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Trotsky: 'll socialismo ha per obiettivo la completa realizzazione della personalitą umana' PDF Stampa E-mail
TROTSKY Leon, La vita è bella. CHIARE-LETTERE. MILANO. 2018 pag XV 74 16° premessa di David BIDUSSA, riferimenti note epilogo: 'Una nuova rivoluzione è inevitabile'; Collana Biblioteca Chiarelettere. ['Lo stalinismo è il flagello dell'Urss e la lebbra del movimento internazionale operaio. Non ha nulla da dire nel campo degli ideali. Questa macchina spaventosa sfrutta ancora il dinamismo della più grande rivoluzione sociale e la tradizione del suo vittorioso eroismo. Dall'impeto creativo della violenza rivoluzionaria a un dato momento della storia. Stalin, con la sua caratteristica mediocrità, ha dedotto l'onnipotenza della violenza in genere. Senza rendersene conto, egli è passato dalla violenza rivoluzionaria volta contro gli sfruttatori a quella controrivoluzionaria diretta contro i lavoratori. Così si compie, dietro le antiche formule, la liquidazione della Rivoluzione d'ottobre. Nessuno - e non escludo nemmeno Hitler - ha inferto al socialismo colpi così mortali. Hitler assale le organizzazioni operaie dall'esterno, Stalin le attacca dall'interno. Questo distrugge il marxismo, Stalin lo prostituisce. Non un solo principio resta integro; non c'è ideale che non venga macchiato. Le stesse parole socialismo, comunismo sono compromesse dal momento che sgherri, senza alcun controllo, con l'etichetta di «comunisti» chiamano socialismo il regime da essi imposto. Nauseante profanazione! Il carcere della Gpu non è l'ideale della classe operaia militante. Socialismo significa regime di una trasparenza perfetta in seno al quale i lavoratori si governano da soli. Il regime stalinista ha il suo fondamento nel complotto dei governanti contro i governati. Socialismo significa cammino senza sosta verso l'uguaglianza. Stalin ha creato uno scandaloso sistema di privilegiati. Il socialismo ha per obiettivo la completa realizzazione della personalità umana. Dove e quando essa fu più oltraggiata di quanto lo sia nell'Urss? Il socialismo non avrebbe alcun valore senza i rapporti disinteressati, onesti, umani fra gli uomini. Il regime stalinista ha pervaso i rapporti sociali e individuali di menzogna, di arrivismo, di tradimento' (pag 58-59) [L. Trotsky, 'L'inizio della fine', testo scritto nell'estate del 1937 ripreso nella traduzione di L. Maitan, in L. Trotsky 'I crimini di Stalin', Casini Editore, Roma, 1966, pp. 323-333] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]


 
Theilard de Chardin, il 'principio della relativitą trasferito nella storia' PDF Stampa E-mail
TEILHARD DE CHARDIN Pierre, L'apparizione dell'uomo. IL SAGGIATORE. MILANO. 1979 pag 319 8°  prefazione di N.M. WILDIERS, note grafici bibliografia; traduzione di Ferdinando ORMEA, collana Opere di Teilhard de Chardin, 10. ['Ancor più importante è il fatto che, correlativamente a questo cambiamento di marcia, questa 'Nuova Evoluzione' sia diventata capace di utilizzare per i propri fini una forma di eredità anch'essa nuova: non solo le combinazione cromosomiche trasmesse per fecondazione, ma (processo assai più flessibile e più ricco senza essere perciò meno biologico), la trasmissione 'educativa' di un complesso continuamente modificato e accresciuto di procedimenti e di idee in seno al quale nascono, e in funzione del quale si sviluppano così intimamente, lungo tutta la storia, i vari individui umani, al punto che è rigorosamente illegittimo paragonare tra loro due uomini non contemporanei, estratti cioè dalla Noosfera a due momenti t e t', notevolmente di diversi (9). Per quale misterioso lavoro di ricerca e di selezione si costituisce, dalle più remote origini umane, questo nucleo, al tempo stesso 'additivo' e 'irreversibile', di istituzioni, di punti di vista al quale ci adattiamo sin dalla nascita e che continuiamo ciascuno a incrementare, più o meno coscientemente e infinitesimalmente, per tutta la vita? A quale fattore è dovuto il fatto che un'invenzione o un'idea, tra milioni di altre, «attechisca», cresca e finalmente si fissi inalterabilmente nel Dato, o 'Consensus', umano?... Non sapremmo davvero dirlo. Ma il fatto stesso che, sotto le oscillazioni culturali analizzate da uno Spengler o da un Toynbee, la marea di una 'Weltanschauung' comune, la percezione graduale di un 'Senso della Storia' (...), ascendono senza posa, sempre nella stessa direzione in seno alla Noosfera (*) - questo fatto materiale, ripeto, è incontestabile" (pag 288-289)] [(9) In altre parole, nella «natura umana», è (e sarà sempre più) necessario riconoscere, al di sopra dei caratteri individuali, l'esistenza di certe qualificazioni «noosferiche» (*). Come «cervello» e come «cuore», Bergson non valeva forse Platone. Ma, vivendo 2000 anni dopo Platone, egli scorgeva e sentiva delle cose che quest'ultimo non poteva né provare né vedere. Sarebbe un po' come il principio della Relatività trasferito nella storia] [(*) Secondo Theilard de Chardin (1881-1955), il dominio dell'evoluzione umana che si compie attraverso i mezzi spirituali, quali l'industria, la società, il linguaggio, l'intelligenza, in contrapposizione a biosfera, il dominio dell'evoluzione biologica (goog.)] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
 

  
 
"E' stato il sentimento nazionale a beffarci, č servito da copertura per trarci in inganno" PDF Stampa E-mail
SUSIC Mira, L'altra Germania. La Resistenza in uniforme. ALTRO MONDO EDITORE. VICENZA. 2010 pag 576 8° introduzione bibliografia; Collana Passato. Mira Susic si è laureata in lingue e letterature straniere presso l'Università degli studi di Trieste con alle spalle una lunga carriera di insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Lo studio delle lingue straniere l'ha portata ad approfondire l'interesse per le culture e la storia di vari paesi. ['L'unico del corpo ufficiali che rassegnò le dimissioni il 18 agosto del 1938 fu il generale Beck, uomo coerente, legato alla tradizione ed all'etica del soldato di professione desideroso di riportare il paese sui binari della legalità. Le sue dimissioni furono accettate il 21 agosto, ma dovevano rimanere segrete per non suscitare eccessivi malumori nella Wehrmacht. Il 27 agosto Beck passò le consegne al suo successore il generale Franz Halder. Il generale Beck seguì l'esempio di Kurt von Hammerstein-Equord, comandante in capo della Reichswehr fra il 1930 e il 1934. Von Hammerstein non nascose mai, fin dal giorno in cui Hitler si insediò nella Cancelleria, la sua avversione per il nazionalsocialismo. Apertamente e senza peli sulla lingua definì i nuovi governanti "una banda di delinquenti". Poiché l'atteggiamento ostile del generale verso il regime cominciava a suscitare disturbo nell'entourage del neoministro della difesa von Blomberg, questi cominciò ad avocare a sé le competenze di Hammerstein, perciò stanco e deluso il generale rassegnò le dimissioni dalla carica di comandante in capo della Reichswehr ritirandosi a vita privata e rifiutando ogni collaborazione con il regime nazista. «Durante il 1938, anno della crisi, uno soltanto dei generali tedeschi dimostrò pubblicamente di avere una spina dorsale e se ne andò, lasciando 'il fatuo' Hitler solo con i suoi progetti: Ludwig Beck. Quando si rese conto che le sue obiezioni non erano tenute in considerazione dal Führer, presentò le dimissioni. Suo successore a capo dello stato maggiore dell'esercito divenne il generale Franz Halder» scrive Guido Knopp. E' lecito chiedersi il perché di tanto immobilismo nelle file dei vertici militari della Wehrmacht. Come fu in pratica possibile che si fosse arrivati alla guerra senza un minimo scatto di orgoglio personale o di corpo da parte dei militari? Il generale Wilhelm von Thomas, catturato dai britannici, diede questo giudizio durante la sua prigionia nel castello di Trent Park: "Non è il caso di aspettarsi qualcosa dallo stato maggiore, ve l'assicuro. Quelli, al novantanove per cento, non hanno spina dorsale. Sono sempre stati individui servili. Non sono mai stati comandanti sul campo, sempre e soltanto 'aiutanti' di comandanti, ed è per questo che la maggior parte di loro non hanno spina dorsale. La loro è una mentalità tutta particolare frutto, fra l'altro, anche dell'educazione. Non è gente capace di un gesto risoluto". Il generale Johannes Bruhn, anch'egli catturato dai britannici e rinchiuso nel castello di Trent Park, si pose con franchezza questa domanda: "Mi chiedo com'è stato possibile che tutti noi si sia dato retta ad un fatuo come quel Hitler!". "Da che cosa è dipeso? Dal fatto che tutti gli ufficiali erano apolitici e convinti che il governo fosse onesto e corretto come loro. Se però fosse stato un governo democratico non gli avrebbero dato retta. E' stato il sentimento nazionale a beffarci, è servito da copertura per trarci in inganno". Trovò la risposta al quesito posto in seguito da molti storici il generale Gerard Fischer, anche lui prigioniero dei britannici nel castello di Trent Park. Significative sono però le parole del generale Johannes Bruhn: "Dal punto di vista negativo, da quello criminale, bisogna però ammettere che i nazisti hanno giocato davvero bene le loro carte, seguendo una logica spietata". (...) Il successore del generale Beck, il generale Franz Halder, che prese servizio per il suo nuovo incarico il 1 settembre del 1939, era il classico tipo di generale o ufficiale dello stato maggiore uscito dalla vecchia scuola: corretto, essenziale, di poche parole e estremamente professionale nel suo lavoro, cioè il classico militare apolitico e di carriera. Operava secondo il codice d'onore della casta militare, era in altri termini a servizio della Germania e non dei suoi governi. Il generale Halder aveva una sua opinione precisa di Hitler. Infatti definì il dittatore "un pazzo assetato di sangue" perciò nocivo per il bene del paese. Dopo il siluramento del generale Fritsch, il generale Halder si convinse della necessità della resistenza nelle file delle forze armate ad un usurpatore che secondo il suo giudizio si era posto al di fuori della tradizione nonostante l'acclamazione delle masse. Per Hitler valori come patria, morale, verità o umanità sono diventati in pratica strumenti da sfruttare nella sua smania di potere e volontà di potenza. Il generale Halder non intendeva per niente discostarsi dal suo predecessore generale Beck, e cioè di essere deciso e determinato a contrastare i progetti bellici di Htiler. "Sfruttare ogni possibilità offerta da questa carica per combattere Hitler' (pag 332-333-334-335-336)]  [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
 
 
 
'Il Medioevo non esiste se non come invenzione moderna' PDF Stampa E-mail
BOITANI Piero MANCINI Mario VARVARO Alberto a cura, saggi di Arianna PONZI Eugenio BURGIO Walter MELIGA Rita LIBRANDI Mario MANCINI Marc-René JUNG Charmaine LEE Paolo CHERCHI Luciano ROSSI Fabio TRONCARELLI Anna CORNAGLIOTTI Maria Luisa MENEGHETTI Daniela DELCORNO BRANCA Marco INFURNA Piero BOITANI Laura MINERVINI Alessandro BARBERO Corrado BOLOGNA Antonio GARGANO Mario MANCINI Giosuè LACHIN, Letteratura, Storia, Civiltà. Medioevo volgare. Volume 24. Diffusori e fruizione della letteratura romanza. CORRIERE DELLA SERA. MILANO. 2019 - SALERNO EDITRICE. ROMA. 2003 pag 673 8°  sigle note; 'Letteratura, storia, civiltà. Grecia antica, Roma antica, Medioevo'. ['Un recentissimo manuale di storia medievale, indirizzato ai nuovi corsi universitari triennali, non impiega mai, se non nel titolo, la parola «Medioevo» o l'aggettivo «medievale». Sembrerebbe a prima vista un 'tour de force' spericolato, come in quel romanzo di Perec scritto senza mai usare la lettera «e»; invece gli autori non sono costretti a nessuna acrobazia, e il lettore non si accorge di nulla fino a quando, arrivato all'ultimo capitolo, il gioco gli viene rivelato. Il passo in cui Massimo Montanari, curatore del volume, spiega le ragioni di questa scelta merita d'essere citato, perché è rivelatore d'una convinzione sempre più diffusa fra gli studiosi di quello che anche noi, per comodità o per forza d'inerzia, continueremo a chiamare Medioevo: «In questo testo medievale sembrerebbe impossibile non usare mai questo termine Ma proprio questa è stata la sfida del libro che giunge qui al capitolo conclusivo (...). La nostra scelta non è stata solo un abile gioco di prestigio ma un modo di comunicare un'idea che ci sta particolarmente a cuore: il Medioevo non esiste se non come invenzione moderna. E' un concetto che si sviluppa a iniziare dal XV secolo, che non ha nulla a che vedere con la realtà dei secoli cosiddetti medievali e che pertanto abbiamo deciso di trattare solo al termine del nostro percorso cronologico, quando effettivamente una storia del Medioevo, o meglio dell''idea' di Medioevo comincia a essere possibile (1)». E' necessario precisare che il capitolo finale del manuale, da cui sono tratte queste parole, s'intitola 'L'invenzione del Medioevo. Secoli XV-XXI'? Naturalmente non tutti gli specialisti si spingono così in là; e del resto «medievisti» è pur sempre l'unico termine che li designa e li rende immediatamente riconoscibili, sia nel mondo accademico sia di fronte al grande pubblico. Così, in un altro saggio recente, Giuseppe Sergi osserva: «fra gli storici, è ormai viva l'idea che "medioevo" è una pura convenzione periodizzante»; ma ne conclude che siamo comunque autorizzati a impiegarla, anche se per qualcuno il Medioevo finisce nell'anno Mille,  e per qualcun altro arriva fino alla rivoluzione industriale" (pag 505-506) [Alessandro Barbero, Età di mezzo e secoli bui] (pag 505-525) [(1) Massimo Montanari, 'Storia medievale' (in coll. con G. Albertoni, T. Lazzari e G. Milani), Laterza, 2002, p. 268] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  
 
Nitti a proposito dei nazionalisti: i loro giornali sembrano spesso scritti da dervisci ubriachi... PDF Stampa E-mail
GAETA Franco, Il nazionalismo italiano. EDITORI LATERZA. ROMA BARI. 1981 pag 303 8°  avvertenza note indice nomi; Collana Biblioteca Universale Laterza. Franco Gaeta, nato a Venezia nel 1926, è stato alunno di Federico Chabod e collaboratore di Nino Valeri. Ha insegnato Storia moderna nella facoltà di Lettere dell'Università di Roma. I suoi lavori principali hanno avuto per oggetto la storia dell'Umanesimo e del Rinascimento (Pio II, Valla, Erasmo, Aleandro, Machiavelli). Tra le sue pubblicazioni, due ampie sintesi: «Il Rinascimento e la Riforma» (1976), e l'aggiornamento relativo agli anni 1939-60 della "Storia universale" di Corrado Barbagallo. ['Non inferiore a quella gobettiana fu la virulenza di Nitti (45) nei confronti dei nazionalisti che a suo parere avevano «solo gli sfoghi letterari dei loro giornali che sembrano spesso scritti da dervisci ubriachi e che fanno qualche volta, almeno in Italia, dubitare dello stato mentale dei loro collaboratori». La irritazione di Nitti nasceva indubbiamente anche da motivi personali che non v'è alcuna necessità di documentare, ma anche in alcune delle sue pagine furono presenti valutazioni di un certo interesse, come, per esempio, in quella relativa ai rapporti tra nazionalismo e fascismo, in cui notò: «Il fascismo italiano, che forse in origine conteneva fra tante cose pessime qualcuna che non era spregevole, si è degradato completamente il giorno che si è solidarizzato con il nazionalismo e non avendo un suo programma ne ha accettato i metodi e le idee. Quel giorno la guerra, anzi una serie di guerre, la guerra in permanenza, l'arte per l'arte, sono diventate cose necessarie e quindi una serie di disfatte e la rovina inevitabile dell'Italia. Se i fascisti furono responsabili di reati numerosi contro la proprietà e contro le persone, i nazionalisti proclamando la violenza e la guerra, in omaggio ai loro principi teorici, si specializzarono invece nella loro attività pratica nei reati contro la proprietà e soprattutto contro la proprietà dello Stato»' (pag 53)] [(45) F.S. Nitti, 'Bolscevismo, fascismo, democrazia' (questo scritto è del 1926) in 'Opere', XI, Bari, 1961, pp. 254-62, e 'Rivelazioni', Bari, 1963, pp. 686-87] [ISC Newsletter N° 88] ISCNS88TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]  

 

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