spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
Home arrow News
News
Prima guerra mondiale: scienza e barbarie PDF Stampa E-mail
AUDOIN-ROUZEAU Stephane BECKER Annette, La violenza, la crociata, il lutto. La Grande Guerra e la storia del Novecento. EINAUDI. TORINO. 2002 pag XXV 230 8°  introduzione di Antonio GIBELLI note indice nomi. Stephane AUDOIN-ROUZEAU è docente di storia all' Università della Piccardia, Annette BECKER insegna all' Università Paris X (2002). ["Già nei primi mesi di guerra, Sigmund Freud annota, nelle 'Considerazioni attuali sulla guerra e la morte', la sua visione sull'instaurarsi della guerra totale. Egli qualifica di "delusione" la scoperta che gli europei si comportano alla stregua di "barbari" nei loro odi reciproci: "Anche la scienza ha perduto la sua serena imparzialità; i suoi servitori, esacerbati nel profondo, cercano di trar da essa armi per contribuire alla lotta contro il nemico. L'antropologo è indotto a dimostrare che l'avversario è un essere inferiore e degenerato; lo psichiatra a diagnosticare in lui perturbazioni spirituali e psichiche" (pag 129); "E' in questo contesto che viene evocato l'argomento razziale, secondo la terminologia dell'epoca. Già dalle prime settimane di guerra lo scontro intellettuale e la propaganda si muovono attorno al concetto di barbarie: è questo dunque il terreno su cui ci si pone" (pag 137)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)

 
F.D. Roosevelt, New Deal e mutamento sociale PDF Stampa E-mail
FASCE Ferdinando, Da George Washington a Bill Clinton. Due secoli di presidenti USA. CAROCCI. ROMA. 2000 pag 215 8°  abbreviazioni introduzione cronologia dei presidenti bibliografia ragionata (saggio bibliografico). FASCE Ferdinando è professore associato di storia e istituzioni dell' America del Nord nell'Università di Bologna, sede di Forlì. (2000). ["Come notò all'epoca il politologo inglese Harold Laski, Roosevelt doveva dunque fronteggiare "la volontà del Congresso di recuperare la sua autorità", nonostante la "maggioranza nominale in tutte le due Camere". Ma, aggiungeva Laski, ciò non autorizzava a sottovalutare le trasformazioni epocali introdotte da Roosevelt e dal New Deal, soprattutto la significativa riapertura della scena pubblica, del dibattito politico e, in parte, della sfera decisionale a nuove forze sociali" (pag 95)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)

 
Il disastro della guerra d'Etiopia PDF Stampa E-mail
ROCHAT Giorgio, Ufficiali e soldati. L'esercito italiano dalla prima alla seconda guerra mondiale. GASPARI EDITORE. UDINE. 2000 pag 222 8°, nota introduttiva foto note tabelle appendice: alcuni dati sulle esecuzioni sommarie, bibliografia essenziale dell'autore indice nomi. Giorgio ROCHAT (Pavia, 1936), saggista e studioso di storia militare, è stato presidente dell'Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. ["La dimostrazione dei limiti della politica di potenza di Mussolini è quello che viene considerato dagli apologeti il suo "capolavoro", ossia la guerra d'Etiopia. Se un regime si misura sulla capacità di suscitare consenso interno, si trattò veramente di un capolavoro: l'unica guerra popolare della storia italiana, un successo straordinario a livello di propaganda, di mobilitazione di massa e di miti, con una reazione di orgoglio nazionale alle pressioni straniere che rappresentava un'indiscutibile vittoria politica del fascismo. Se un regime si misura sulla capacità di perseguire i suoi obiettivi dichiarati, nel nostro caso una politica di potenza a livello europeo, la conquista dell'Etiopia (protrattasi fino al 1940 con costi altissimi, ma senza risultati definitivi) fu un disastro, perché non solo pregiudicò la posizione internazionale dell'Italia, spingendola verso la Germania, ma assorbì tutte le disponibilità e riserve finanziarie e parte non piccola delle risorse dell'esercito e dell'aeronautica" (pag 69)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
'Studio, ordine, metodo' PDF Stampa E-mail
BIGAZZI Duccio, La grande fabbrica. Organizzazione industriale e modello americano alla Fiat dal Lingotto a Mirafiori. FELTRINELLI. MILANO. 2000 pag 290 8°  abbreviazioni introduzione di Giuseppe BERTA e Giandomenico PILUSO note tabelle grafici indice nomi.  Duccio BIGAZZI docente nell'Università degli Studi di Milano, è stato studioso di storia dell'industria e del lavoro industriale. Tra i suoi titoli, 'Il Portello. Operai, tecnici e imprenditori all'Alfa Romeo, 1906-1926' (1988). Ha diretto per dieci anni la rivista 'Archivi e imprese' (ora 'Imprese e storia') (2000). ["Dopo due  mesi di "ricerca affannosa tra il macchinario delle fabbriche visitate (e) nelle indagini dirette presso i capi e gli operai stessi", la conclusione raggiunta era di sconcertante semplicità: "Il segreto della produzione americana a basso costo è principalmente il frutto di studio, ordine, metodo". Contrariamente alle attese, il problema non consisteva quindi in specifici ritardi o carenze tecniche del Lingotto, quanto piuttosto nell'approccio organizzativo. Già il viaggio compiuto nel 1922 con Fornaca aveva lasciato "l' impressione che, in qualche officina specialmente, vi fosse un qualche cosa di magnifico che coordinava il lavoro di tanti in un risultato diverso; da allora però questa coordinazione ha camminato con passi giganteschi e ha assunto, in tutte le fabbriche senza distinzione, un apice di armonia e di risultati che ha del perfetto". (pag 48)] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)

  
 
I banchieri genovesi e i sovrani spagnoli PDF Stampa E-mail
CANOSA Romano, Banchieri genovesi e sovrani spagnoli tra Cinquecento e Seicento. EDIZIONI SAPERE 2000. ROMA. 1998 pag 318 8°  introduzione abbreviazioni note appendice I e II bibliografia. Romano CANOSA ha pubblicato pure: 'Storia dell'Inquisizione in Italia dalla metà del Cinquecento alla fine del Settecento'. ["A partire dalla metà del secolo furono i banchieri genovesi coloro che più di tutti assicurarono ai sovrani spagnoli gli anticipi di denaro necessari per far fronte ai loro crescenti bisogni. I loro rapporti con la Corona furono tutt'altro che idilliaci (i sovrani spagnoli spesso fecero ricorso ad autodichiarazioni di fallimento per sottrarsi al pagamento dei debiti), ma alla fine i genovesi riuscirono sempre a cavarsela e a tutelare i loro interessi"] [f. Biblioteca-1] [Newsletter ISC, n° 57] (cod-57)
 
<< Inizio < Prec. 161 162 Pross. > Fine >>

Risultati 1441 - 1449 di 1458
spacer.png, 0 kB

Cerca nel sito

spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB
spacer.png, 0 kB