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Incontro di V. Paliotti con A. Bordiga PDF Stampa E-mail
PALIOTTI Vittorio, Napoli sconosciuta. Fatti, personaggi e luoghi di una città ancora tutta da scoprire. ALTRASTAMPA EDIZIONI. NAPOLI. 2001 pag 222 8°  incipit bibliografia.  Giornalista, scrittore  e commediografo Vittorio Paliotti ha pubblicato cinque romanzi. E' stato inviato dei maggiori quotidiani italiani e conduttore di rubriche alla Rai. Scrive per il Mattino (2001). ['(Bordiga) cominciò a mettersi in mostra già nel 1911 battendosi contro la guerra di Libia e per il rinnovamento dei vertici del partito. (...) Bordiga fondò, nel 1912, mese di aprile, il circolo Carlo Marx: nasceva, con esso, la sinistra socialista rivoluzionaria, appunto, e contraria alle elezioni. Paragonabile, in un certo senso, a quella sinistra che in Germania si riconosceva in Rosa Luxemburg. "Senza la battaglia di Mussolini al congresso del PS di Reggio Emilia del 1912, forse il Partito Comunista non sarebbe mai nato: infatti io feci mie le tesi rivoluzionarie di colui che doveva diventare capo del fascismo e le sostenni nelle varie sedi del PS. Perciò Mussolini può essere considerato il vero fondatore del PCI": furono queste le prime parole che Amadeo Bordiga mi disse, nel settembre 1953 quando, dopo lunghe trattative telefoniche, mi ricevette nel suo studio di corso Garibaldi, Palazzo Salsi, poco discosto dalla stazione della ferrovia circumvesuviana. (...)' (pag 126)]
 
Corea del Sud, 1980: forte afflusso di forza-lavoro dalle aree rurali nei centri urbani PDF Stampa E-mail
KOO Hagen, Korean Workers. The culture and politics of class formation. CORNELL UNIVERSITY PRESS. ITHACA, LONDON. 2001 pag XII 240 8°  prefazione introduzione: 'The Making of the Korean Working Class', note grafici tabelle foto bibliografia (pag 219-232) indice nomi argomenti località. Hagen Koo è professore di sociologia nell'Università delle Hawaii  (Manoa). Ha curato il volume 'State and Society in Contemporary Korea'. ['Il mercato del lavoro in Sud Corea, prima della metà degli anni 1980, non fu favorevole ai lavoratori che volevano migliorare la loro condizione economica cambiando frequentemente lavoro. La grande riserva di surplus di forza lavoro nelle aree rurali fornì una continua offerta di nuovi lavoratori per le industrie manifatturiere dedite all'esportazione fino alla prima parte degli anni 1980. Ci sono stati dibattiti tra gli studiosi sulla natura del mercato del lavoro nei primi tre decenni dell'industrializzazione orientata all' export. (...)' (pag 57)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC
 
Epurazioni mancate nella Germania del secondo dopoguerra PDF Stampa E-mail
FREI Norbert, in collaborazione con Tobias FREIMÜLLER Marc von MIQUEL Tim SCHANETZKY Jens SCHOLTEN Matthias WEIß, Carriere. Le élite di Hitler dopo il 1945. BOLLATI BORINGHIERI. TORINO. 2001 pag 297 8°  prefazione di Thomas FISCHER note riquadri bibliografia abbreviazioni indice nomi argomenti notizie sugli autori. Norbert Frei (1955) è professore di storia moderna nell'Università Ruhr-Universität di Bochum (2001). Molte le sue pubblicazioni tra cui: 'Lo Stato nazista' (Laterza, 1992). ['Gli ultimi anni dell'"era Adenauer" furono addirittura costellati di scandali connessi con il nazismo. A ciò contribuì la crescente sensibilità della stampa tedesco-federale, almeno tanto quanto l'instancabile operato di Alberto Norden, membro del Comitato centrale della SED e segretario della sezione "Agitazione e propaganda". E i due elementi si intrecciarono sempre più spesso, poiché, in concomitanza alle critiche lanciate da Norden ai dignitari tedesco-occidentali nel corso di "conferenze stampa internazionali", la Stasi forniva documenti dello stesso tenore ai giornalisti della RFT desiderosi di compiere un'opera di chiarimento' (pag 278)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
Le contraddizioni della nazione turca PDF Stampa E-mail
KINZER Stephen, Crescent and Star. Turkey between two worlds. FARRAR STRAUS AND GIROUX. NEW YORK. 2001 pag XI 252 8°  note sulla pronuncia turca prefazione note indice nomi argomenti località. Stephen Kinzer, giornalista e autore di libri, corrispondente estero, ha visitato più di cinquanta paesi in quattro continenti. Nel 1996 è diventato capo dell'ufficio del New York Times ad Istanbul (2001). Nel suo volume indaga sulle verità e le contraddizioni della nazione turca, che sta tra l'Europa e l'Asia, tra le glorie dell'impero ottomano e le speranze in un futuro democratico, tra il dominio del suo esercito e i bisogni della società civile, tra le aspettative secolari e laiche e le tradizioni musulmane. ['Per  migliaia di anni i Curdi sono vissuti in quella che si usava chiamare Mesopotamia e che alcuni ora chiamano Kurdistan, un nome che il governo turco rifiuta per i suoi risvolti politici. Oggi essi sono stimati a circa trenta milioni, dei quali metà in Turchia, un altro quarto in Irak, il 15 per cento circa in Iran, il 5 per cento in Siria e il resto sparpagliati nella regione e oltre. Fino a non molto tempo fa gli stessi curdi non si pensavano come tali, ma come membri di uno dei vari clan' (pag 110)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
I fautori della politica di contenimento PDF Stampa E-mail
BONGIOVANNI Bruno, Storia della guerra fredda. EDITORI LATERZA. BARI. 2001 pag 167 16°  bibliografia (pag 151-158) notizie sull'autore indice nomi.Bruno Bongiovanni (Torino, 1947) insegna storia contemporanea nell'Università di Torino (2001). ['La guerra che si era appena conclusa sembrava ora essere stata, sul terreno pratico e territoriale, del tutto inutile. Erano però stati sconfitti i fautori dell'offensiva: i cinesi-nordcoreani da una parte, il generale MacArthur e i "falchi" occidentali dall'altra. Avevano vinto i fautori del 'containment': in primo luogo l'ONU, poi l'amministrazione americana di Truman (passata proprio nel 1953, con Eisenhower, ai repubblicani), infine, ma la cosa resta ambigua e incerta, l'URSS, che certo dal containment, sino ad allora, aveva ricevuto vantaggi non meno, e forse più, che svantaggi. Tra i vincitori vi fu però indirettamente, anche il Giappone. Nella sua situazione di retrovia della guerra di Corea, il Giappone nonostante l'ostilità dei sovietici, stipulò l'8 settembre del 1951 con gli USA la pace di San Francisco; in tal modo poté prendere lo slancio per rientrare nel contesto politico post-bellico e per effettuare il più spettacolare sviluppo industriale e finanziario del dopoguerra (...)" (pag 78)] [ISC Newsletter N° 58] ISCNS58TEC

 
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