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John Locke e la questione della tolleranza PDF Stampa E-mail
LOCKE John, Sulla tolleranza e l'unità di Dio. Testo inglese e latino a fronte. BOMPIANI. MILANO. 2002 pag 443 8°  testi originali collazionati, tradotti e commentati con introduzione e note di Mario MONTUORI, contributi editoriali e traduzione della 'Epistola de Tolerancia' di Vincenzo CICERO, Vita e opere di Locke, bibliografia (letteratura primaria e secondaria) avvertenza generale nota del redattore e tavola delle concordanze, introduzione: 'Il Socinianesimo di Locke e l'Edizione inglese dell'Epistola della tolleranza' nota editoriale appendice note al testo, parole chiave, bibliografia indice nomi; Collana Testi a fronte, direttore Giovanni REALE. ['Il rifiuto della tolleranza è la radice della maggior parte delle guerre di religione'; 'Sediziosi, assassini, sicari, ladri, rapinatori, adulteri, truffatori, calunniatori ecc., vanno castigati e repressi a qualunque chiesa appartengano, nazionale o no. Ma coloro che hanno una dottrina pacifica, e i cui costumi sono casti e senza colpa, devono essere trattati come gli altri cittadini. E se agli altri è permesso con pari diritto anche al Remostrante, all'Antiremostrante, al Luterano, all'Anabattista, al Sociniano. Anzi, se è lecito dire francamente la verità riguardo ai corretti rapporti tra gli uomini, neppure un Pagano o un Maomettano o un Giudeo dev'essere penalizzato nello stato a causa della sua religione. Il Vangelo non ordina nulla di simile; non lo desidera quella chiesa che non giudica coloro che le sono estranei (I Cor. V, 12-13); non lo chiede quello stato che riceve e accoglie gli uomini purché onesti, pacifici e operosi' (pag 307)] [ISC Newsletter N° 62] ISCNS62TEC
 
Gli sforzi dei lavoratori americani per costruire una propria organizzazione PDF Stampa E-mail
SORGE Friedrich Adolph, Il movimento operaio negli Stati Uniti d'America 1783-1892. Corrispondenze dal Nord America. PANTAREI. MILANO. 2002 pag XXV 435 8°  nota editoriale cenni biografici sull'autore cronologia (1783-1892) cartine foto illustrazioni grafici indice dei nomi e notizie biografiche. In appendice: Lo statuto dei Knights of Labor e dell' American Federation of Labor (la piu recente stesura). ['I vittoriosi sconfitti - infatti gli operai erano moralmente vincitori, nonostante la sconfitta elettorale - sentirono il dovere di mantenere in piedi l'organizzazione, di rinsaldarla e potenziarla per le future battaglie contro i partiti borghesi. I lavoratori fecero enormi sforzi in questo senso, conservando le organizzazioni distrettuali create durante la campagna elettorale, facendo confluire in questa rete territoriale altre singole associazioni, costituendo infine un organismo centrale di delegati che le dirigesse. In vista della campagna per le elezioni statali dell'anno successivo (1887), gli operai organizzarono diverse sezioni anche nelle regioni interne dello Stato di New York, a molte delle quali fu dato l'infelice nome di "club della terra e del lavoro"' (pag 281); '(...) I dirigenti della precedente campagna elettorale e i suoi migliori collaboratori - i socialisti tedeschi - furono pian piano emarginati e alla fine allontanati col pretesto che i membri di un partito politico non potevano far parte di un altro. Era un'argomentazione corretta, ma usata in modo strumentale, visto che nella precedente campagna elettorale gli stessi socialisti, benché già allora membri di un partito politico, erano stati accolti calorosamente e rispettati come compagni di lotta. Ma ora, George, McGlynn e Powderly non volevano più saperne di socialisti, di questi oppositori di principio dei partiti borghesi, perché avevano in mente di fondarne uno o di entrare in una coalizione borghese già esistente (1). Fu infatti fondato un nuovo partito, cui fu dato il nome di United Labor Party e per padrini i tre riformatori borghesi (...). Ma il risultato fu scarso, perché i lavoratori ormai diffidavano di loro per l'eccessivo rilievo che aveva dato alle riforme borghesi e ai progetti fiscali. Nelle regioni interne dello Stato di New York aderirono al nuovo partito per lo più piccolo borghesi, piccoli agricoltori e i resti dei precedenti movimenti riformatori' (pag 281-282)'] [(1) "Il fatto che (H.) George abbia buttato fuori i socialisti è secondo la mia opinione una fortuna non meritata, che compensa in gran misura l'aver messo George alla testa di un movimento che egli non capiva. George come capo dei georgisti presto farà parte del passato, come capo di una delle sette presenti a migliaia in America... Fortunatamente il movimento in America ha uno sviluppo tale che né George, né Powderly, né gli intriganti tedeschi lo possono danneggiare o fermare. Esso assumerà delle forme impreviste. Il vero movimento non appare mai come se lo immaginano le persone che hanno contribuito a prepararlo" (dalla lettera di Engels del 15 settembre 1887 a Florence Kelly-Wischnewetzky)'] [ISC Newsletter N° 62] ISCNS62TEC
 
Intellettuali e avanguardie con D'Annunzio a Fiume PDF Stampa E-mail
SALARIS Claudia, Alla festa della rivoluzione. Artisti e libertari con D'Annunzio a Fiume. IL MULINO. BOLOGNA. 2002 pag 249 8°  ringraziamenti introduzione note foto illustrazioni indice nomi. Claudia Salaris studiosa del futurismo e delle avanguardie del '900 ha pubblicato tra l'altro 'Marinetti editore' (1990), 'Marinetti (1997), 'La Roma delle avanguardie' (1999). ['Un giorno Comisso e Keller si recano da D'Annunzio per informarlo di voler fare un giornale e ottenere il suo appoggio. Per far colpo su di lui ed essere più convincenti, si sforzano d'apparire autorevoli anche nell'abbigliamento. "Volevamo darci un contegno sostenuto - scrive Comisso, - Keller si fece prestare un mantello azzurro da cavalleria e teneva sotto braccio un libro di Kant, io e l'altro indossavamo una giubba di cuoio da aviatore e pure noi tenevamo grossi libri sotto il braccio". Toeplitz, da vero dandy, gira con una volpe che D'Annunzio ha battezzata Furina. Lo si vede uscire "dal gabinetto del Comandante con la sua volpe al guinzaglio, tutto suonante di sproni e di 'r' aristocratiche come un ufficiale napoleonico, e seguito dalla scia invisibile della potenza bancaria". Kochnitzky, per non essere da meno, ne alleva una in gabbia, cui ha dato il nome di 'Iskra', "scintilla" in russo' (pag 196)] [ISC Newsletter N° 62] ISCNS62TEC
 
I servizi di informazione americani e l'attacco giapponese a Pearl Harbor PDF Stampa E-mail
MIQUEL Pierre, Les mensonges de l'Histoire. EDITIONS PERRIN. PARIS. 2002 pag 392 16°  elenco opere autore prefazione note bibliografia. Pierre Miquel ha pubblicato una ventina di libri, tra cui 'L'Affaire Dreyfus' e 'La Grande Guerre'. ["Ils sont au courant des préparatifs japonais, ayant décrypté le code secret nippon 'Magic'. On peut se demander alors si l'étude des télégrammes japonais n'avait rien appris à la marine américaine sur la concentration opérée par l'amiral Yamamoto à partir de janvier 1941. A cette date, précisément, la flotte de guerre américaine vient d'être transférée de la base de San Diego en Californie à Pearl Harbor. Joseph Crew, l'ambassadeur des Etats-Unis à Tokyo, a fait savoir à Washington que les Japonais préparaient "un projet fantastique" sur Pearl Harbor. Les équipes de renseignement ont décodé les messages de l'état-major japonais demandant au consulat du Japon dans les îles Hawaii de fournir tous les renseignements possibles sur la base de Pearl Harbor. Pour des raisons inexplicables, la décodeuse de la base est déplacée, remplacée par un appareil anglais moins fiable, comme si les renseignements concernant Pearl Harbor n'intéressaient pas l'état-major américain. Il s'attend plutôt à une attaque sur Guam ou les Philippines. Quand les chefs américains de la base de Pearl Harbor, W.C. Short et H.E. Kimmel, reçoivent un télégramme de "menace de guerre", ils constatent que les porte-avions ont été retirés prestement. Le 'Saratoga' fait route vers la Californie, le 'Lexington' vers Midway, l''Enterprise' vers l'île de Wake' (pag 333)] [ISC Newsletter N° 62] ISCNS62TEC 
 
Una legge che riguardava sia le azioni che le opinioni PDF Stampa E-mail
 PRICE Simon, Le religioni dei greci. IL MULINO. BOLOGNA. 2002 pag 284 8°  introduzione note illustrazioni appendice bibliografia (pag 241-279) indice argomenti; Collana Universale Paperbacks. Simon Price è fellow e tutor al Lady Margaret Hall di Oxford (2002). Ha pubblicato 'Rituals of Power. The Roman Imperial Cult in Asia Minor' (1984) e, con altri, i due volumi di 'Religions of Rome' (1998). ['Platone si servì della legge ateniese (che riguardava sia le azioni che le opinioni) come modello per formulare la sua legge sull'empietà, che aveva una portata assai più ampia e si fondava sul presupposto che le offese contro gli dei fossero la conseguenza di false opinioni su di essi: "Nessuno che, in sintonia con la legge, creda all'esistenza degli dei potrà mai in coscienza compiere un'azione empia o pronunciare una frase irrispettosa. E se pure ciò dovesse avvenire, certo capiterebbe a seguito di una di queste tre circostanze: o perché non si lascia convincere da quello che ho detto; o, in secondo luogo, perché pur ammettendo l'esistenza degli dei, li considera come non interessati agli uomini; oppure, come terza ipotesi, perché è convinto che con qualche offerta e preghiera non sia poi così difficile placarli e tenerseli buoni (10.885b)". La conseguente legge contro l'empietà fa di Platone il primo pensatore politico a sostenere che le questioni di opinione possono costituire dei crimini' (pag 172)] [ISC Newsletter N° 62] ISCNS62TEC  
 
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