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Il disastro della guerra d'Etiopia PDF Stampa E-mail
ROCHAT Giorgio, Ufficiali e soldati. L'esercito italiano dalla prima alla seconda guerra mondiale. GASPARI EDITORE. UDINE. 2000 pag 222 8°, nota introduttiva foto note tabelle appendice: alcuni dati sulle esecuzioni sommarie, bibliografia essenziale dell'autore indice nomi. Giorgio ROCHAT (Pavia, 1936), saggista e studioso di storia militare, è stato presidente dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. ["La dimostrazione dei limiti della politica di potenza di Mussolini è quello che viene considerato dagli apologeti il suo "capolavoro", ossia la guerra d'Etiopia. Se un regime si misura sulla capacità di suscitare consenso interno, si trattò veramente di un capolavoro: l'unica guerra popolare della storia italiana, un successo straordinario a livello di propaganda, di mobilitazione di massa e di miti, con una reazione di orgoglio nazionale alle pressioni straniere che rappresentava un'indiscutibile vittoria politica del fascismo. Se un regime si misura sulla capacità di perseguire i suoi obiettivi dichiarati, nel nostro caso una politica di potenza a livello europeo, la conquista dell'Etiopia (protrattasi fino al 1940 con costi altissimi, ma senza risultati definitivi) fu un disastro, perché non solo pregiudicò la posizione internazionale dell'Italia, spingendola verso la Germania, ma assorbì tutte le disponibilità e riserve finanziarie e parte non piccola delle risorse dell'esercito e dell'aeronautica" (pag 69)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
'Studio, ordine, metodo' PDF Stampa E-mail
BIGAZZI Duccio, La grande fabbrica. Organizzazione industriale e modello americano alla Fiat dal Lingotto a Mirafiori. FELTRINELLI. MILANO. 2000 pag 290 8°  abbreviazioni introduzione di Giuseppe BERTA e Giandomenico PILUSO note tabelle grafici indice nomi.  Duccio BIGAZZI docente nell'Università degli Studi di Milano, è stato studioso di storia dell'industria e del lavoro industriale. Tra i suoi titoli, 'Il Portello. Operai, tecnici e imprenditori all'Alfa Romeo, 1906-1926' (1988). Ha diretto per dieci anni la rivista 'Archivi e imprese' (ora 'Imprese e storia') (2000). ["Dopo due  mesi di "ricerca affannosa tra il macchinario delle fabbriche visitate (e) nelle indagini dirette presso i capi e gli operai stessi", la conclusione raggiunta era di sconcertante semplicità: "Il segreto della produzione americana a basso costo è principalmente il frutto di studio, ordine, metodo". Contrariamente alle attese, il problema non consisteva quindi in specifici ritardi o carenze tecniche del Lingotto, quanto piuttosto nell'approccio organizzativo. Già il viaggio compiuto nel 1922 con Fornaca aveva lasciato "l' impressione che, in qualche officina specialmente, vi fosse un qualche cosa di magnifico che coordinava il lavoro di tanti in un risultato diverso; da allora però questa coordinazione ha camminato con passi giganteschi e ha assunto, in tutte le fabbriche senza distinzione, un apice di armonia e di risultati che ha del perfetto". (pag 48)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)

  
 
I banchieri genovesi e i sovrani spagnoli PDF Stampa E-mail
CANOSA Romano, Banchieri genovesi e sovrani spagnoli tra Cinquecento e Seicento. EDIZIONI SAPERE 2000. ROMA. 1998 pag 318 8°  introduzione abbreviazioni note appendice I e II bibliografia. Romano CANOSA ha pubblicato pure: 'Storia dell'Inquisizione in Italia dalla metà del Cinquecento alla fine del Settecento'. ["A partire dalla metà del secolo furono i banchieri genovesi coloro che più di tutti assicurarono ai sovrani spagnoli gli anticipi di denaro necessari per far fronte ai loro crescenti bisogni. I loro rapporti con la Corona furono tutt'altro che idilliaci (i sovrani spagnoli spesso fecero ricorso ad autodichiarazioni di fallimento per sottrarsi al pagamento dei debiti), ma alla fine i genovesi riuscirono sempre a cavarsela e a tutelare i loro interessi"] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
Il "carisma" secondo Max Weber PDF Stampa E-mail
MENY Yves SUREL Yves, Populismo e democrazia. IL MULINO. BOLOGNA. 2000 pag 312 8°  prefazione introduzione note tabelle bibliografia indice nomi. Yves MENY è direttore del Centro Robert Schumann presso l' Istituto Universitario Europeo di Firenze (2000). Tra i suoi libri 'Le politiche pubbliche', 'Tra utopia e realtà. Una costituzione per l' Europa'. Y. SUREL è ricercatore presso la Fondation nationale des sciences politiques di Parigi (2000). ["Si è detto che Weber si interessava più al calvinismo (in quanto religione istituita) che a Calvino (e al suo carisma). In effetti egli è convinto che il carisma sia in qualche modo incompatibile con la "razionalizzazione" della società moderna. Questo punto di vista è stato - spesso tragicamente - smentito dalla storia, ma l' espressione weberiana ha conservato la sua originalità proprio perché sembrava chiarire lo sviluppo della leadership nella politica moderna, in particolare nei sistemi democratici. In realtà, se analizziamo in maniera più attenta Weber ci fornisce un' informazione parziale. Per "carisma" intende le qualità straordinarie di una persona, che siano reali, riferite o presunte" (pag 99)]  [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
Il carattere nazionale italiano PDF Stampa E-mail
ALIBERTI Giovanni, La resa di Cavour. Il carattere nazionale italiano tra mito e cronaca (1820-1976). FELICE LE MONNIER. FIRENZE. 2000 pag XXXV 269 8°  introduzione: "L' italiano 'nuovo': costruzione di un mito", note indice nomi; Collana Quaderni di Storia, fondata da Giovanni SPADOLINI, Comitato scientifico: Franco DELLA PERUTA, Luigi LOTTI Francesco MARGIOTTA BROGLIO Giuseppe TALAMO Cosimo CECCUTI. Giovanni ALIBERTI, originario di Salerno, è ordinario di storia contemporanea nell'Università di Roma "La Sapienza" (2000) ["Dopo Porta Pia e il definitivo tramonto del potere temporale, l'irrisolta questione delle due identità degli italiani resta tale soprattutto per i cattolici, poiché l' Italia - sostiene Mamiani, in un saggio che sin dal titolo esemplifica il problema - "compiuta a maniera di portento la unità sua politica, cerca e non  trova (...) la civiltà bene appropriata all'indole sua ed ai suoi destini" (...) (T. Mamiani, 'Il fatto e il da farsi degli Italiani', Nuova Antologia, 1875)" (pag 52)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)

 
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