spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow News
News
'Presto o tardi il diritto d'asilo per i rifugiati politici verrà soppresso nella pratica' PDF Stampa E-mail
HORKHEIMER Max, Crepuscolo. Appunti presi in Germania, 1926-1931. EINAUDI. TORINO. 1977 pag 138 16°  nota introduttiva e traduzione di Giorgio BACKHAUS, premessa dell'autore (1933); Collana Nuovo Politecnico. Max Horkheimer (1895-1973) è stato direttore dell'Istituto di scienze sociali di Francoforte, e durante il nazismo ha insegnato a Parigi e negli Stati Uniti. Dopo la fine della guerra ha tenuto la cattedra di filosofia all'Università di Francoforte. Tra i suoi scritti ricordiamo 'Eclisse della ragione' (Einaudi, 1969), 'Teoria critica' (Einaudi, 1974) e in collaborazione con .T.W. Adorno 'Dialettica dell'illuminismo' (Einaudi, 1966) e 'Lezioni di sociologia' (Einaudi, 1966). In merito  a 'Crepuscolo. Appunti presi in Germania, 1926-1931', si tratta di appunti occasionali, che non sono stati limati e neppure ordinati dall'autore. ['Il XX secolo è l'epoca delle possibilità illimitate. Le prestazioni della tecnica crescono di giorno in giorno...Lo straordinario si è fatto quotidiano" (pag 7); "Nella fase attuale il sistema capitalistico è lo sfruttamento organizzato su scala mondiale" (pag 23); "Marx ha svelato la legge dell'ordine disumano vigente e ha indicato le leve da impiegare per crearne uno più umano" (pag 33); "Il vero eroismo è l'interesse appassionato, incurante della propria vita, per un valore socialmente rilevante" (pag 35); "Che Gesù abbia cacciato con la verga i mercanti dal tempio, è già servito a giustificare teologicamente molti atti di violenza" (pag 40); "Se un uomo di modeste origini si trova eccezionalmente nella situazione di partecipare a una conversazione tra persone di rango e di prestigio, di regola le sue osservazioni hanno più di frequente la forma soggettiva di quanto non accada agli altri. (...) Le sue osservazioni hanno un nesso evidente con avvenimenti della sua vita privata" (Sulla psicologia della conversazione) (pag 61); "L'universale precetto morale della coerenza sembra avere una caratteristica peculiare: essere più favorevole ai tiranni che ai poeti poveri" (pag 84); "Il grande Bacone ha sostenuto il dovere del medico di combattere i tormenti della malattia non solo quando l'alleviamento della sofferenza conduce alla guarigione, ma anche «per assicurare al malato, quando non vi è più speranza, una morte dolce e serena». Ma in tutta la storia passata questo dovere è stato rispettato solo nella misura in cui il medico temeva, in caso contrario; di pagarne le conseguenze" (pag 88); "Presto o tardi il diritto d'asilo per i rifugiati politici verrà soppresso nella pratica. Esso è inadeguato al presente. Quando l'ideologia borghese prendeva ancora sul serio la libertà e l'eguaglianza e lo sviluppo illimitato di tutti gli individui si presentava ancora come scopo della politica, anche l'esule politico poteva ancora essere considerato intoccabile. Il moderno diritto d'asilo rientrava nella lotta del terzo stato contro l'assolutismo, esso era fondato sulla solidarietà della borghesia nell'Europa occidentale e negli stati arretrati. Oggi che il capitale concentrato in poche mani è effettivamente diviso al suo interno, ma è diventato potenza mondiale solidale e reazionaria contro il proletariato, il diritto d'asilo si fa sempre più fastidioso. Esso è superato. Nella misura in cui le frontiere politiche dell'Europa non corrispondono proprio alle differenze di interessi di gruppi economici avversari comprendenti più nazioni, esse fungono quasi unicamente come generale strumento di dominio ideologico e come strumento propagandistico dell'industria bellica. Il diritto d'asilo scomparirà al cospetto degli interessi comuni della classe capitalistica internazionale, salvo che per gli esuli russi o i terroristi nazionalisti. Ma chi ha osato levar la mano contro il mostro che è il capitale dei trust, in futuro non avrà pace e non riuscirà a sottrarsi alle grinfie del potere" (pag 91)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
Hegel: Rousseau non tiene conto del diritto positivo degli Stati PDF Stampa E-mail
HEGEL G.W.F., Lezioni sulla storia della filosofia. Volume III. 2. La filosofia moderna. "LA NUOVA ITALIA" EDITRICE. FIRENZE. 1973 pag 428 8°  note indice nomi, traduzione di Ernesto CODIGNOLA e Giovanni SANNA, Collana Classici della filosofia, 3° ristampa. ['Nella lotta intesa a stabilire saldamente per sè nello Stato i rapporti giuridici, a fondare una costituzione di diritto, si fece strada la riflessione del pensiero, che vi assunse una parte essenziale; e come già in Ugo Grozio, così anche in Pufendorf accadde che l'impulso costruttivo dell'uomo, e specialmente l' istinto sociale, ecc., furono elevati a principio. (...) Per Pufendorf il fondamento dello Stato è l'impulso della sociabilità: scopo supremo dello Stato sono la pace e la sicurezza della vita sociale da conseguirsi mediante la trasformazione dei doveri interni di coscienza in doveri coattivi esterni' (pag 178-179); '[Che cosa] Rousseau disse circa lo Stato. Egli si pose il problema della giustificazione assoluta di esso: qual è la base dello Stato? Il diritto di dominare e di unire, del rapporto dell'ordine, del governare e dell'esser governati, tutto questo egli da un lato lo intende fondato storicamente sulla violenza, sulla coercizione, sulla conquista, sulla proprietà privata, ecc. (1). Ma Rousseau a principio di codesta giustificazione pone la libera volontà, e senza tener conto del diritto positivo degli Stati risponde all'accennata domanda, che l'uomo ha la volontà libera, poichè «la libertà è ciò che qualifica l'uomo. Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare ad essere uomini. Non essere libero è perciò una rinuncia ai propri diritti di uomo e persino ai propri doveri». Lo schiavo non ha nè diritti nè doveri. Rousseau dice adunque (cap. VI): «Compito fondamentale è trovare una forma di associazione che difenda e protegga, con l'intera forza comune, la persona e i beni di ogni membro, e in cui ognuno, nell'aderire a questa associazione, obbedisca soltanto a se stesso e resti libero come prima. La soluzione è data dal contratto sociale», il quale sarebbe appunto questo legame, in cui ognuno conserva la sua volontà. Questi principi, posti così nella loro astrattezza sono certamente giusti, non si potrebbe non trovarli tali, ma l'ambiguità incomincia subito dopo. L'uomo è libero: indubbiamente è questa la natura sostanziale dell'uomo, ed essa nello Stato non soltanto non viene sacrificata, ma soltanto in esso si costituisce realmente. La libertà di natura, la disposizione alla libertà non è la libertà effettuale; soltanto lo Stato realizza la libertà. L'equivoco circa la volontà generale incomincia da questo, che il concetto di libertà non deve esser inteso nel senso di casuale arbitrio individuale, ma nel senso di volontà razionale, di volontà in sè e per sè. La volontà generale non deve essere considerata come composta delle volontà espressamente individuali, in modo che queste ultime rimangano assolute, altrimenti sarebbe giusta la proposizione: «dove la minoranza deve obbedire alla maggioranza, là non è libertà». La volontà generale invece dev'essere la volontà razionale, anche se non se ne abbia coscienza; quindi lo Stato non è una unione che venga stretta dall'arbitrio dei singoli' (pag 260-261)] [(1) Rousseau, Du contrat social (Lione, 1790), libro I, cap. III, p. 8-9, cap. IV, p. 10-11, 13-16] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]


  
Leggi tutto...
 
Oggi l'attività nei sindacati acquista un'enorme importanza. Avvicinare i sindacati al partito PDF Stampa E-mail
LENIN V.I., Opere XIII. Luglio 1907 - marzo 1908. Contro il boicottaggio - In memoria del conte Heiden - Tesi del rapporto tenuto l'8 luglio alla conferenza cittadina di Pietroburgo sulla questione dell'atteggiamento del partito operaio socialdemocratico russo verso la terza Duma - La terza conferenza del PSODR - Note di un pubblicista - Il congresso internazionale socialista di Stoccarda I -  Il congresso internazionale socialista di Stoccarda II - Prefazione alla raccolta «Dodici anni» - Rivoluzione e controrivoluzione - La terza Duma - Un articolo di Plekhanov - Conferenza dell'organizzazione di Pietroburgo del POSDR - Si prepara un'«orgia ripugnante» - Ma i giudici chi sono? - Prefazione all'opuscolo di Voinov (A.V. Lunaciarski) sull'atteggiamento del partito verso i sindacati - La questione agraria e i «critici di Marx» - Il programma agrario della socialdemocrazia tedesca nella prima rivoluzione russa del 1905-1907 - I dibattiti sull'estensione dei diritti della Duma in fatto di bilancio - Poscritto all'articolo «I dibattiti sull'estensione dei diritti della Duma in fatto di bilancio» - Note politiche - Dichiarazione della redazione del «Proletari» - Lettera ad A.M. Gorki - La nuova politica agraria - Neutralità dei sindacati - L'incidente occorso al re del Portogallo - Gli insegnamenti della Comune - Una dimostrazione patriottica su ordinazione della polizia - I liberali ingannano il popolo - Come il liberalismo internazionale giudica Marx. EDIZIONI LOTTA COMUNISTA. MILANO. 2002 pag 506 8°  premessa nota dell'editore note cronaca biografica (cronologia) indice dei giornali e delle riviste indice nomi glossario; traduzione di Ivo SOLFRINI. ['Oggi a proposito della questione dei sindacati è necessario sottolineare altrettanto risolutamente che il bolscevismo segue la tattica della socialdemocrazia rivoluzionaria in tutti i campi di lotta, in tutti i campi di attività. La differenza tra il bolscevismo e il menscevismo non sta nel fatto che il primo «neghi» il lavoro nei sindacati o nelle cooperative, ecc., ma nel fatto che il primo 'segue una linea diversa' nel lavoro di propaganda, agitazione e organizzazione della classe operaia. Oggi l'attività nei sindacati acquista, senza dubbio, un'enorme importanza. Il contrapposizione al neutralismo dei menscevichi, noi dobbiamo svolgere quest'attività ponendoci lo scopo di avvicinare i sindacati al partito, di sviluppare una coscienza socialista, e di comprendere i compiti rivoluzionari del proletariato. Nell'Europa occidentale il sindacalismo rivoluzionario è stato in molti paesi il risultato diretto e inevitabile dell'opportunismo, del riformismo e del cretinismo parlamentare. Anche da noi i primi passi dell'«attività della Duma» hanno immensamente rafforzato l'opportunismo, hanno condotto i menscevichi sino al servilismo nei confronti dei cadetti. Plechanov, per esempio, nel suo ordinario lavoro politico 'si è unito' di fatto ai signori Prokopovic e Kuskova. Nel 1900 egli si scagliò contro di loro, accusandoli di bernsteinismo, perché contemplavano soltanto le «parti posteriori» del proletariato russo ('Vademecum per la redazione del «Raboceie Dielo»', Ginevra, 1900). Negli anni 1906-1907 le prime schede elettorali gettavano Plechanov tra le braccia di questi signori, che oggi contemplano le «parti posteriori» del liberalismo russo. Il sindacalismo non può non svilupparsi sul terreno russo come reazione contro questa vergognosa condotta di «eminenti» socialdemocratici. In maniera del tutto giusta, perciò, il compagno Voinov definisce la propria linea, invitando i socialdemocratici ad imparare 'sull''esempio dell'opportunismo e 'sull''esempio del sindacalismo. Lavoro rivoluzionario nei sindacati; spostamento del centro di gravità dai trucchi parlamentari all'educazione del proletariato, all'unione compatta di organizzazioni puramente classiste, alla lotta extraparlamentare; capacità di utilizzare (e preparazione delle masse alla possibilità di utilizzare con successo) lo sciopero generale, nonché le «forme di lotta del dicembre» nella rivoluzione russa, tutto questo emerge con forza particolare quale compito della corrente bolscevica. E l'esperienza della rivoluzione russa ci agevola enormemente questo compito, ci fornisce ricchissime indicazioni pratiche, ci fornisce una massa di materiale storico che consente di valutare in tutta concretezza i nuovi metodi di lotta (...)' (pag 152-153)]  [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
Leggi tutto...
 
La prospettiva di una umanità riunificata secondo lo storico Toynbee PDF Stampa E-mail
TOYNBEE Arnold J., Le changement et la tradition. Le défi de notre temps. PAYOT. PARIS. 1969 pag 252 8°  prefazione dell'autore (1965), note, allegato: 'L'approche génétique et comparative', traduzione dall'inglese di Louis-Jean CALVET, 'Bibliotheque Historique'. ['Nous pouvons en fait prévoir un monde, uni de plus en plus étroitement par le progrès continuel de la technologie, dans lequel un être humain ne devra pas fidélité à son Etat local en premier, mais en troisème lieu. Son obéissance politique suprême ira a l'humanité entière et au véritable État mondial dans lequel cette société humaine sera réunie. Sa seconde obéissance ira à l'une ou à l'autre des diasporas mondiales, quelque union religieuse mondiale par exemple, ou quelque association professionnelle mondiale (la société mondiale des médicins, des avocats, des fermiers, des ingégnieurs, des professeurs, des prêtres, des croque-morts, des couturières). Son obéissance à la communauté locale sera subordonnée. Il continuera à faire son devoir dans sa communauté locale, mais il ne se sentira pas concerné par celle-ci comme par ses autres liens sociaux. Ceux-ci, outre qu'ils seront mondiaux, seront importants alors que ses liens locaux seront non seulement restreints mais ancore insignificants. La lutte à morte entre les mouvements d'union et de division dans l'histoire humaine a maintenant duré près de 5.000 ans. La puissance de forces en présence a varié. La vogue actuelle du nationalisme occidental a donné au mouvement de division un avantage temporaire; mais pour en estimer la signification nous devons le voir en perspective. Les gains récents du nationalisme ne peuvent être comparés aux gains du mouvement d'union durant ces cinq derniers millénaires; et à l'âge atomique dans lequel nous somme maintenant, l'espèce humaine a des moyens plus puissants et un motif plus impérieux que jamais pour faire en sorte que le mouvement d'union l'emporte' (pag 99)] ['Possiamo infatti prevedere un mondo, unito sempre più strettamente dal continuo progresso della tecnologia, in cui un essere umano non dovrà innanzitutto fedeltà al suo stato locale, ma al terzo posto. La sua obbedienza politica suprema andrà all'intera umanità e al vero stato mondiale in cui questa società umana sarà riunificata. La sua seconda obbedienza andrà all'una o all'altra delle diaspore del mondo, ad esempio ad un'unione religiosa mondiale o ad un'associazione professionale mondiale (la società mondiale medici, avvocati, agricoltori, ingegneri, professori, sacerdoti, impresari, sarte). La sua obbedienza alla comunità locale sarà subordinata. Egli continuerà a svolgere il suo dovere nella sua comunità locale, ma non si sentirà obbligato da questo rispetto agli altri legami sociali. Questi, oltre ad essere globali, saranno importanti mentre i suoi collegamenti locali non saranno solo limitati ma anche insignificanti. La lotta mortale tra i movimenti di unione e divisione nella storia umana è durata ormai da quasi 5.000 anni. Il potere delle forze coinvolte è vario. L'attuale tendenza del nazionalismo occidentale ha dato al movimento di divisione un vantaggio temporaneo; ma per stimare il suo significato dobbiamo vederlo in prospettiva. I recenti progressi del nazionalismo non possono essere paragonati ai progressi del movimento di unione negli ultimi cinque millenni; e nell'era atomica in cui siamo ora, la specie umana ha mezzi più potenti e un motivo più impellente che mai per far sì che il movimento di unione prevalga' (Conferenze del 1964-65)] [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
 
'I due giovani autori - Marx aveva 29 anni, Engels 27 anni - sapevano di essere lungimiranti PDF Stampa E-mail
MARX Karl ENGELS Friedrich; TROTSKY Leon  (prefazione), Manifest der Kommunistiches Partei. Mit einem Vorwort von Leo Trotzki - 90 Jahre Kommunistiches Manifest. SOZIALISTISCHE LINKSPARTEI. WIEN. STAMPA 2018 pag 45 8° (F)  prefazione di Leon TROTSKY: 'Neunzig Jahre "Kommunistisches Manifest"' (1938) (pag 3-11). ["Es ist kaum zu glaubern, dass uns nur noch zehn Jahre vom hundertjährigen Jubiläum des "Manifest der kommunistichen Partei" trennen! Dies genialste aller Manifeste der Weltliteratur erstaunt noch heute duch seine Frische. Seine wichtigsten Teile machen den Eindruck, als seien sie gestern geschrieben. Wahrlich, seine jungen Verfasser (Marx war 29, Engels 27 Jahre alt) verstanden soweit vorauszublicken wie noch niemand vor und wohl auch niemand nach ihnen. Bereits im Vorwort zur Ausgabe von 1872 erklärten Marx und Engels, dass sie trotz des Veraltens einiger zweitrangiger Stellen des Manifests sich nicht für berechtigt hielten, des ursprünglichen Wortlaut abzuäandern, da das Manifest in den 25 verflossenen Jahren zu eimen historischen Dokument geworden war. (...)" [Leo Trotzki, Neunzig Jahre "Kommunistische Manifest", Vorwort, 1938] ['È difficile credere che solo dieci anni ci separino dal centenario del "Manifesto del Partito Comunista"! Questo genio di tutti i manifesti della letteratura mondiale stupisce ancora per la sua freschezza. Le sue parti chiave danno l'impressione che siano state scritte ieri. In verità, i suoi giovani autori (Marx aveva 29 anni, Engels 27 anni) capivano di essere lungimiranti come nessuno prima e probabilmente nessuno dopo di loro. Già nella prefazione all'edizione del 1872, Marx ed Engels affermarono che, nonostante l'obsolescenza di alcune parti secondarie del Manifesto, non si sentivano in diritto di allontanarsi dal testo originale, poiché il manifesto era diventato un documento storico negli ultimi 25 anni. (...)' [Leon Trotsky, "Manifesto del partito comunista". Novant'anni', Prefazione, 1938]  [ISC Newsletter N° 87] ISCNS87TEC [Visit the 'News' of the website: www.isc-studyofcapitalism.org]
Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 37 - 45 di 1522
spacer.png, 0 kB

Cerca nel sito

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB