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L'assassinio del leader del POUM, Andrés Nin, e la caccia ai militanti da parte dello stalinismo PDF Stampa E-mail
CATTELL David T., I comunisti e la guerra civile spagnola. FELTRINELLI. MILANO. 1962 pag X 333 8°  prefazione, bibliografia, giornali: spagnoli, russi, altri, bollettini, note, Collana I fatti e le idee. David Treadwell Cattell, Università di California, analizza in questo volume la tattica seguita dai comunisti (PCE) nel corso della rivoluzione spagnola. ['La sconfitta di Caballero ad opera dei comunisti ebbe conseguenze molto gravi per il POUM che era la loro bestia nera. Pretendendo che il governo mettesse fuori legge il POUM, i comunisti avevano precipitato la crisi ministeriale e, ottenuto il successo, ne colsero la ricompensa e mossero senza indugio all'annientamento totale dell'avversario. Il 16 giugno 1937, dietro loro pressione, Julian Zugazagoitia, ministro dell'interno, ordinò l'arresto del Comitato Centrale del POUM. L'ordine venne immediatamente eseguito e poco tempo dopo il popolare leader del partito Andrés Nin sparì dalla prigione. Pare che sia stato prelevato dalla Ceka e quindi ucciso o mandato in Russia. Dopo l'arresto del Comitato Centrale, tutti gli iscritti al POUM diventarono bersaglio del terrore comunista e corsero il rischio di finire in galera. Si dice che gli arrestati furono più di un migliaio. In seguito, Prieto sostenne che il governo non aveva mai dato il suo consenso a questi arresti. La cosa può essere vera, ma altrettanto vero è che nessuna misura venne presa per far cessare il terrore (8). Quest'ondata di arresti e di vendette contro il POUM fece una pessima impressione all'estero tra gli elementi d'opinione liberale, e in tutto il mondo i partiti operai insieme a quelli di sinistra non comunisti condannarono l'operato dei comunisti. Due diverse delegazioni internazionali di sinistra furono inviate in Spagna per condurre un'inchiesta sull'attività del POUM, e per vedere se realmente questo partito fosse colpevole di tradimento. Ambedue le delegazioni conclusero che il POUM e i suoi leaders erano innocenti e che la polizia li aveva arrestati abusivamente senza l'autorizzazione del governo (9). Di fronte alla reazione sfavorevole suscitata in Spagna e all'estero, il processo contro il Comitato Centrale del POUM fu fatto rimandare dai comunisti al mese di ottobre, quando le proteste si sarebbero calmate. Visto che i leaders erano in prigione e non potevano nuocere, non c'era immediata necessità di processarli. Nel frattempo i comunisti prepararono il loro atto d'accusa contro il POUM, accompagnandolo con un'accurata campagna di propaganda come avevano già fatto in Russia per giustificare lo stesso genere di epurazioni. L'obiettivo principale dei comunisti era quello di seguire in Spagna la stessa linea adottata in Russia' (pag 219-220) [(8) In un'intervista con Prieto, apparsa su 'La Flèche' il 18 agosto 1937, il ministro esponeva il suo punto di vista dicendo: "Ciò che è grave è che l'arresto dei leaders del POUM non era stato deciso dal governo, e che la polizia aveva proceduto a questi arresti di propria iniziativa. I responsabili - continuava  non sono i capi della polizia ma i loro collaboratori che si sono lasciati prendere la mano dai comunisti nell'esercizio delle loro normali mansioni..." (citato in Paul Lapeyre, 'Révolution et contre-révolution en Espagne', Paris, Spartacus Cahiers Mensuels, Nouvelle Série, n. 9, febbraio 1938, p. 28); (9) Per le conclusioni della seconda delegazione capeggiata da James Maxton, deputato del Partito Laburista Indipendente inglese, vedi Lazarillo de Tormes, 'España cuna de la libertad', pp. 182-185] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]    
  

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La passione di Darwin per la geologia: il suo maestro in questo campo è stato Lyell PDF Stampa E-mail
BOUANCHAUD D.H., Attualità di Darwin. La vita e le opere. FELTRINELLI. MILANO. 1982 pag 164 16°  introduzione: 'Charles Darwin, viaggiatore del mondo e della mente' di Giorgio CELLI, note illustrazioni, cronologia: 'Vita e opere di Charles Darwin', opere postume, bibliografia; Collana UE Universale Feltrinelli; traduzione dal francese di Giorgio CELLI; titolo originale: 'Charles Darwin et le transformisme'. ['I posteri non ricordano il nome di Darwin come quello di un geologo. Eppure i suoi studi, le sue letture, le sue osservazioni e le sue pubblicazioni dimostrano che egli è un maestro di questa scienza. È un fatto di grande importanza perché è certamente dallo studio delle geologia che Darwin trasse l'essenziale del suo metodo di lavoro. Questa scienza costituisce il modello delle cosiddette "scienze naturali storiche", in opposizione alle scienze naturali che si rifanno alla sperimentazione. Ogni storia delle teorie trasformiste in biologia deve essere accompagnata da una storia delle teorie sulle quali si fonda la geologia dell'epoca. Esiste, infatti, un netto parallelismo tra la maniera in cui si concepisce la storia della Terra e quella degli esseri viventi che la popolano. La passione di Darwin per la geologia, il livello di sviluppo che questa scienza aveva raggiunto nel 1830 e l'apporto di Darwin stesso in quest'ambito spiegano ampiamente il suo pensiero evoluzionista in biologia. Il vero maestro di Darwin in questo campo è Lyell, di cui il naturalista ha letto, a bordo della Beagle, l'opera essenziale: 'Principi di geologia'. Dapprima molto discussa, quest'opera conobbe un grande successo ed ebbe tra il 1830-1872 una dozzina di edizioni. Il titolo completo dell'ultima edizione: 'Principi di geologia o i cambiamenti moderni della Terra e dei suoi abitanti in una prospettiva geologica' evidenzia il legame che si deve stabilire tra la geologia, la paleontologia e la biogeografia. Nella storiografia della Terra si possono distinguere due grandi concezioni generali. Una è l'"uniformismo" (o "attualismo") secondo il quale le cause che hanno agito nel passato modellando l'aspetto della Terra sono identiche (qualitativamente, o qualitativamente e quantitativamente) alle cause che agiscono nel presente. L'altra è il "catastrofismo" che suppone che la Terra abbia subito in passato sconvolgimenti violenti che più non hanno degli equivalenti attuali. Eruzioni vulcaniche gigantesche e diluvi universali sono tra le cause improvvise e brutali dei mutamenti terrestri. I metodi e le tecniche di cui disponevano i geologi del XIX secolo per suffragare le loro teorie erano piuttosto rudimentali e alla loro preferenza per una concezione o l'altra non erano generalmente estranee ragioni soggettive e ideologiche. In generale, si può affermare che l'uniformismo è posteriore al catastrofismo. Il momento della transizione si dà precisamente gli inizi dell'ottocento' (pag 22-23)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 


 
Forte spinta ai matrimoni, alle nascite e all'arricchimento dopo la grande peste del Trecento PDF Stampa E-mail
GALASSO Giuseppe, Storia d'Italia. Volume quindicesimo. Tomo primo. Il Regno di Napoli. Il Mezzogiorno angioino e aragonese (1266-1494). UTET. TORINO. 1992 pag XV 919 8°  introduzione: 'Il nome e le origini del Regno di Napoli', note, foto illustrazioni iconografia. ['Il quadro muta, indubbiamente, dopo la metà del secolo. Il salasso demografico dovuto alla peste fu in qualche misura compensato da una controspinta assai forte nei matrimoni e nelle nascite. Buccio da Ranallo, espresse alla sua maniera rozza, ma icastica il fenomeno di una vera e propria corsa alle nozze non solo da parte di celibi e nubili, vedovi e vedove, bensì anche di religiosi e religiose, che «buttaru lu habitu», e di persone anziane («homo di novant'anni - la citola pigliosse». Il cronista aquilano segnalava pure che, sull'onda di questo grande slancio di vitalità, erano venute meno le preoccupazioni di ordine morale e religiose, («de satisfare l'anima - poco era chi se cura»), poiché si preferiva cogliere le opportunità di migliorare il proprio stato aperte dallo stesso rarefarsi della popolazione («a crescere e arriccare - poneano studio e cura» (1). Qualche parte del Regno, che aveva meno sofferto per le traversie della pestilenza, come la Calabria, poté ospitare profughi dalla Sicilia (2). Poi - superatosi anche il giubileo del 1350, che si diceva aver portato in Roma da 1.000.000 a 1.250.000 persone, grande e singolare occasione di contagio di massa, date le circostanze - seguirono anni più tranquilli. Vi furono ancora anni di carestia (...) ma, come si vede, non così frequenti come erano stati prima del 1348. Frequenti, invece, anche se meno devastanti e diffuse, continuarono ad essere le epidemie: 1356, 1360-63, 1367, 1371-74, 1384-85, 1399-1400, 1422-25, 1429-31, 1435 e seguenti, 1448-51, 1458, 1466, 1477-79, 1493 (4)' (pag 823-824)] ['Prima e dopo la «grande crisi» del secolo XIV' 'Vicende sanitarie e naturali'] [(1) L'edizione qui seguita è Buccio di Ranallo, 'Cronica Aquilana', a cura di DE Bartholomaeis, Roma, 1907 (...); (2) M. Villani, 'Cronica', lib. I, cap. 31; (3) Un'indicazione generale sul tema in S. Mazzi, 'Salute e società nel medioevo', Firenze 1978; (4) Corradi, 'ad annos'] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org] 
  

 
Guerra 1870-71. Il sogno di Garibaldi per un 'santo patto della fratellanza fra le nazioni' PDF Stampa E-mail
BIZZONI Achille, Impressioni di un volontario all'esercito dei Vosgi. CASA EDITRICE SONZOGNO. MILANO. 1871 pag 299 16°  preludio. ['Già inoltrata era la notte, quando, col nostro generale, entravamo a cavallo, il capitano Druon ed io, nel cortile della prefettura di Dijon. Vidi Garibaldi, e mi ricordo che, tentando di rivolgergli una congratulazione per la terza e splendida vittoria, mi si imbrogliò talmente la lingua che non seppi spiegarmi, tant'era la mia emozione nel rivedere quell'uomo tanto grande, tanto semplice, tanto terribile pel nemico sui capi, e tanto cortese. Egli era occupato a dettare il famoso ordine del giorno ai suoi soldati, il quale incominciando con l'eloquente foga che si riscontra in quelli di Napoleone I, finiva paternalmente, con bonomia veramente unica fra i capitani, dando consigli militari dapprima, ed insegnando il reciproco affetto ai soldati, il rispetto ai cittadini, l'amore alla repubblica. «Ai prodi dell'esercito de' Vosgi. «Ebbene, voi le avete rivedute le calcagna dei terribili soldati di Guglielmo, giovani figli della libertà!». Così cominciava quell'eloquente programma..., era il soldato vittorioso che parlava. Ma più innanzi il cittadino si rivela in tutta la sua purezza, più che capo, padre de' suoi solati: «Siate fra voi affettuosi, quanto siete bravi, acquistatevi l'amore delle popolazioni di cui siete difensori e sostegno, e noi lo scuoteremo in modo da polverizzarlo l'insanguinato e tarlato trono del dispotismo, e noi lo fonderemo sul suolo capitale della nostra bella Francia il santo patto della fratellanza fra le nazioni». Splendido sogno... Il disinganno non tardò a venire; ma Garibaldi, grande sempre, partì, senza astio in cuore; per la sua romita Caprera... Egli non è di quegli ingiusti che delle colpe de' governi chiamano responsabili i popoli, vittime prime de' governi stessi. La Francia lo salutava con due milioni di voti, il governo francese lo proscriveva quasi, dopo di averlo insultato. E se i popoli imparassero a giudicarsi meglio, non confonderebbero più le calunnie, le infamie di una stampa prezzolata, che si vanta di rappresentare la pubblica opinione, con le proprie aspirazioni'(pag 266-267)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Uno degli esempi più clamorosi di ipocrisia e mistificazione ai danni della Repubblica spagnola PDF Stampa E-mail
CARONNA Mario, Le cause della guerra civile spagnola (1936-39). ISEDI - ISTITUTO EDITORIALE INTERNAZIONALE. MILANO. 1977 pag 111 8°  introduzione, conclusioni, cartina, glossario, bibliografia essenziale ragionata, cronologia, Collana 'I grandi eventi storici e le loro cause'. ['Un lungo discorso andrebbe svolto sull'atteggiamento delle potenze occidentali, soprattutto dell'Inghilterra, all'interno del "Comitato di non intervento" (1) di cui si è già accennato. Inghilterra, Francia e Stati Uniti rispettarono rigorosamente il non intervento in Spagna, ponendo sullo stesso piano i rappresentanti del potere costituito e il governo dei militari ribelli, e in sostanza agevolando i franchisti che invece potevano usufruire  dell'aiuto diretto delle potenze fasciste, mentre la Repubblica riceveva aiuti solo dall'Unione Sovietica e dal Messico, aiuti resi difficoltosi dalla notevole distanza di quei paesi e dal fatto che il Mediterraneo e l'Atlantico erano già infestati da numerosi sommergibili italiani e tedeschi. Tale politica delle potenze occidentali, ispirata soprattutto dalla Gran Bretagna, si collocava nel quadro dell''appeasement', la politica di "alleggerimento" riguardo alla passata rigidità verso la Germania stabilita dalla "pace di Versailles" alla fine della Prima guerra mondiale, con la speranza che il dare spazio alle rivendicazioni nazionalistiche, espansionistiche della Germania di Hitler avrebbe rivolto la ricostituita potenza militare tedesca contro l'oriente e l'Unione Sovietica risparmiando dallo scontro armato l'Europa occidentale. La Spagna fu quindi una merce di scambio di questa illusione delle potenze occidentali, così come lo furono in seguito l'Austria e la Cecoslovacchia' (pag 82-83) [(1) dal glossario: 'Su iniziale proposta inglese fu firmato nell'agosto del 1936 un "Patto di non intervento" attraverso il quale i governi firmatari si impegnavano a non intervenire nelle faccende interne spagnole, a non aiutare né con invio di truppe regolari o volontarie, né con invio di armi, nessuna delle due parti spagnola in causa. Firmarono il patto, successivamente, la Francia, la Germania, l'Italia, gli Stati Uniti, l'Unione Sovietica. (...) A parte l'assurdità giuridica di un patto internazionale che poneva sullo stesso piano un governo legale e un esercito ribelle, il Patto e il Comitato furono uno degli esempi più clamorosi di ipocrisia e mistificazione ai danni della Repubblica spagnola perché permise alle potenze occidentali di giustificare una mancanza totale di aiuti di ogni tipo al governo spagnolo legittimo mentre da parte tedesca e italiana si continuò a mandare ai franchisti armi e truppe in aumento cospicuo e determinante' (pag 98-99)] [ISC Newsletter N° 92] ISCNS92TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]   
  

 
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