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1912: Helmut von Moltke: 'guerra inevitabile' PDF Stampa E-mail
WINKLER Heinrich August, Grande storia della Germania. Un lungo cammino verso l'Occidente. 1. Dalla fine del Sacro Romano Impero al crollo della Repubblica di Weimar. (Tit.orig.: Der lange Weg nach Westen) DONZELLI EDITORE. MILANO. 2004 pag XVI 687 8°  abbreviazioni premessa alla edizione italiana introduzione note indice nomi; traduzione di Valentina DANIELE. H.A. Winkler, nato nel 1938 a Konigsberg, ha studiato storia filosofia e diritto pubblico a Tubinga, Munster e Heidelberg. Professore prima alla Freie universitat di Berlino poi a Friburgo, dal 1991 insegna storia contemporanea alla Humboldt-Universitat dI Berlino (2004). Ha scritto 'La Repubblica di Weimar' (1998) e 'L'eredità di Weimar' (1999). ['Quanto l'Europa fosse stata vicina a un grande conflitto durante la crisi balcanica, il mondo lo capì solo mezzo secolo dopo, grazie alle pubblicazioni di storici tedeschi che poterono analizzare le note di un colloquio avvenuto a Berlino l'8 dicembre 1912. Allarmato dall'annuncio del ministro degli esteri inglese Sir Edward Grey che il suo paese non sarebbe rimasto neutrale nel caso di un'aggressione tedesca alla Francia in conseguenza della crisi nei Balcani, Guglielmo II aveva invitato a un consiglio il capo di Stato maggiore von Moltke, il segretario di Stato alla Marina von Tirpitz, il capo di Stato maggiore dell'Ammiragliato von Heeringen e il capo di gabinetto della Marina von Müller, ma non il cancelliere, il ministro della Guerra di Prussia e il segretario di Stato agli Esteri. Quel giorno, non solo l'imperatore si pronunciò a favore di una guerra immediata contro Russia e Francia. Moltke concordò con lui, con le parole: "Ritengo che la guerra sia inevitabile, e prima accade, meglio è". All'osservazione di Tirpitz per cui la marina non era abbastanza forte per una guerra contro l'Inghilterra, e quindi sarebbe stato necessario rinviare la grande battaglia di un anno e mezzo, Moltke ribatté affermando che la marina non sarebbe stata pronta nemmeno allora, e che l'esercito si sarebbe trovato in una posizione sempre meno conveniente, "perché i nemici si armano più di noi, che siamo molto limitati con i soldi" (pag 357)] [ISC Newsletter N° 65] ISCNS65TEC

 
Una tradizione di lotta operaia: Genova. PDF Stampa E-mail
ISNENGHI Mario, L'Italia in piazza. I luoghi della vita pubblica dal 1848 ai giorni nostri. IL MULINO. BOLOGNA. 2004 pag 496 8°  introduzione note bibliografia ringraziamenti indice nomi. Mario Isnenghi insegna storia contemporanea nell'Università di Venezia Ca' Fascari (2004). [14 luglio 1948:attentato a Togliatti. ['A Genova e sulla riviera ligure, alle 13 del giorno 15, tutte le fabbriche sono ferme. A Sestri, barricate e devastazioni di sedi democristiane. Blocchi stradali verso Chiavari e Savona. Blocco dei telefoni e dei tram, che gli operai calderai della Ansaldo meccanica suggeriscono di bloccare saldandoli alle rotaie. La prefettura è isolata e il prefetto (che per questo verrà rimosso) preferisce ricorrere alle nuove autorità, chiedendo aiuto all'Anpi e alla Fiom. Questa prima giornata, a Genova, verrà non a caso riconosciuta come una delle punte massime del moto a livello nazionale. Le giornate del luglio 1960 nascono anche dall'orgoglio di una tradizione cittadina di autogestione operaia delle lotte che il '45 non ha del tutto esautorato' (pag 432-433)] [ISC Newsletter N° 65] ISCNS65TEC
 
Gli Stati Uniti e l'origine del fondamentalismo religioso PDF Stampa E-mail
CORM Georges, L'egemonia americana nel Vicino Oriente. JACA BOOK. MILANO. 2004 pag XV 382 8°  editoriale di Sante BAGNOLI note appendice: allegati documentari e bibliografici (pag 296-376) (bibliografia ragionata sul mondo arabo, la successione dell'impero ottomano e la questione d'oriente, la lega degli stati arabi e i vertici dei capi di stato, il sionismo e il conflitto arabo-israeliano, l'evoluzione economica del vicino oriente arabo, bibliografia per paesi, elenco delle opere citate nel presente volume, indice nomi; traduzione di Cesare BERMANI. Titolo originale 'Le Proche-Orient éclaté, 1956-2003' (parta quarta conclusione e allegati documentari e bibliografici). Georges Corm è da considerarsi oggi il maggiore storico del Vicino Oriente contemporaneo. Economista con cittadinanza libanese e francese, è nato ad Alessandria d'Egitto nel 1940. Ha insegnato in Università libanesi storia economica, sociologia dello sviluppo e storia del pensiero politico arabo contemporaneo. Ha ricoperto alte cariche dello Stato in Libano nel settore dell'economia. E' membro di numerosi comitati consultivi di istituzioni di ricerca quali l'Economic Research Forum for the Arab World, Turkey and Iran (Il Cairo), l'Arab Economic Research Society (Il Cairo), l'Arab Thought Forum (Amman), l'Institut Universitaire d'Etudes du Développement (Ginevra), l'Istituto Svedese di Alessandria, il Centre de Recherches sur le Moyen-Orient contemporain (CERMOC) (2004). ['Come si vedrà nel capitolo seguente a proposito del risveglio dell'ebraismo, questa rinascita islamica s'appoggia parecchio sulla vitalità della vita religiosa comunitaria negli Stati Uniti e sul crescere del fondamentalismo in determinate Chiese sorte dal protestantesimo. Come mette in luce assai bene Sadek al-Azem, uno studioso siriano ben conosciuto per i suoi lavori critici sul pensiero religioso arabo, è negli Stati Uniti che è sorta all'inizio del XX secolo la nozione di fondamentalismo religioso' (pag 184)] [ISC Newsletter N° 65] ISCNS65TEC
 
Partiti e 'imprenditori politici' nelle campagne referendarie PDF Stampa E-mail

FRUNCILLO Domenico, Urna del silenzio. L'astensionismo elettorale in Italia. EDIESSE. ROMA. 2004 pag 220 16°  introduzione tabelle grafici bibliografia appendice. Domenico Fruncillo svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Sociologia e Scienza della Politica dell'Università di Salerno (2004). ['Personalmente ritengo (...) che le iniziative referendarie a prescindere dall'esito, favorevole o contrario al quesito, siano riuscite a superare la fatidica soglia di validità non solo e non tanto quando si proponevano sull'onda in una mobilitazione autonoma della società civile, come qualche volta è stato asserito, ma piuttosto e soprattutto quando esso veniva promosso dalle forze politiche o quando, in loro assenza, e in situazioni di grande effervescenza e fluidità, emergevano "imprenditori politici" ossia "individui o più spesso organizzazioni capaci di mobilitare lo scontento, ridurre i costi dell'azione, utilizzare e creare reti di solidarietà (...), acquisire consensi all'esterno" (Della Porta 2002, p. 110-111)' (pag 80)] [ISC Newsletter N° 65] ISCNS65TEC

 
Due teorie sulla diversitą razziale predominavano nella scienza occidentale PDF Stampa E-mail
MENAND Louis, Il Circolo metafisico. La nascita del pragmatismo americano. SANSONI. FIRENZE. 2004 pag 575 8°  prefazione ringraziamenti note bibliografia (pag 543-566) indice nomi; traduzione di Valeria PAZZI Roberta ZUPPET. Louis Menand è professore di Letteratura inglese nell'Università di New York (2004). Questo libro ha vinto il premio Pulitzer 2002. ['Nel secolo precedente Darwin, due teorie sulla diversità razziale predominavano nella scienza occidentale: nessuna delle due era egualitaria. Chi credeva che tutti gli esseri umani avessero radici comuni (una posizione nota come monogenismo) attribuiva le differenze razziali a diverse velocità di degenerazione. L'intera specie era in declino sin dalla creazione, pensavano i monogenisti, ma alcuni gruppi, a causa (solitamente) degli effetti del clima, avevano conosciuto un declino più marcato di altri. I poligenisti credevano invece che le razze fossero state create separatamente e che avessero ricevuto attributi differenti e attitudini diverse sin dall'inizio' (pag 120)] [ISC Newsletter N° 65] ISCNS65TEC
 
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