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Il sistema spagnolo dell'encomienda PDF Stampa E-mail
SCAMMELL Geoffrey V., Genesi dell'euroimperialismo e sua espansione oltremare (1400-1715). ECIG. GENOVA. 2000 pag 406 8°, introduzione note cartine bibliografia ragionata indice nomi argomenti località. G.V. SCAMMELL è membro del Pembroke College ed è assistente di storia all'Università di Cambridge (2000). ["Gli ex bucanieri investivano i loro bottini in terre, come quel veterano francese che, dopo aver partecipato nel 1697 al sacco di Cartagena, divenne un grosso proprietario terriero a Santo Domingo. Per quanto riguarda l'accumulazione di terre, tuttavia, non furono in molti a poter competere, per i capitali investiti e il successo riportato, con la Chiesa cattolica, che in Asia si arricchì grazie alla devozione degli europei e alle attività commerciali degli Ordini religiosi, e in Occidente grazie alla sua abilità negli affari, alla generosità dei neofiti indigeni e alla fervida e trepidante devozione dei coloni. Intorno al 1600 essa possedeva circa un terzo delle terre produttive delle Americhe, come i latifondi dei gesuiti nelle colonie spagnole e portoghesi o le piantagioni dei domenicani nell'America centrale, in cui all'inizio del 1700 lavoravano, secondo modalità tipiche dell'economia coloniale iberica, mille indios e centocinquanta schiavi neri" (pag 193); "L' unico paese che poteva aspirare alla creazione di un grande impero coloniale basato sullo sfruttamento dei nativi era la Spagna. Al tempo della lotta per cacciare gli arabi dalla penisola era invalso il costume di ricompensare i guerrieri e gli imprenditori non con l'assegnazione di terre, ma cedendo loro i servizi e i tributi di un dato numero di nemici vinti. Qualcosa di simile si verificò ben presto nelle isole dei Caraibi occupate dagli spagnoli e poco dopo, su iniziativa dei conquistatori, nella terraferma. In quelle colonie entrò infatti in vigore il sistema dell'encomienda, in base al quale, come ebbe a dire Cortes con grande efficacia, "gli indios serviranno gli spagnoli in tutto ciò di cui essi possono aver bisogno" (pag 173)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
Decadenza del senso di appartenenza sociale PDF Stampa E-mail
CROCE Benedetto, a cura di Adelina BISIGNANI, Il partito politico. PALOMAR EDIZIONI DI ALTERNATIVE. BARI. 2000 pag 156 16°  introduzione 'La concezione del partito politico in Croce' di A. BISIGNANI, note introduttive ai testi; Collana 'Passages' diretta da Ferruccio DE NATALE e Marcello MONTANARI. ["Credo che ogni osservatore attento e spregiudicato della presente vita spirituale italiana non possa non essere colpito dalla decadenza che si nota nel sentimento dell'unità sociale. Le grandi parole che esprimevano questa unità: il Re, la Patria, la Città, la Nazione, la Chiesa, l'Umanità sono diventate fredde e retoriche, e, poiché suonano false, si evita di pronunziarle, quasi un intimo pudore avverta di non nominare invano le cose sacre. Col disuso di quelle parole, va alla pari una generale decadenza del sentimento di disciplina sociale: gli individui non si sentono più legati a un gran tutto, parte di un gran tutto, sottomessi a questo, cooperanti in esso, attingenti il loro valore dal lavoro che compiono nel tutto. La buona individualità, che si afferma solo in questo legame, ha ceduto il posto alla cattiva individualità, che crede di affermarsi più energicamente rompendo il legame e pompeggiandosi per se stessa" (pag 45)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
Il genio di Marx e la lunga durata di Braudel PDF Stampa E-mail
PITOCCO Francesco   a cura; scritti di Lucien FEBVRE Fernand BRAUDEL Jacques LE-GOFF Jean DELUMEAU Philippe ARIES MIchel VOVELLE Robert MANDROU Emmanuel LE ROY LADURIE Edward P. THOMPSON Witold KULA Georges LEFEBVRE, Storia delle mentalità. BULZONI EDITORE. ROMA. 2000 pag 624 8°  avvertenza profilo biografico autori testi bibliografia essenziale traduzioni italiane. Scritti di Lucien FEBVRE Fernand BRAUDEL Jacques LE-GOFF Jean DELUMEAU Philippe ARIES MIchel VOVELLE Robert MANDROU Emmanuel LE ROY LADURIE Edward P. THOMPSON Witold KULA Georges LEFEBVRE. ["Il genio di Marx, il segreto del fascino da lui a lungo esercitato, consiste nel fatto che è stato il primo a costruire dei veri modelli sociali e questo a partire dalla lunga durata storica. Questi modelli sono stati irrigiditi nella loro semplicità conferendo loro valore di legge, di spiegazione preliminare, automatica, applicabile in tutti i luoghi, a tutte le società...In tal modo è stato limitato il potere creativo della più possente analisi sociale del secolo scorso, che potrebbe ritrovare forza e giovinezza solo rituffandosi nella lunga durata" (F. Braudel) (pag 78)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
  
 
Romani, bizantini e longobardi PDF Stampa E-mail
POHL Walter, Le origini etniche dell' Europa. Barbari e romani tra antichità e medioevo. VIELLA LIBRERIA EDITRICE. ROMA. 2001 pag 325 8°  nota bibliografica abbreviazioni presentazione di Aldo A. SETTIA introduzione 'I processi politici nell'Europa altomedievale' note bibliografia indice nomi località; 'Altomedioevo' collana diretta da Stefano GASPARRI. POHL Walter è direttore (2001) dell'Unità di ricerca di storia medievale presso l'Accademia Austriaca delle Scienze e insegna storia medievale nell'Università di Vienna. Ha pubblicato numerosi saggi e libri  sui popoli dell'alto medioevo, tra i quali 'Die Awaren' (1988), 'Die Germanen' (2000). Ha approfondito lo studio dei Longobardi. ["Nessuno dei popoli europei moderni può affermare di essere erede diretto di una gens altomedievale" (...) Sullo scontento dei Romani nei confronti dell'amministrazione Bizantina: "Lo stesso Gregorio ebbe a lamentarsi dell'esarca di Roma: "La sua malvagità nei nostri confronti supera la violenza dei Longobardi, cosicché i nemici che ci uccidono paiono  benefattori, rispetto al modo in cui ci distruggono gli ufficiali pubblici con la loro perfidia, le loro rapine e i loro inganni""] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
Operai italiani nei lager di Stalin PDF Stampa E-mail
CORNELI Dante   a cura di Antonio CARIOTI, Il redivivo tiburtino. Un operaio italiano nei lager di Stalin. LIBERAL LIBRI. FIRENZE. 2000 pag LXI 296 16°  introduzione "Corneli dall' inferno al limbo" di Antonio CARIOTI, note appendici: nota del curatore, lettera di Umberto TERRACINI e altro. ["Corneli criticava 'Una giornata di Ivan Denisovic' di Soljenitsin, ma nel senso di Shalamov, e cioè che quello di Ivan Denisovic era un campo speciale, quasi da privilegiati" (dalla lettera di Marcello Braccini ad Antonio Carioti, in appendice)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
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