tattica per il congresso di unificazione del POSDR - Revisione del programma agrario del partito operaio - Prefazione all'edizione russa dell' opuscolo di Kautsky "La distruzione della socialdemocrazia" - La vittoria dei cadetti e i compiti del partito operaio - Congresso di unificazione del POSDR 10 (23) aprile - 25 aprile (8 maggio) 1906 - Indirizzo al partito dei delegati al congresso di unificazione già appartenenti all'ex frazione dei "bolscevichi", relazione sul congresso di unificazione del POSDR, Lettera agli operai di Pietroburgo - Lotta per la libertà e lotta per il potere - Una nuova ascesa - Per un consuntivo del congresso - La Duma e il popolo - Fra giornali e riviste - A proposito della risoluzione bolscevica sulla Duma - Il gruppo operaio alla Duma - A proposito del problema dell'organizzazione - Discorso al comizio in casa della Panina - Risoluzione approvata nel comizio in casa della Panina - Il gruppo contadino o del lavoro e il POSDR - La questione della terra alla Duma - Risoluzione e rivoluzione - Né terra né libertà - La vittoria elettorale della socialdemocrazia a Tiflis - Il governo, la duma e il popolo - I cadetti impediscono alla Duma di rivolgersi al popolo - E non vogliono mercanteggiare! - L'appello dei deputati operai della Duma - La questione della terra e la lotta per la libertà - I «goremycniki», gli ottobristi e i cadetti - Libertà di critica e unità d'azione - Cattivi consigli - Voci e pettegolezzi sullo scioglimento della Duma di stato - Kautsky e la Duma di stato - I cadetti, i trudoviki e il partito operaio - Come ragiona il compagno Plekhanov sulla tattica della socialdemocrazia? - Risoluzione (II) del comitato pietroburghese del POSDR sulla Duma di stato - Sulla parola d'ordine del ministero della Duma - L'attuale situazione politica - La tattica del proletariato e i compiti del momento - La socialdemocrazia tedesca a proposito dei cadetti - Fra giornali e riviste - Decidano gli operai! - «Non bisogna guardare in alto, ma in basso» - La reazione scatena la lotta armata - Risoluzione (III) del comitato pietroburghese del POSDR sul ministero della Duma. EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2002 pag 525 8°  premessa nota dell'editore note cronaca biografica (cronologia) indice dei giornali e delle riviste indice nomi glossario; traduzione di Ignazio AMBROGIO. ['Imparate dai nemici, compagni operai che aspirate a creare una organizzazione operaia apartitica o che siete comunque indifferenti di fronte a questa aspirazione! Ricordate il 'Manifesto del partito comunista' di Marx e di Engels, che parla di 'trasformazione' del proletariato in 'classe' mediante il progressivo sviluppo non soltanto della sua unità, ma anche della sua 'coscienza'. Ricordate l'esempio di paesi come l' Inghilterra, nei quali la lotta di classe del proletariato contro la borghesia è stata condotta sempre e dappertutto; ma nei quali il proletariato è rimasto tuttavia diviso, i suoi eletti sono stati comprati dalla borghesia, la sua coscienza è stata corrotta dagli ideologi del capitale, la sua forza è stata dissipata mediante il distacco dell' aristocrazia operaia dalla massa degli operai. Ricordate tutto questo, compagni proletari, e perverrete alla convinzione che soltanto il proletariato socialdemocratico è un proletariato consapevole dei propri compiti 'di classe'. Abbasso l'apartiticità! L'apartiticità è stata sempre e dappertutto strumento e parola d'ordine della borghesia. Noi possiamo e dobbiamo, a certe condizioni, marciare insieme con i proletari non coscienti, insieme con i proletari che accettano dottrine non proletarie (il programma dei «socialisti-rivoluzionari»), ma non dovremo mai e in nessun caso attenuare il nostro rigoroso spirito di partito, non dovremo mai e in nessun caso dimenticare, né permetterci di dimenticare, che l'ostilità per la socialdemocrazia nelle file della classe operaia è un residuo di concezioni borghesi in seno al proletariato' (pag 50-51) [Lenin, 'Imparate dai nemici', Novaia Gizn, n. 16, 18 novembre 1905] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Werner Heisenberg e la bomba atomica tedesca PDF Stampa E-mail
BERNARDINI Carlo MINERVA Daniela, L'ingegno e il potere. Disegno di un rapporto complesso, affascinante, inevitabile attraverso i tempi e i protagonisti. SANSONI EDITORE. FIRENZE. 1992 pag 274 8°  introduzione note appendice: cronologia delle principali scoperte e invenzioni tecniche; indice nomi; Sansoni Saggi. Carlo Bernardini è nato a Lecce nel 1930 ed è ordinario di Metodi matematici della fisica all'Università di Roma La Sapienza. Ha pubblicato vari testi divulgativi e universitari tra cui 'Fisica e strumenti matematici' (Editori Riuniti), 'Che cos'è una legge fisica', 'Fisica degli atomi e dei nuclei' (in collaborazione). Daniela Minerva è nata a Bologna nel 1958. Ha studiato filosofia all'Università di Bologna e giornalismo scientifico all'Università della California. Ha collaborato al settimanale L'Espresso. ['Tra la fine del 1938 e i primi mesi del 1939, dopo la scoperta della fissione nucleare dell'uranio da parte dei tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann, molta gente lavorò alacremente quei nuovi problemi di fisica nucleare e alle loro possibili applicazioni. Del progetto Manhattan parleremo fra poco. Assai più controverse, invece, sono le conoscenze sui programmi tedeschi sotto il nazismo. La scoperta della fissione dell'uranio era stata un vero fulmine a ciel sereno, dopo che gli italiani della scuola di Fermi, che pure avevano iniziato l'attività con i neutroni lenti già da alcuni anni, non erano riusciti però a identificare l'inaspettata natura del processo dominante accantonando come fantasiose le ipotesi dei coniugi Noddack che suggerivano che il nucleo di uranio si scindesse in due parti. Come oggi sappiamo, questo è ciò che effettivamente avviene nell'isotopo 235 dell'uranio, con grande liberazione di energia; l'isotopo è presente nell'uranio naturale in frazione non del tutto esigua, lo 0.7 per cento. Già nell'aprile del 1939 il fisico tedesco Wilhelm Hanle aveva fatto un seminario a Goettingen sulla possibilità di produrre energia nucleare mediante una pila a uranio-grafite: un rapporto sul seminario era stato inoltrato da Georg Joos al ministro dell'istruzione pubblica, che l'aveva girato a sua volta a Abraham Esau, delegato per la fisica al Consiglio delle ricerche del Reich. Nel frattempo, sia Nikolaus Riehl (un allievo di Hahn e di Lise Meitner) che Paul Harteck e Wilhelm Groth (due chimici-fisici) avevano ritenuto opportuno mettere al corrente l'autorità militare che, subito dopo, decise di coinvolgere numerosi istituti tedeschi nello studio dell'impiego della fissione. Alle ricerche sulla fattibilità di un reattore e sulla produzione di esplosivi nucleari si dedicarono numerosi scienziati di alto livello: tra di essi, Bothe, Clusius, Gerlach, Hahn, Harteck e Heisenberg. Rifiutò di partecipare l'olandese Peter Debye che, in quell'occasione, emigrò a Cornell, negli Stati Uniti, lasciando la direzione dell'istituto Kaiser Wilhelm a Diebner (nel luglio del 1942 gli succedette Heisenberg). Lo studio di fattibilità fu completato nel 1941, ma l'autorità militare ebbe qualche esitazione nel decidere l'inizio di un programma sperimentale in cui la possibilità di costruire una bomba si prospettava come non immediata se non remota. Tuttavia il programma ebbe inizio, e Heisenberg vi assunse un ruolo di primo piano: nel giugno del 1942 rischiò addirittura la vita per l'esplosione prodotta da una bolla d'idrogeno formatasi a causa dell'umidità su polvere metallica di uranio. A che punto erano arrivati gli scienziati tedeschi quando la guerra ebbe fine? La cosa non è completamente chiarita. Quando gli americani arrivarono in Germania, incaricarono un ufficiale della riserva di partecipare a una famosa missione di indagine segreta, la missione Alsos: l'ufficiale era il fisico di origine olandese Samuel Goudsmit, molto noto per avere scoperto, con George Uhlenbeck, una proprietà degli elettroni nota come «spin». La missione aveva lo scopo di rintracciare ogni documento sull'attività nucleare dei tedeschi, e di dare la caccia agli scienziati che avevano partecipato a quella attività. Nel 1947, Goudsmit pubblicò un resoconto della vicenda in un libro che si intitolava 'Alsos' e che divenne ben presto famoso. Ma, nel corso del 1946, Goudsmit aveva già pubblicato alcuni articoli in cui egli cercava di mostrare al grosso pubblico quanto l'effetto del nazismo fosse stato disastroso per la scienza tedesca e quanto in generale fosse da respingere ogni forma di controllo militare sulla ricerca, anche in America. Più o meno nello stesso periodo, Heisenberg e von Weizsäcker, ritornati dal campo di prigionia inglese; avevano cercato di scrivere un articolo sul loro lavoro durante la guerra; l'articolo era stato bloccato in un primo tempo dall'autorità militare inglese in Germania, ma era poi uscito nel novembre 1946 sulla rivista «Die Naturwissenschaften». (...) In Heisenberg scatta, subito dopo la guerra, la molla dell'«effetto Kwai», sul quale torneremo. Egli vuole dimostrare che non avrebbe permesso di portare il progetto alle estreme conseguenze ma, al tempo stesso, tiene a descrivere il lavoro del suo gruppo come lavoro di altissima qualità che aveva già raggiunto importanti risultati' (pag 84-86)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
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