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Un impeccabile uso del tempo PDF Stampa E-mail
DE-GONDI Paul Cardinale di Retz, a cura di Serafino BALDUZZI, Memorie del Cardinale di Retz. EDIZIONI GIUSEPPE LATERZA. BARI. 2001 pag 1097 8°  prefazione di Sergio ROMANO, introduzione appendici: istituzioni francesi e altro, cronologia repertorio persone e luoghi (indice nomi località) note. Serafino Balduzzi  vive e lavora a Milano dove si occupa di relazioni industriali della Pirelli (2001). [In Francia a metà del Seicento, il cardinale di Retz, oriundo italiano, combatté a spada tratta il re appoggiandosi ai moti di piazza, a collusioni con gli spagnoli e alle parrocchie parigine. Si fece beffe del potere dominante con un'indomita fantasia e un impeccabile uso del tempo. Fu nemico di Luigi XIV fanciullo e del Cardinale Mazzarino; 'L'esperienza mi dice che si fa pace quando non si vuol litigare; la circostanza di avere o no validi motivi è indifferente' (Retz); 'Mazzarino era un gran politico che amava le astuzie minuscole. Provava un gusto matto a farci ballonzolare davanti agli occhi gente di cui, quando voleva, poteva farsi degli alleati contro di noi. Era sempre imbarcato in negoziati interminabili con loro, in cui ciascuno s'illudeva d'imbrogliare l'interlocutore. La nube dei negoziati crebbe fino a coprire tutto l'orizzonte. Finirono per entrarci anche i frondisti: anzi gli capitò di accendere qualche lampo, e magari di forgiare qualche fulmine' (Retz) (pag 478)'] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
 
Un partito conglomerato di correnti, terreno di conquista di avventurieri e carrieristi PDF Stampa E-mail
LANDUYT Ariane FURIOZZI Gian Biagio a cura, Il modello laburista nell'Italia del Novecento. FRANCO ANGELI. MILANO. 2001 pag 248 8°  introduzione dei curatori; note indice nomi; 'Europa Socialismo Democrazia' collana diretta da Ariane LANDUYT. Saggi dei curatori e di Lucio D'ANGELO Giorgio SPINI Ivo BIAGIANTI Sandro ROGARI Santi FEDELE Marco GERVASONI Donatella CHERUBINI Maria Luisa CICALESE Daniele PASQUINUCCI Giancarlo PELLEGRINI Claudio PALAZZOLO. ['Non sorprende perciò il giudizio decisamente liquidatorio di Gramsci sul Labour Party. Se il partito doveva accompagnare e stimolare le diffusioni di autogoverno proletario occorreva una marcia centralizzata e decisa certo assai lontana da quella del Labour Party. Per il suo pluralismo decisionale, Gramsci accostava il PSI all'organizzazione guidata da MacDonald, "è un conglomerato di partiti; si muove e non può non muoversi pigramente e tardamente; è esposto continuamente a diventare il facile paese di conquista di avventurieri, di carrieristi, di ambiziosi senza serietà e capacità politica, per la sua eterogeneità, per gli attriti innumerevoli dei suoi ingranaggi, logorati e sabotati dalle serve-padrone, non è in grado di assumersi il peso e la responsabilità delle iniziative e delle azioni rivoluzionarie" (Gramsci, 'Il partito comunista', 4 settembre 1920)' (pag 120) [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC 
 
Serrati e la critica al ministerialismo PDF Stampa E-mail
NATTA Alessandro, Serrati. Vita e lettere di un rivoluzionario. EDITORI RIUNITI. ROMA. 2001 pag 366 8°  nota al testo note lettere ai familiari 1895-1926 note alle lettere. 'Alessandro Natta (1918-2001) iniziò la sua attività antifascista durante gli studi in lettere alla Normale di Pisa. Deputato del PCI per dieci legislature a partire dal 1948, fu membro della Direzione del partito, capogruppo del PCI alla Camera e direttore del settimanale Rinascita. Nel 1984 divenne successore di Enrico Berlinguer come segretario del partito, carica che mantenne fino al 1988. In seguito si ritirò dalla vita politica attiva'. ['La sua denuncia può assumere un'asprezza, una acuta virulenza di espressioni e di toni, ma a me pare che Serrati vedesse con notevole lucidità errori e pericoli della politica del partito socialista, e in particolare di alcuni gruppi e tendenze. "Verso la guerra", "Né un uomo né un soldo": in quegli articoli del 1906 il riarmo è ancora un'occasione per un attacco deciso contro il ministerialismo. Il partito socialista si è illuso e si è fatto invischiare da Giolitti e dai governi borghesi, osserva Serrati, ed invece di condurre la lotta contro il nemico di classe e politico, ha finito per avvolgersi nelle lotte intestine' (pag 109)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
 
Alcune stime sulla consistenza dell''aristocrazia operaia' PDF Stampa E-mail
HOBSBAWM Eric J., Gente che lavora. Storie di operai e contadini. RIZZOLI. MILANO. 2001 pag 371 8° prefazione note indice nomi bibliografia; traduzione di Mario CARPITELLA e Stefano GALLI; Il volume contiene tra l'altro i capitoli: 'A proposito dell' aristocrazia operaia', 'L' aristocrazia del lavoro riesaminata', 'Lavoratori specializzati e lavoratori aristocratici?'. ['Quali erano le dimensioni dell'aristocrazia operaia? Sorge qui una difficoltà più grave, che il saggio del 1954 non riconosceva, e che nemmeno altri hanno riconosciuto, anche se Pelling vi accenna. Gli studiosi marxisti sono stati inclini ad applicare il termine a uno strato più limitato rispetto a molti osservatori vittoriani, ossia a un gruppo di lavoratori che i contemporanei valutavano al 12-13% degli operai e io fino al 15%' (pag 202)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
 
'Il primo teorico e critico della modernitą' PDF Stampa E-mail
CILIBERTO Michele, Figure in chiaroscuro. Filosofia e storiografia nel novecento. EDIZIONI DI STORIA E LETTERATURA. ROMA. 2001 pag XIV 363 8°  premessa note bibliografia indice nomi, Collana Storia e Letteratura, Raccolta di studi e testi. ['Tuttavia, in sé e per sé la modernità non germina neppure dalla Riforma protestante, alla quale Gramsci attribuisce un rilevantissimo significato, ma senza aderire, in sostanza, allo schema della genesi del 'moderno' di matrice hegeliana. Fondamentalmente, la modernità scaturisce da quel "Rinascimento spontaneo" iniziatosi dopo l'anno Mille che - si è visto - in essenza è stato appunto una 'riforma' (in senso largo, non strettamente confessionale). (...) Ed è in questa struttura di lungo periodo della storia europea moderna che si situa Niccolò Machiavelli; segnalandone, con il suo pensiero politico, caratteri fondamentali, ma anche possibili limiti, carenze, insufficienze. Assumendo, al tempo stesso, il punto di vista dell'Italia e dell'Europa, Machiavelli è riuscito ad essere, simultaneamente, il primo teorico e il primo critico della modernità' (pag 112-113); "Machiavelli-Marx: è dunque un nesso cruciale. E questo sia in senso 'positivo' che in senso 'critico-negativo'. Nei Quaderni, infatti, esso si oppone, frontalmente, a nessi teorici e politici altrettanto decisivi per Gramsci: a cominciare da quello Croce-Erasmo e da quello Croce-Guicciardini, sui quali, sia pure in modo sommario, vale la pena di richiamare l'attenzione, almeno per due motivi specifici (al di là, insomma, del quadro critico generale in cui si inscrivono)' (pag 113)]  [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC   
  
 
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