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Epurazioni mancate nella Germania del secondo dopoguerra PDF Stampa E-mail
FREI Norbert, in collaborazione con Tobias FREIMÜLLER Marc von MIQUEL Tim SCHANETZKY Jens SCHOLTEN Matthias WEIß, Carriere. Le élite di Hitler dopo il 1945. BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 2001 pag 297 8°  prefazione di Thomas FISCHER note riquadri bibliografia abbreviazioni indice nomi argomenti notizie sugli autori. Norbert Frei (1955) è professore di storia moderna nell'Università Ruhr-Universität di Bochum (2001). Molte le sue pubblicazioni tra cui: 'Lo Stato nazista' (Laterza, 1992). ['Gli ultimi anni dell'"era Adenauer" furono addirittura costellati di scandali connessi con il nazismo. A ciò contribuì la crescente sensibilità della stampa tedesco-federale, almeno tanto quanto l'instancabile operato di Alberto Norden, membro del Comitato centrale della SED e segretario della sezione "Agitazione e propaganda". E i due elementi si intrecciarono sempre più spesso, poiché, in concomitanza alle critiche lanciate da Norden ai dignitari tedesco-occidentali nel corso di "conferenze stampa internazionali", la Stasi forniva documenti dello stesso tenore ai giornalisti della RFT desiderosi di compiere un'opera di chiarimento' (pag 278)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
Le contraddizioni della nazione turca PDF Stampa E-mail
KINZER Stephen, Crescent and Star. Turkey between two worlds. FARRAR STRAUS AND GIROUX. NEW YORK. 2001 pag XI 252 8°  note sulla pronuncia turca prefazione note indice nomi argomenti località. Stephen Kinzer, giornalista e autore di libri, corrispondente estero, ha visitato più di cinquanta paesi in quattro continenti. Nel 1996 è diventato capo dell'ufficio del New York Times ad Istanbul (2001). Nel suo volume indaga sulle verità e le contraddizioni della nazione turca, che sta tra l'Europa e l'Asia, tra le glorie dell'impero ottomano e le speranze in un futuro democratico, tra il dominio del suo esercito e i bisogni della società civile, tra le aspettative secolari e laiche e le tradizioni musulmane. ['Per  migliaia di anni i Curdi sono vissuti in quella che si usava chiamare Mesopotamia e che alcuni ora chiamano Kurdistan, un nome che il governo turco rifiuta per i suoi risvolti politici. Oggi essi sono stimati a circa trenta milioni, dei quali metà in Turchia, un altro quarto in Irak, il 15 per cento circa in Iran, il 5 per cento in Siria e il resto sparpagliati nella regione e oltre. Fino a non molto tempo fa gli stessi curdi non si pensavano come tali, ma come membri di uno dei vari clan' (pag 110)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
I fautori della politica di contenimento PDF Stampa E-mail
BONGIOVANNI Bruno, Storia della guerra fredda. EDITORI LATERZA. BARI. 2001 pag 167 16°  bibliografia (pag 151-158) notizie sull'autore indice nomi.Bruno Bongiovanni (Torino, 1947) insegna storia contemporanea nell'Università di Torino (2001). ['La guerra che si era appena conclusa sembrava ora essere stata, sul terreno pratico e territoriale, del tutto inutile. Erano però stati sconfitti i fautori dell'offensiva: i cinesi-nordcoreani da una parte, il generale MacArthur e i "falchi" occidentali dall'altra. Avevano vinto i fautori del 'containment': in primo luogo l'ONU, poi l'amministrazione americana di Truman (passata proprio nel 1953, con Eisenhower, ai repubblicani), infine, ma la cosa resta ambigua e incerta, l'URSS, che certo dal containment, sino ad allora, aveva ricevuto vantaggi non meno, e forse più, che svantaggi. Tra i vincitori vi fu però indirettamente, anche il Giappone. Nella sua situazione di retrovia della guerra di Corea, il Giappone nonostante l'ostilità dei sovietici, stipulò l'8 settembre del 1951 con gli USA la pace di San Francisco; in tal modo poté prendere lo slancio per rientrare nel contesto politico post-bellico e per effettuare il più spettacolare sviluppo industriale e finanziario del dopoguerra (...)" (pag 78)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
Diserzioni di ufficiali e soldati nella Grande guerra PDF Stampa E-mail
BIANCHI Bruna, La follia e la fuga. Nevrosi di guerra, diserzione e disobbedienza nell'esercito italiano (1915-1918). BULZONI EDITORE. ROMA. 2001 pag 566 8°  abbreviazioni introduzione note foto appendice statistica tabelle indice nomi. Bruna Bianchi insegna storia delle dottrine politiche presso il Dipartimento di studi storici dell'Università di Venezia (2001). Si è interessata alla condizione operaia con particolare attenzione al lavoro dei minorenni. ['La volontà di mantenere uno stile di vita che li distinguesse dalla truppa, l'abitudine al gioco d'azzardo, l'uso di liquori, la necessità di procurarsi denaro per alloggi e servizi, condussero molti ufficiali all'alterazione dei registri di cassa, ai furti ai danni dei soldati, della popolazione civile e persino dei feriti. Attraverso la falsificazione di diari storici, documenti, corrispondenza, cercarono di ottenere promozioni, medaglie o trasferimenti. La vanità spinse molti ufficiali a fregiarsi abusivamente di distintivi (...). Anche tra gli ufficiali il reato più diffuso fu quello di diserzione; come nel caso dei soldati anche tra gli ufficiali prevalse la diserzione all'interno (87.8 % di tutti gli allontanamenti)" (pag 396)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
  
 
Il punto di non ritorno della Rivoluzione francese PDF Stampa E-mail
DALPANE Federico, Clausewitz, guerra e incertezza. CLUEB. BOLOGNA. 2001 pag 186 8°  premessa note bibliografia (pag 163-186). Federico Dalpane (Mantova, 1969) ha studiato scienze politiche nell'Università di Bologna e presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento S. Anna di Pisa. Collabora al corso avanzato di storia delle dottrine politiche nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Bologna (2001). ['Valutando di poter contenere la rivoluzione con le minacce, le potenze antirivoluzionarie provocarono il panico in Francia, e ciò si volse a loro danno. Con la 'levée en masse' del 23 agosto 1793, la rivoluzione superò il punto di non ritorno e si avviò a diventare l'incubo di tutte le corti europee. Accanto a Burke e a Gentz, tra i testimoni più acuti della grande trasformazione figura senza dubbio Carl von Clausewitz' (pag 61)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
 
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